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L’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli ha pubblicato chiarimenti rispetto alle principali richieste giunte dagli addetti ai lavori in relazione ai contenuti dei Direttoriali del 18 e del 29 Marzo

DIRETTORIALE 18 MARZO 2021, PROT. 83685

Articolo 4. Richiesta di registrazione dei prodotti liquidi da inalazione e invio campione per ogni singolo prodotto.
La domanda di registrazione dei prodotti liquidi da inalazione, sottoscritta dal soggetto autorizzato, deve pervenire in forma completa, per avviare la relativa istruttoria procedimentale.
Perché possa ritenersi completa l’istanza deve necessariamente contenere i seguenti elementi:
I. Elementi istanza:
a) denominazione della marca del prodotto liquido da inalazione;
b) partita IVA del soggetto autorizzato;
c) caratteristiche della confezione, ovvero del dispositivo monouso destinati all’immissione in consumo;
d) capacità espressa in millilitri della confezione o del dispositivo monouso;
e) concentrazione espressa in milligrammi per millilitro della nicotina presente nella confezione;
f) numero di identificazione (EC-ID) del prodotto liquido da inalazione nonché la data della notifica effettuata ai sensi dell’articolo 21 del decreto legislativo n. 6 del 2016;
g) paese d’origine della confezione;
h) ragione sociale e sede legale del produttore o dell’importatore stabilito nell’Unione europea.
II. Dichiarazione, resa ai sensi del decreto del Presidente della Repubblica 28 dicembre 2000, n. 445, e successive modificazioni, dalla quale risulti che i prodotti che si intende commercializzare sono conformi alle disposizioni vigenti, in particolare per i prodotti contenenti nicotina alle disposizioni di cui al decreto legislativo n. 6 del 2016.
III. Campione di ogni singolo prodotto fornito dal produttore, sotto forma di stesi grafici e confezioni, per consentire la valutazione della conformità degli stessi alla disciplina vigente in materia di avvertenze di etichettatura, confezionamento e presentazione dei prodotti liquidi da inalazione.
L’articolo 12, comma 5, della Determinazione direttoriale n. 83685/RU del 18 marzo 2021, ha previsto, anche per i prodotti registrati precedentemente alla data di entrata in vigore della determina stessa, la fornitura da parte dei produttori, entro 30 giorni, di un campione per ogni singolo prodotto.
Al riguardo, nel sollecitarne l’invio qualora non già trasmessi, si precisa che la commercializzazione dei prodotti è subordinata all’acquisizione dei campioni, che dovranno essere spediti al seguente indirizzo: Agenzia Dogane e Monopoli Direzione tabacchi Piazza Mastai, 12 00153 – Roma
Per i suddetti prodotti, non essendo destinati all’immissione in consumo, non è prevista l’apposizione del contrassegno di legittimazione né il versamento dell’imposta di consumo. All’atto dell’estrazione dal deposito dei campioni di prodotti liquidi da inalazione, dovrà essere emessa apposita bolletta di scarico che, quale descrizione della movimentazione, dovrà recare la dicitura: “Campione di prodotto liquido da inalazione destinato all’Agenzia Dogane e Monopoli ai sensi dell’articolo 62-quater, c. 1-ter, del D.Lgs 26 ottobre 1995, n. 504”.

2. Articolo 5, comma 1. Sistema di stoccaggio e obblighi del soggetto autorizzato
Il deposito deve essere dotato di distinte aree o spazi destinati allo stoccaggio esclusivo e separato di prodotti con nicotina, di prodotti senza nicotina e di prodotti destinati ad altri Stati esteri.
Deve essere fornita, pertanto, all’Agenzia una planimetria dei locali adibiti a deposito con l’indicazione degli spazi destinati a ciascuna tipologia di prodotto, ovvero con l’indicazione delle diverse aree destinate allo stoccaggio separato delle differenti tipologie di prodotti. In caso di mutamenti della disposizione degli spazi, il deposito è tenuto a fornire tempestivamente una planimetria conseguentemente aggiornata.

3. Articolo 6, comma 7, lettera f). Il soggetto autorizzato, entro cinque giorni dal termine di ciascuna quindicina, trasmette all’Agenzia il prospetto riepilogativo dal quale risulti, altresì, il prezzo di vendita a confezione.
Per prodotti immessi in consumo a diversi livelli di prezzo, occorre indicare:
Per ogni prodotto, il numero di confezioni cedute a ciascun livello di prezzo (in Euro iva inclusa);
In alternativa, è possibile indicare, per ciascun prodotto, il prezzo medio ponderato, calcolato in base al valore totale delle confezioni immesse in consumo (prezzo in Euro iva esclusa) in rapporto al numero totale delle stesse.
Di conseguenza, il calcolo del prezzo medio ponderato si otterrà – per ciascun prodotto – dal rapporto tra la sommatoria del numero di confezioni moltiplicato per il relativo prezzo di vendita al numeratore e il numero totale delle confezioni immesse in consumo al denominatore.
In formula: ((Q1*Pr1)+(Q2*Pr2)+(Q3*Pr3)+…+(Qn*Prn))/(Q1+Q2+Q3+…+Qn)
Si specifica che il prezzo medio ponderato dovrà essere calcolato sulla base dei prezzi praticati all’atto dell’immissione in consumo, distintamente per canale fisico e online, ovvero in relazione alla cessione dei prodotti nei confronti di punti vendita e diretti consumatori.

