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Se – ipotesi – le sigarette elettroniche riuscissero a soppiantare totalmente il fumo, sarebbe eliminata quella che, ad oggi, è tra le più importanti cause di inquinamento del mare e dei litorali.
Le cicche di sigarette, infatti, continuano a costituire, nonostante le tante attività di sensibilizzazione e, nonostante le svariate iniziative “smoking free” poste in essere su più spiagge nazionali, uno dei più significativi motivi di inquinamento dell’ambiente marino.
A ribadirlo, numeri alla mano, sono i risultati di “Beach Litter 2021”, approfondimento posto in essere da Legambiente.
Un approfondimento che ha potuto accertare come, lungo la fascia costiere nazionale, si rilevi la presenza media di 783 rifiuti ogni 100 metri lineari di spiaggia.
Quarantasette le spiagge oggetto del campionamento, distribuite su tredici regioni (Abruzzo, Basilicata, Toscana, Calabria, Campania, Emilia Romagna, Friuli Venezia Giulia, Lazio, Marche, Puglia, Sardegna, Sicilia, Veneto) per complessivi 176 chilometri di battigia presi in esame.
Ed i risultati sono stati, come detto, tutt’altro che felici.
Le spiagge sono sempre più ricettacolo di rifiuti di varia tipologia con una predominante incidenza dei materiali in plastica, che rappresentano l’84 percentuale dei prodotti rinvenuti.
Per quel che concerne, invece, la sottocategoria dei materiali spiaggiati – ovvero quelli gettati in mare e, quindi, portati sulla terraferma – il secondo gradino (dopo il gruppo plastiche-polisterolo) è rappresentato dalle cicche di sigarette che rappresentano l’8,6% del totale.

IN ITALIA OGNI ANNO PRODOTTI 68 MILIARDI DI CICCHE
Si tratta di residui di sigarette che vengono buttati improvvidamente in mare da imbarcazioni varie per essere poi condotti dalla corrente fin sulle spiagge.
A questi, poi, si aggiungono anche le cicche depositate direttamente sulla sabbia dai bagnanti: una condotta che, ovviamente, è fortemente più riscontrabile nelle spiagge libere prendendosi atto di come nei lidi si rinvengano precise regole per quel che riguarda lo smaltimento – principalmente da effettuarsi in appositi contenitori collocati in corrispondenza di ogni ombrellone – senza trascurare come, in molti Comuni, vengano emanate ordinanze di totale divieto di fumo.
La e-cig, quindi, anche da questo profilo, presenta vantaggi schiaccianti: il suo uso esclusivo in luogo della pratica del tabacco eliminerebbe – rimanendo ad un discorso strettamente "eco" – nella sola Italia, in un solo anno, la produzione di 68 miliardi di cicche.
Tante quante sono le sigarette fumate in Italia nell’arco di dodici mesi.
E si badi come per lo smaltimento di una cicca, in mare, (si prenda in considerazione, in particolare, il filtro) possano volerci fino a dodici anni.
E, tra benzene, ammoniaca e acido cianidrico, elementi cancerogeni, la cicca tutto è tranne che una botta di salute.