4. Articolo 9, comma 3. Con provvedimento dell’Agenzia può essere disposto l’impiego da parte del soggetto autorizzato e del rappresentante fiscale, che sono tenuti ad adottarle entro sessanta giorni, di procedure informatizzate per la tenuta dei registri contabili e per la formazione e trasmissione telematica dei prospetti riepilogativi.
Le procedure informatizzate finalizzate alla compilazione e trasmissione telematica dei prospetti riepilogativi sono in via di predisposizione da parte del partner tecnologico.
Nelle more del completamento delle procedure informatizzate di contabilizzazione dei dati dei prodotti liquidi da inalazione, l’invio dei prospetti riepilogativi di cui all’articolo 5, comma 3 e all’articolo 6, comma 7, dovrà avvenire, in formato Excel, utilizzando i modelli pubblicati sul sito istituzionale dell’Agenzia nella sezione Home – L’attività – Tabacchi – Modulistica – Prodotti liquidi da inalazione.
I dati richiesti nei prospetti citati sono da ritenersi tutti obbligatori e il formato dei campi, da rispettare rigorosamente per la compilazione dei prospetti, è riportato nel foglio istruzioni di ciascun prospetto.
La trasmissione telematica, ove effettuata senza alterare il formato dei modelli pubblicati sul sito istituzionale dell’Agenzia e nel rispetto delle specifiche di cui sopra e delle istruzioni riportate nei fogli informativi presenti negli allegati, costituisce prova dell’avvenuto inoltro in adempimento degli obblighi di rendicontazione contabile previsti dalla normativa vigente.
Per quanto riguarda la tenuta dei registri contabili, non sono allo stato in via di predisposizione procedure informatizzate; resta salva la possibilità di tenuta dei medesimi in modalità informatica secondo quanto previsto dalla normativa vigente.

5. Articolo 10, comma 2, lettera c). Vendita a distanza
La vendita a distanza deve essere effettuata previa registrazione sul sito internet del venditore del soggetto richiedente, necessariamente maggiorenne, che dovrà avvenire mediante acquisizione del documento di identità e della tessera sanitaria.
All’atto di ogni operazione di acquisto il soggetto acquirente dovrà inserire gli estremi del documento di identità (numero, data di rilascio e autorità emittente) e della tessera sanitaria (numero di identificazione della tessera).

DIRETTORIALE 29 MARZO 2021 PROT. 92923

Articolo 1, comma 2 n. 6. Rinuncia alla gestione.
La citata causa di esclusione deve intendersi nel senso che, in presenza di più autorizzazioni in capo al medesimo titolare, gli effetti della rinuncia vadano limitati al solo esercizio di vendita interessato, per il quale non si potrà ottenere una nuova autorizzazione prima del decorso del quinquennio dalla rinuncia.
Diverso discorso va fatto per la fattispecie più grave, pure prevista nella citata determina, dell’essere “destinatario di un provvedimento di revoca o di decadenza di una autorizzazione”: in tale ultimo caso il titolare decadrebbe senz’altro da tutte le autorizzazioni che risultano intestate al medesimo soggetto per altri esercizi.

2. Articolo 2, comma 4. Imposte indirette.
Si chiarisce che in tutti i casi in cui rileva la prevalenza, quali il rilascio dell’autorizzazione, il rinnovo, la sopravvenienza di modifiche soggettive rientranti nell’articolo 7 della determina, inclusi i controlli e le verifiche di cui all’articolo 9, i corrispettivi da vendite dei prodotti da inalazione senza combustione, costituiti da sostanze liquide, contenenti o meno nicotina, e dei dispositivi meccanici ed elettronici, che ne consentono il consumo, nonché i corrispettivi da vendite e prestazioni relativi ad altri eventuali beni venduti o altre eventuali attività svolte dal medesimo esercizio, sono da intendersi quali corrispettivi delle vendite percepiti al netto della imposta sul valore aggiunto.
Analogamente sono da intendersi al netto di IVA i corrispettivi da vendite di parti funzionali all’utilizzo del dispositivo, che non possono avere altra diversa destinazione senza radicale trasformazione.

Articolo 3. Delegato alla gestione.
L’articolo 3, comma 1 laddove prevede che nei casi in cui sussista una molteplicità di punti vendita intestati al medesimo titolare è fatto obbligo di nominare un delegato alla gestione per ciascun punto vendita, non ammette deroghe o eccezioni; con criterio di ragionevolezza si deve tuttavia riconoscere che, con riferimento al singolo punto vendita relativamente al quale il titolare dell’autorizzazione sia in grado di occuparsi direttamente e in prima persona della gestione diretta, il titolare dell’autorizzazione sarà esonerato dalla nomina del delegato alla gestione.
In tale caso, il titolare dell’autorizzazione renderà apposita dichiarazione di impegno. L’indisponibilità del delegato alla gestione ad accettare la nomina a delegato alla gestione, ovvero a rendere la dichiarazione di impegno, è sussumibile nella previsione di cui all’articolo 3, comma 4, essendo pertanto possibile che anche in tale caso il titolare dell’autorizzazione possa nominare un altro soggetto che soddisfi i requisiti di legge, incluso l’onere di rendere le dichiarazioni previste dalla determina direttoriale.
Questioni attinenti al rapporto di lavoro privatistico, quali l’impossibilità del licenziamento del dipendente che versi nelle cause di esclusione ovvero manifesti l’indisponibilità a rendere la dichiarazione sostitutiva prevista dal comma 3 del citato articolo, non rientrano nella competenza per materia dell’Agenzia.

Articolo 4, comma 1. Rilascio dell’autorizzazione.
L’articolo 4, commi 1, 2 e 3 della determina direttoriale 92923 del 29 marzo 2021, e più in generale il contenuto dell’articolo 1, comma 1124, lettera f), della legge 30 dicembre 2020, n. 178, prevedono espressamente che la vendita e l’approvvigionamento dei prodotti da inalazione senza combustione, costituiti da sostanze liquide, contenenti o meno nicotina avvenga a seguito di autorizzazione.
Non è pertanto contemplato, più precisamente è stato escluso, il regime semplificato del silenzio assenso. Non si ritiene pertanto di poter aderire alla prospettata ipotesi del silenzio assenso in mancanza di autorizzazione rilasciata nei termini essendo un modello amministrativo contrario al dettato della legge e contrario alla ratio della normativa di settore.

5. Articolo 4, comma 8. Insegna.
L’articolo 4, comma 8, senza eccezione alcuna, prevede che “Fuori dal locale destinato alla vendita e in posizione ben visibile al pubblico deve essere apposta una insegna recante lo stemma dello stato italiano e il logo dell’Agenzia”; è di tutta evidenza che l’insegna rappresenta lo strumento che con più immediatezza e con maggiore efficacia consente al consumatore di identificare l’esercizio autorizzato rispetto ad altri esercizi che magari lo sarebbero in astratto (farmacie e parafarmacie) ma che in concreto potrebbero non esserlo.
L’insegna rappresenta, pertanto, quell’elemento che consente al consumatore non solo di distinguere la rete legale dalla rete illegale ma che consente altresì all’esercizio di potersi distinguere rispetto agli esercizi consimili che tuttavia non hanno richiesto l’autorizzazione alla vendita.
L’insegna, infine, rappresenta un efficace strumento di controllo atteso che il numero ordinale, univocamente associato in via esclusiva all’esercizio autorizzato, consente alla stessa Agenzia di mappare l’intera rete, e quindi poter effettuare controlli mirati, anche in orari di chiusura degli esercizi.

6. Articolo 9, commi 3 e 4. Registri contabili.
Al riguardo, ai soli fini dell’accertamento della prevalenza, gli esercizi di vicinato ove volessero propendere per la tenuta di un registro informatico, questo dovrà rispettare le specifiche tecniche stabilite dalla normativa ivi citata.
In alternativa, ove abbiano optato per la tenuta di un registro analogico, questo deve essere conforme al modello prestabilito e pubblicato dall’Agenzia.
Restano fermi gli obblighi e le prescrizioni contabili ai fini fiscali.
In sede di verifica ispettiva presso l’esercizio ovvero di richiesta di esibizione e produzione in copia presso il competente ufficio, il soggetto autorizzato dovrà altresì esibire o produrre l’ulteriore documentazione contabile e fiscale prevista dalla normativa vigente, a supporto e riscontro di quanto indicato nel registro.
Il registro analogico dovrà essere conservato per anni dieci. Si rinvia a quanto prescritto all’art. 9, co. 4.
Resta inteso che le disposizioni in argomento hanno effetto a decorrere dall’entrata in vigore della determina direttoriale.

DIRETTORIALE 29 MARZO 2001 PROT. 93445

Articolo 2, comma 7. Rendicontazione.
Le procedure informatizzate finalizzate alla compilazione e trasmissione telematica della rendicontazione sono in via di predisposizione da parte del partner tecnologico.
Nelle more del completamento delle procedure informatiche di contabilizzazione dei dati dei prodotti liquidi da inalazione, i prospetti riepilogativi di cui all’articolo 2, comma 7, dovranno essere trasmessi in formato Excel.

2. Articolo 3. Contrassegni di legittimazione.
I contrassegni di legittimazione devono essere applicati a chiusura dei singoli condizionamenti, in modo da renderne impossibile l’apertura ed utilizzo senza lacerare il contrassegno, e in senso verticale, ben visibili su tutta la superfice di applicazione.