Torna il consueto momento promosso dal CoEHAR, Centro dell’Università degli Studi di Catania, per l’occasione data dal World No Tobacco Day.
L'evento, stabilito per Lunedì 31 Maggio 2021 dalle ore 9:30 alle 13:30, si articolerà in presenza presso il Policlinico Vittorio Emanuele di Catania con possibilità di accesso, tuttavia, anche dalla piattaforma “Zoom” nonché dai canali social in diretta streaming.
“Covid e Fumo: strategie innovative per ridurre i danni correlati al fumo“ la denominazione dell’iniziativa che, come espongono i promotori, rappresenterà “momento di riflessione e occasione anche per informare e formare gli operatori sanitari italiani sulle strategie e gli strumenti utili per smettere di fumare”.
Come prima esposto, le modalità di partecipazione all'incontro potranno essere sia in presenza sia “remote”: in entrambi i casi sarà possibile iscriversi tramite la piattaforma ECMpa, con la possibilità di fare richiesta dei crediti necessari per la formazione e l’aggiornamento su alcune delle specifiche tematiche in argomento.
All’evento prenderà parte anche il giornalista de “Le Iene” Matteo Viviani che intervisterà il professore Riccardo Polosa, fondatore del CoEHAR.
“L’edizione 2021 del No Tobacco Day del CoEHAR – fanno presente i promotori – è realizzata in collaborazione con l’Università degli Studi di Catania, il Centro per la Prevenzione e Cura al Tabagismo del Policlinico Vittorio Emanuele e, come sempre, con Lega italiana anti fumo e Liaf Magazine”.
Ad intervenire saranno cardiologi, epidemiologi, oncologi, oculisti, dentisti, farmacologi, diabetologi, informatici e avvocati, ciascuno pronto a trattare la tematica della riduzione del danno rispetto alla sua propria prospettiva.

CONTRIBUTI DA PROFESSIONISTI DI TUTTA ITALIA
Certa la partecipazione di Gaetano Sirna, Direttore Generale Aou Policlinico “Rodolico-San Marco”;
Giovanni Li Volti, Direttore Coehar;
Ezio Campagna, Presidente Liaf – Lega italiana anti fumo;
Francesco Purrello, Direttore Medclin.
Quindi i seguenti professionisti con le rispettive argomentazioni:
Aldo Calogero – “Strategie per ridurre i danni sulla salute sessuale legati al fumo”;
Davide Capodanno – “Fumo e malattie cardiovascolari”;
Antonio Longo – “Patologie oculistiche e fumo”;
Filippo Caraci – “Effetti neurobiologici e farmacologici della nicotina”;
Gaetano Bertino – “Policlinico Smoke Free (le nuove frontiere)”;
Giancarlo Ferro – “Regolamentazione italiana sul vaping”;
Margherita Ferrante – “Tossicologia del fumo e dello svapo”;
Nando Rapisarda – “Policy aziendali per far smettere di fumare nei luoghi di lavoro”;
Nello Cimino – “Vie urinarie e patologie correlate al fumo”;
Pasquale Caponnetto – “Incentivi e motivazioni psicologiche per far smettere di fumare”;
Rosalia Leonardi e Gaetano Isola – “Gli effetti del danno da fumo sulla salute orale”;
Sebastiano Battiato – “Innovazioni tecnologiche per la smoking cessation”;
Venera Tomaselli – “Troina, il case study sul contenimento della pandemia”

La Fondazione Veronesi proporrà, in data Venerdi 21 Maggio, una petizione in Parlamento – probabilmente sia presso il Senato sia presso la Camera – nell'ottica di aversi un aumento “delle accise su sigarette, tabacco sciolto e riscaldato”.
La misura in questione, che fu già anticipata dalla nostra testata, viene ritenuta imprescindibile al fine di disincentivare dal consumo delle biond.
L’iniziativa targata “Veronesi” giunge a pochi giorni dalla annuale “Giornata mondiale senza tabacco”, evento che si celebra annualmente il 31 Maggio.
Per quel che riguarda i precisi dettami della istanza, gli stessi non sono ancora noti sebbene parrebbe che la richiesta della Fondazione di un “aggravio” fiscale non avrà riguardo alle sigarette elettroniche.
Attenzione, però, ciò non significa – come avemmo già modo di specificare – come la Fondazione apra alle e-cig.
Tutt’altro.