Articolo 5. Applicazione avvertenze sui condizionamenti dei prodotti da inalazione senza combustione, costituiti da sostanze liquide, non contenenti nicotina.
La circolazione dei prodotti da inalazione senza combustione, costituiti da sostanze liquide, non contenenti nicotina, destinati ad essere immessi sul mercato nel territorio dello Stato, è legittimata dall’applicazione sui singoli condizionamenti, di avvertenze esclusivamente in lingua italiana, recanti il seguente testo: “Il prodotto può contenere sostanze pericolose per la salute. Per info chiama il numero verde 800554088 dell’Istituto Superiore di Sanità”, e conforme ai requisiti tecnici previsti dal comma 2, articolo 13 e dal comma 4 dell’articolo 10, del decreto legislativo 12 gennaio 2016, n. 6. 4.

Articolo 6. Applicazione avvertenze sui condizionamenti dei prodotti da inalazione senza combustione, costituiti da sostanze liquide, contenenti nicotina. L’attuale avvertenza prescritta dall’articolo 21, comma 9, lett. c) del decreto legislativo 12 gennaio 2016, n. 6, per i prodotti da inalazione senza combustione, costituiti da sostanze liquide, contenenti nicotina, deve essere integrata aggiungendo il seguente periodo “Per info chiama il numero verde 800554088 dell’Istituto Superiore di Sanità”.
Quindi la circolazione dei prodotti da inalazione senza combustione, costituiti da sostanze liquide, contenenti nicotina, destinati ad essere immessi sul mercato nel territorio dello Stato, è legittimata dall’applicazione sui singoli condizionamenti, di avvertenze in lingua italiana, recanti il seguente testo coordinato: “Prodotto contenente nicotina, sostanze che crea un’elevata dipendenza. Uso sconsigliato ai non fumatori. Per info chiama il numero verde 800554088 dell’Istituto Superiore di Sanità”, secondo i requisiti tecnici previsti dall’articolo 21, comma 9, lett. d) del decreto legislativo 12 gennaio 2016, n. 6.

Articolo 7, commi 2 e 5. Commercializzazione prodotti da inalazione senza combustione, costituiti da sostanze liquide, contenenti o meno nicotina.
E’ consentito il trasferimento tra depositi fiscali autorizzati, dei prodotti da inalazione senza combustione, costituiti da sostanze liquide, contenenti o meno nicotina, fino al 31 agosto 2021.
I prodotti giacenti presso i depositi fiscali autorizzati, dopo il 31 agosto 2021, devono essere distrutti o in alternativa possono essere resi ai produttori per essere resi conformi alle nuove disposizioni.

Articolo 7, comma 4. Documenti di accompagnamento.
E’ possibile indicare le informazioni richieste, nelle disposizioni di cui all’articolo. 7, comma 4, mediante l’apposizione di un “QRCODE” all’interno del documento di accompagnamento della merce, all’atto dell’estrazione dal deposito.

Per il terzo anno di fila le spiagge saranno libere dal fumo.
Accade a Rimini, perla del turismo romagnolo, dove l’Amministrazione comunale riproporrà anche per l’estate 2021 – la seconda dell’era Covid – l’ordinanza che farà divieto ai bagnanti di concedersi una bionda sotto l’ombrellone.
L’anticipazione è arrivata poche ore addietro a seguito di incontro che, in vista dello “start” della stagione estiva, si è svolto tra gli operatori del settore e l’assessore Roberta Frisoni, amministratrice delegata al Demanio.
“Un iter chiuso in tempi stretti, anche alla luce della possibilità dell’immediata riapertura delle spiagge annunciata solo pochi giorni fa dal Ministro Garavaglia e sulla base dell’ordinanza regionale trasmessa ai Comuni venerdì scorso, che darà così modo agli operatori di avere un quadro normativo chiaro e terminare l’allestimento delle spiagge nel più breve tempo possibile”, ha commentato l’esponente dell’Esecutivo ad altarimini.it.
Il provvedimento “smoking free” si innesta nel corpo di un provvedimento più ampio che, prossimo ad essere emanato, spiegherà la sua validità fino alla metà circa del prossimo mese di Settembre.

OK ALLA SIGARETTA ELETTRONICA
Spazio di ombreggio oscillante, a seconda del punto del litorale, tra 18 e 15 metri quadri, possibilità per gli stabilimenti di consegnare cibo direttamente in spiaggia, no a piatti e vettovaglie in plastica e, appunto, no alla sigaretta classica.
Ma si, invece, alla sigaretta elettronica con gli utenti della spiaggia che potranno concedersi la “e-cig” sebbene con un pizzico di buonsenso.
Evitando, cioè, in ispecie quando si è sul bagnasciuga, di investire con nubi di vapore il vicino – mai dimenticando, ovviamente, anche le norme anti-Covid che, comunque, impongono un pur minimo distanziamento.
La “ratio” dell’iniziativa è quella di tutelare dall’altrui esposizione al fumo passivo e di scongiurare il rischio di veder tappezzate le spiagge di cicche.
Saranno previste, tuttavia, aree franche, isole dedicate al fumo dove si potrà dare liberamente sfogo alla sete di tabacco e nicotina.

Ha preso il via nella giornata di ieri il voto sugli emendamenti al Decreto Sostegni.
Tre sono, in particolare, le proposte di modifica normativa all'impianto principale dell'atto governativo alla valutazione della Commissione Bilancio di Palazzo Madama, nucleo guidato dal grillino Daniele Pesco.
Due di questi emendamenti, di uguali contenuti, sono inerenti la richiesta di spostare al 1 Gennaio 2022 lo “start” dell’obbligo di validità delle fascette anticontrabbando, “nuova”, quest’ultima, introdotto dai Direttoriali del mese di Marzo dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli: si tratta, in particolare, del 6.0.23, presentato dai salviniani Montani, Ferrero, Rivolta, Faggi, Testor, Tosato, Bagnai, Borghesi, Siri e dell’ulteriore, ovvero il 22.0.26, sottoscritto dai pentastellati Vaccaro, Ferrara, Trentacoste, Puglia, Vanin, Donno, Presutto.
A tali due emendamenti si affianca quello con primo firmatario Salvini che auspica il dimezzamento della imposta sui liquidi.
Tutti questi emendamenti, però, sono stati già bollati come improponibili, ovvero non inerenti il testo normativo in analisi: questo vuol dire che, ora come ora, sono fuori dall’ordine del giorno, fuori dalla rosa delle proposte emendative che, qualora approvati, giungerebbero, in uno al testo normativo principale, al vaglio del Senato per la definitiva approvazione.
La partita, tuttavia, potrebbe non essere ancora archiviata.
La Presidenza della Commissione dovrà, infatti, pronunciarsi sulla richiesta di riammissione all’ordine del giorno inoltrata dai proponenti di tutte e tre le istanze.
L’esame, come detto avviatosi nella giornata di ieri, proseguirà anche in quella odierna per concludersi nel corso della prossima settimana.
La sensazione, tuttavia, anche alla luce di “rumours” politici, è che il Decreto Sostegni non incorporerà – per ragioni meramente tecniche – le istanze presentate da salviniani e grillini.
Al di la, come detto, dell’esito delle proposte, le azioni poste in essere fotografano, nello specifico modo con riguardo all’emendamento Salvini, una chiara volontà politica che potremmo, conseguentemente, trovare riflessa in occasione della redazione della prossima legge di Bilancio.
Molto remoto, infatti, che la struttura corrente della norma su imposte e liquidi possa sopravvivere nella forma corrente che, si ricorda, prevede, un aumento progressivo delle accise fino al 2023.
Un mutato approccio della politica al mondo svapo rispetto a quella di un anno addietro.
Gli orizzonti, globalmente, sembrano essere più rosei

Il divieto di fumo e di svapo che si pensa di varare in Spagna, anche in luoghi all’aria aperta, non trova la condivisione di Riccardo Polosa, tra i principali teorici su scala internazionale in tema di smoking cessation e di minor danno.
In particolare, lo studioso, intervistato da “La Sicilia”, si è detto perplesso rispetto a “questa proliferazione di divieti generici non basati su evidenze scientifiche”.
“Fumo e svapo non sono la stessa cosa – ha osservato lo stesso – Si tratta di strumenti e condizioni di utilizzo diversi, così come di principi opposti.
I fumatori sono soggetti che vanno aiutati a smettere, non pazienti da tenere relegati con divieti e bandi”.
Polosa, inoltre, ha voluto fare menzione di uno tra gli ultimi approfondimenti Coehar sulle sigarette elettroniche
Considerando la brevità della “svapata”, il tempo di esposizione e i dati statistici su carica virale e tasso di infezione, “svapare” comporterebbe un aumento di solo l’1% del rischio di contagio rispetto alla normale respirazione a riposo.

SVAPARE COMPORTA AUMENTO RISCHIO DI APPENA L’1%
In secondo luogo – ha ancora rimarcato Polosa alla stessa testata siciliana – uno studio che ha valutato l’effetto del fumo di sigarette sull’espressione della proteina che regola l’ingresso del virus nel corpo ha suggerito un possibile fattore protettivo della nicotina nei confronti dell’infezione”.
Polosa, altresì, allo scopo di far capire lo scarso significato di una norma anti-svapo all’aperto, ha recato un pratico esempio.
“Basta pensare – così l'accademico siciliano – che due minuti di tosse nell’arco di un’ora corrispondono a un aumento del rischio del 260% e parlare per sei minuti comporta un aumento del rischio del 44%”.
Polosa non approfondisce la sostanza del divieto sul fumo ma si limita ad osservare la inopportunità di un disco rosso ad una svapata open air, soprattutto considerando come le due "tematiche" – sigarette elettroniche e sigarette classiche – debbano essere valutate nonchè approcciate sempre e comunque su piani differenti.