UN CICLO DI INCONTRI VIRTUALI
La Fondazion lancerà dal 17 al 28 Maggio un ciclo di laboratori digitali, in sinergia con il Ministero dell’Università e della Ricerca, denominato “Fumo e altre stories”, indirizzato ai ragazzi di età compresa tra gli 11 ed i 16 anni, al fine di sensibilizzare questi (giustamente) rispetto al non uso di sigarette elettroniche e tabacco riscaldato.
In più una serie di incontri che, rivolti a tutte le fasce di età, si svilupperà attraverso i canali social della Fondazione quali “Alziamo il prezzo del tabacco. Una questione cruciale fra salute, economia, etica e diritti” – relatori Giovanni Fattore, Silvano Gallus, Maria Pia Garavaglia, Pierfrancesco Majorinoì;
“Smettere di fumare: come, quando e perché” – con la partecipazione di Roberto Boffi, Sabrina Molinaro, Elena Munarini;
“Fumo, svapo e altre storie. Domande e risposte su sigarette elettroniche e tabacco riscaldato” con, ad esporre, Roberto Boffi, Sabrina Molinaro, Elena Munarini.
Nulla quaestio, ovviamente, con riferimento alla politica della Fondazione di sensibilizzare i giovanissimi al non uso di classiche ed elettroniche.
Con riguardo, anzi, ai prodotti alternativi si precisa come adolescenti e quanti non fumatori non debbano in alcun modo iniziarsi ad e-cig o ad altro.
E-cig che, si ricorda, vanno considerate esclusivamente come un prodotto da proporre a quanti, fumatori, potrebbero trovare nello svapo una via di uscita dalle “bionde”.
Una via di uscita da un danno scontato e certo.

Nell’angolo di Meoli di oggi ho deciso di accantonare per un attimo le novità del settore per parlarvi di una delle figure più importanti di tutto il mercato sigaretta elettronica, l’addetto alla vendita nei negozi di svapo.
In un settore che va nella direzione sempre più marcata della giusta regolamentazione professionale, la figura dell’addetto alle vendite ricopre un ruolo fondamentale.
Il Ceo di Svapoweb, Arcangelo Bove, ha infatti recentemente dichiarato “I nostri addetti alla vendita sono prima di tutto consulenti, una categoria preziosa che sa affiancare, supportare la persona che vuole smettere di fumare” 
Chi si avvicina alle sigarette elettroniche ha come obiettivo quello di abbandonare le sigarette tradizionali ed ha dunque la necessità di essere guidato nel passaggio allo svapo, di cui spesso non ha alcuna esperienza.
Il commesso dello store è la prima persona con cui il fumatore si interfaccia, ed è colui che ha quindi la responsabilità del primo approccio da parte del cliente con il vaporizzatore elettronico.
Ecco perché è assolutamente necessario avere delle competenze consolidate in materia.
Bisogna lavorare sempre con la consapevolezza non solo di dover essere empatici, comprensivi e disponibili all’ascolto, ma anche di dover avere alle spalle un bagaglio culturale avanzato per quanto riguarda la smoking cessation, poiché dai consigli della persona che per la prima volta incontra il cliente, aspirante ex fumatore, può dipendere parte o l’intera esperienza con lo svapo da parte dello stesso.
Sarebbe auspicabile che, in un prossimo futuro, la figura dell’addetto alla vendita fosse normata e regolata dalla legge, imponendo a coloro che operano nel settore svapo di seguire corsi di formazione, appositamente creati per il rilascio di un “patentino”, rinnovato con cadenza biennale o quadriennale, dal momento che, essendo il mercato è in continua evoluzione, la formazione deve essere continua per restare al passo con i tempi. Ciò comporterebbe con molta probabilità costi ed oneri maggiori per le aziende, tuttavia garantirebbe una certificazione della professionalità degli addetti all’interno dei negozi e di conseguenza un servizio migliore per i clienti.
L’azienda Svapo Web tiene in modo particolare alla preparazione e alla professionalità dei suoi addetti ai lavori, formati in modo costante e quotidiano.
Lo stesso modus operandi dovrebbe riguardare qualsiasi azienda, ma purtroppo non è così.
Non tutti, infatti, riescono a entrare nell’ottica che vendere una sigaretta elettronica è completamente diverso dalla vendita di tabacco tradizionale o di tabacco riscaldato.
La sigaretta elettronica è uno strumento molto delicato e non tutti possono gestirla correttamente senza un’adeguata preparazione. Bisogna comprendere le esigenze del cliente e, in base alle sue abitudini, consigliarlo nel modo più appropriato, con il prodotto migliore, il liquido della giusta gradazione, e soprattutto accompagnarlo in un percorso che duri nel tempo, con l’obiettivo finale di liberarsi completamente dal vizio e dalla dipendenza da nicotina.
Questo processo lungo e complicato può essere portato avanti soltanto da una figura specializzata e, auspicabilmente, riconosciuta dalla legge attraverso apposite certificazioni.
Buono svapo a tutti noi.
Antonio Meoli