Nel corso dei consueti servizi di controllo, i Finanzieri del Comando Provinciale di Salerno hanno sequestrato, in un negozio di Cava de’ Tirreni, circa 12.000 prodotti, recanti il marchio “CE” contraffatto e privi dei requisiti minimi di sicurezza.
L’intervento ha avuto luogo presso un noto rivenditore di giocattoli e articoli per la casa della città, nei pressi dell’uscita dell’autostrada; dopo aver appurato che i lavoratori impiegati – tutti di nazionalità cinese – erano assunti regolarmente, i militari hanno esaminato la merce esposta per la vendita.
Sono stati così rinvenuti una serie di articoli apparsi subito di dubbia conformità.
Più di 11 mila solo quelli risultati non a norma con la disciplina in materia di sicurezza prodotti: mascherine chirurgiche, carica batterie, sigarette elettroniche, auricolari, smart watch e lettori mp3, senza la marcatura CE o comunque privi di qualsiasi informazione in lingua italiana (destinati pure ai bambini).
Nel passare a setaccio i vari locali dell’esercizio, le Fiamme Gialle hanno inoltre rinvenuto altri 300 tra occhiali da vista, monitor e tastiere per computer, amplificatori, alimentatori ed altri dispositivi elettronici, riportanti il marchio comunitario palesemente falso.
Tutta la merce irregolare è stata subito sottoposta a sequestro, per impedirne la commercializzazione.
Per la titolare, una cinquantaseienne originaria di Roma, è scattata la denuncia a questa Procura della Repubblica. Dovrà ora rispondere del reato di “introduzione nello Stato e commercio di prodotti con segni falsi”, fattispecie per la quale rischia una condanna fino a 4 anni di reclusione e la multa fino a 35.000 euro.
La vicenda è stata segnalata anche alla Camera di Commercio di Salerno, che potrà applicare un’ulteriore sanzione amministrativa, fino ad un massimo di 25 mila euro.

Giunge una proposta in termini normativi per supportare i produttori e gli addetti ai lavori, in generale, del settore svapo.
Tre senatori del Movimento Cinque Stelle, infatti, hanno depositato alla valutazione della Commissione Senato un emendamento al “Decreto Sostegni” con il quale si domanda di spostare al 1 Gennaio 2022 il termine per l' “adeguamento all'apposizione di contrassegni sui prodotti liquidi da inalazione senza combustione”.
Il riferimento è ai Direttoriali di recente firma Minenna che, tra le altre, hanno partorito la novità-fascette: se i contrassegni, tutto sommato, rappresentano pure una buona novità – sebbene non capace di porre fine alla piaga contrabbando – le titubanze maggiori sono venute rispetto alla tempistica di esecuzione del provvedimento.
Le aziende, infatti, non sono ancora in grado di potersi adeguare anche perchè, in termini di contrassegni e non solo, Adm deve ancora aggiornare su necessari chiarimenti, senza volersi far riferimento agli obblighi in fatto di adeguamento di software e gestionali lehati ad i restanti adempimenti – senza contare, poi, l'altro discorso connesso allo smaltimento delle giacenze.
In definitiva, il settore chiede più tempo per potersi adeguare alle subentrate nuove.
Tre senatori pentastellati, quindi, i partenopei Sergio Vaccaro e Gianluca Ferrara ed il siciliano Fabrizio Trentacoste hanno chiesto di tagliare la testa al toro, in definitiva, e di differire l'obbligo fascette direttamente al 2022.
Tecnicamente, si chiede di inserire le previsioni in un articolo 22 bis del “Sostegni” che vada ad aggiungersi a quanto stabilito dall'articolo 62-quater del Decreto legislativo 26 Ottobre 1995, numero 504, recante “Testo unico delle disposizioni legislative concernenti le imposte sulla produzione e sui consumi e relative sanzioni penali e amministrative”.
I tre rappresentanti di Palazzo Madama, poi, chiedono di considerare l'inserimento del seguente testo al medesimo documento
“Con determinazione del Direttore dell'Agenzia delle dogane e dei Monopoli, da adottarsi entro il mese di giugno 2021, sono stabilite le tipologie di avvertenza in lingua italiana e le modalità per l'approvvigionamento dei contrassegni di legittimazione di cui al comma 3-bis. Con il medesimo provvedimento sono definite le relative regole tecniche e le ulteriori disposizioni attuative, nonché il regime applicabile alle rimanenze di prodotti”.
Nel pomeriggio odierno il “Decreto Sostegni” sarà in Commissione Senato per prime valutazioni.

Milano, 19 aprile 2021 – I funzionari ADM di Milano 1 in servizio presso il Centro di
Smistamento Postale di Milano-Roserio hanno scoperto e sequestrato liquidi da inalazione di contrabbando.
I liquidi, contenuti in due spedizioni postali provenienti dal Regno Unito individuate a seguito di un attento monitoraggio, erano destinati a soggetti privati italiani.
All’interno della prima spedizione erano contenute 5 boccette contenenti ognuna 100 ml di liquido da inalazione e una bottiglia contenente 1000 ml del medesimo liquido, per un peso complessivo pari a 1.500 ml (equivalenti a 8.445 grammi convenzionali di tabacco).
Nella seconda spedizione sono stati rinvenute 200 cartucce per sigarette elettroniche contenenti ognuna 1 ml di liquido da inalazione, per un peso complessivo pari 200 ml di liquido (equivalenti a 1.126 grammi convenzionali di tabacco).
Per i destinatari delle spedizioni, che hanno introdotto nel territorio dello Stato liquidi da inalazione in violazione dell’art. 21 comma 11 del D.lgs n. 6/2016, è stata ravvisata la condotta di contrabbando, ai sensi dell’art. 291-bis del D.P.R. n. 43 del 1973 in combinato disposto con i commi 1-bis e 7-bis dell’art. 62 quater del D.P.R. 504/1995.
Ai responsabili delle violazioni saranno irrogate le dovute sanzioni amministrative e la merce, per la quale è prevista la confisca obbligatoria, è stata sottoposta a sequestro

Abbiamo richiesto precise delucidazioni all’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli al fine di ottenere chiarezza su diversi punti dei Direttoriali del 18 e 29 Marzo nonché abbiamo ribadito quei suggerimenti che già avevamo posto all’attenzione del tavolo in occasione del recente open hearing”.
Arcangelo Bove, Presidente Unasweb nonché fondatore del marchio Svapoweb, nel rendere nota l’iniziativa intrapresa presso l’Agenzia fiscale guidata dal Direttore Marcello Minenna.
Le disposizioni, in alcuni aspetti, non sono chiare, pertanto abbiamo ritenuto, a tutela degli affiliati tutti del franchising, di inviare una missiva chiedendo rapide delucidazioni”.
“In primis 
– insiste Bove – con riguardo all’articolo 6, disciplinante il “Regime del deposito”, ed all’articolo 9 (Disposizioni contabili) del Direttoriale 18 Marzo, laddove si specifica [Per ciascuna estrazione di prodotti liquidi da inalazione, il soggetto autorizzato emette, in duplice esemplare, la bolletta di scarico. Un esemplare è conservato agli atti del deposito e l’altro accompagna i prodotti ed è consegnato al destinatario] e [Le generalità del soggetto fornitore, in caso di bolletta di carico, o del soggetto destinatario del prodotto, in caso di bolletta di scarico] abbiamo chiesto se siffatti adempimenti debbano essere posti in essere anche allorquando l’acquirente è un soggetto privato.
Ulteriore dubbio quello suscitato dall’articolo 10 medesimo Direttoriale relativo all’obbligo di “richiedere all’acquirente dei prodotti l’esibizione di un documento di identità al fine di accertarne la maggiore età”.

ADEGUAMENTO SOFTWARE E QUESTIONE DOCUMENTI IDENTITA’

Tale documento, abbiamo domandato, al cospetto di un medesimo acquirente che faccia più acquisti nel tempo, dovrà essere richiesto solo in occasione della prima transazione o, ogni volta, anche per quelle successive?
Il documento, una volta effettuata la transazione – nuovo quesito posto dall’imprenditore sannita – dovrà essere custodito per un determinato periodo di tempo o andrà esclusivamente preso in visione, in sede di transazione, e, quindi, eliminato?
Dovrà essere nominata, in ambito aziendale, altresì, una figura preposta alla manipolazione dei dati sensibili in fase di transazione?”

Anche in merito al Direttoriale 29 Marzo, per l’esattezza in merito all’articolo 7, laddove si precisa che “all’atto dell’estrazione dal deposito” si debbano “integrare i documenti di accompagnamento della merce, rispettivamente, con il numero di lotto e la data di produzione, riportati nel medesimo registro di carico, scarico e rimanenze dei prodotti finiti, ovvero con i riferimenti alla documentazione commerciale e contabile relativi all’ordine, ivi inclusi il numero di lotto e la data dell’ordine medesimo”, Unasweb auspica di sapere “di quanto tempo dispongano i soggetti in questione per i necessari adeguamenti considerandosi la necessità di interventire su software e gestionali”

TOCCATA ANCHE LA QUESTIONE INSEGNE

“Ulteriore riflessione – prosegue Bove – quella che abbiamo posto in essere rispetto alle prescrizioni relative alle modalità di allestimento e di posizionamento delle insegne che potrebbero non essere compatibili con le norme paesaggistiche (Regolamenti) per quegli esercizi ricadenti nei Centri storici nonché per quelli che si trovano in ambiti territoriali suscettibili agli Organi di tutela (Soprintendenze).
Abbiamo chiesto ad Adm se sia stato valutato questo aspetto e se sia stata valutata una soluzione che sia applicabile in quei luoghi sottoposti a tutela.
Ovviamente, oltre a questi punti, si ribadisce da parte di Unasweb
 – la chiusura – la necessità di differire in modo congruo l’inizio dell’efficacia della validità delle disposizioni per i molteplici aspetti da esse previste, quali smaltimento delle giacenze e l’inevitabile operazione di adeguamento di software e gestionali”

Ancora nulla, al momento, rispetto alla conferma di Marcello Minenna al timone dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli.
Nella giornata del 14 Aprile, infatti, il Consiglio dei Ministri avutosi a Palazzo Chigi non ha riguardato i punti relativi alle nomine dei vertici delle Agenzie fiscali.
In agenda, infatti, non vi è solo la tematica relativa al vertice Adm ma anche quella connessa al rinnovo della posizione dell’Agenzia delle Entrate con Ernesto Maria Ruffini che dovrebbe vedere in cassaforte la personale posizione – mentre, invece, vi è maggiore titubanza circa la pedina legata all’Agenzia del Demanio, dove Antonio Agostini potrebbe cedere il testimone ad Alessandra Dal Verme.
Realisticamente, pertanto, il deficit di accordo su quest’ultimo ruolo avrebbe, di conseguenza, determinato lo slittamento anche della definizione delle altre due posizioni.
Il vertice dei Ministri, quindi, nell'ora e mezzo di discussione, ha deliberato le nuove figure di viceministri del Dicastero dello Sviluppo economico in capo alle persone dei Sottosegretari Gilberto Pichetto Fratin e Alessandra Todde.
Per quel che concerne l'Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, quindi, se ne discuterà in occasione di prossima seduta con Minenna che, in ogni caso, resta assolutamente blindato nella relativa posizione.
Tanto più che lo stesso è in pieno sviluppo nella concretizzazione di una serie di riforme che stanno riguardano, come noto, anche all'ambito dello svapo.

Che non sia una scusa per darsi al fumo in modalità turca.
In ogni caso, il Coehar da riscontro scientifico a quello che, fino ad ora, era un pur concreto indizio: ovvero la nicotina ha una capacità protettiva rispetto alla possibilità di contrarre l'infezione da Covid.
In tal senso esito della ricerca “Role of Cigarette Smoke on Angiotensin-Converting Enzyme-2 Protein Membrane Expression in Bronchial Epithelial Cells Using an Air-Liquid Interface Model”, approfondimento che si inquadra nel più ampio programma dello studio “Replica”.
L'ultimo approfondimento, nel dettaglio, ha voluto approfondire i meccanismi molecolari che regolano l’espressione dell’enzima Ace2, componente coinvolta nell’infezione da Covid.
“Lo studio – ha rimarcato il dottor Giovanni Li Volti, Direttore del CoEHAR e Project leader di Replica - ha avuto riguardo allo studio dei meccansimi molecolari che sono alla base del recettore che si trova sulla membrana, ovvero sulla parte esterna della cellula”.
Il punto di partenza, come esposto dal docente siciliano, origina da un elemento epidemiologico abbastanza significativo.
Uno studio cinese, infatti, aveva appurato come, su 5000 pazienti ricoverati per Covid, il tasso dei fumatori fosse estremamente più basso rispetto a quello atteso. 
Ovvero rispetto a quel 33 percentuale che, nella popolazione generale cinese, si rinviene in termini di fumatori.
Questo "fatto", questo spostamento era stato poi confermato anche da ulteriori approfondimenti posti in essere successivamente in Francia ed in Italia sebbene su coorti più limitate.
Cosa ha fatto, quindi, il Coehar?
Ha tentato di rintracciare una conferma a quegli indizi che erano emersi dai precedenti studi, indagando su basi scientifiche le conclusioni di quelli che erano, fondamentalmente, dei sondaggi in ambito ospedaliero.
Il team di ricerca catanese ha cercato nella scienza, cioè, nel laboratorio il riscontro reale a quella statistica.
E l'ha trovata.
In vitro, infatti, il team catanese ha riprodotto l'esposizione di cellule al fumo e, in particolare, alla nicotina per capire se la stessa potesse rendere più complicato l'ingresso del virus nella cellula.
E, in effetti, si è appurato come il meccanismo determinato dalla nicotina fosse realmente quello.
Ovviamente, Li Volti ha fatto una necessaria precisazione che è, poi, assolutamente centrale nella questione: il medesimo ha, infatti, specificato come la nicotina abbia un valore protettivo – si - rispetto alla infezione, nel senso che fa un po' da barriera rispetto al contagio.
E questo pare elemento pacifico.
Cosa distinta, però – si badi - è il decorso clinico.
Se un fumatore, infatti, si busca il virus può andare verso una evoluzione della malattia da Covid più grave rispecchiandosi, del resto, la regola generale in base alla quale il fumatore, qualora becchi una malattia respiratoria, tende ad avere maggiori problemi rispetto ad un soggetto sano.
Quindi, in definitiva, anche in tempi di Covid smettere di fumare resta la più saggia delle decisioni.