Sigaretta elettronica alleata dell’ambiente.
Ne hanno chiara nozione anche a Piombino dove, dopo il battesimo dello scorso anno, anche in quello in corso sarà permesso, sulle spiagge del litorale, concedersi beatamente una più che meritata sigaretta elettronica.
Il locale Sindaco Francesco Ferrari, infatti, ha sottoscritto una nuova ordinanza con la quale, ribadendo le disposizioni già poste in essere nel 2020, ha rinnovato il disco rosso per tutto il periodo estivo di fumare sigarette classiche sotto l'ombrellone.
Un divieto che, però, come detto, non riguarda le e-cig e che sarà indicato a mezzo di apposita cartellonistica collocata nei luoghi interessati.
Una cittadina, quella della costa toscana, che si conferma, nella sua versione balneare, come “libera dal fumo” contemplando multe che possono giungere, in caso di violazione, fino a 500 euro.
L’ordinanza – espone l’assessore all’Ambiente del Comune di Piombino, Carla Bezzini, attraverso le colonne di quinewsvaldicornia.it – mantiene la direzione già imboccata dal Comune di Piombino l’estate passata.
È una scelta di civiltà – incalza la stessa – i mozziconi di sigaretta causano un gravissimo danno alla natura.
Al termine della stagione estiva una quantità enorme di questi viene rimossa dal litorale comportando inoltre un notevole dispendio di risorse economiche.
STRETTA SU MOZZICONI E FUMO PASSIVO
E altrettanti purtroppo finiscono in mare perché non possono essere recuperati, data anche la tendenza dei fumatori a spingere le sigarette sotto la sabbia per spegnerle.
I mozziconi di sigaretta impiegano infatti dai 5 ai 12 anni per biodegradarsi completamente e oltre a sporcare la spiaggia potrebbero soffocare dei pesci nel caso in cui dovessero ingerirli.
Negli ultimi anni è giustamente cominciata una campagna di sensibilizzazione nei confronti delle plastiche che finiscono nei nostri mari, sarebbe opportuno fare lo stesso con i mozziconi sulle spiagge che causano danni analoghi.
A tutto ciò si aggiunge il diritto per i bagnanti non fumatori a non subire il fumo passivo”. 
L’esponente dell'Esecutivo fondamentalmente richiama quelli che sono alcuni dei vantaggi insiti nel fumo elettronico: ovvero quello “eco”, dal momento che lo stesso non causa la produzione di rifiuti; E l’ulteriore squisitamente legato ad un discorso di salute personale non cagionando le sigarette elettroniche pericolose esposizioni passive.

La sigaretta elettronica quale indiscusso beneficio per la salute.
La sigaretta elettronica che diviene (anche) un’occasione di lavoro.
In questa parabola, stretta in poche parole, vive la “relazione” con lo svapo di Lucio Mario Saladini.
Saladini è, con la signora Ilenia Ruina, il titolare dello Svapoweb Store di Civitavecchia, punto di riferimento sempre più affermato e ricercato entro il grosso Centro della provincia romana; ma, soprattutto, lo stesso incarna pienamente la “mission” che vive nello svapo.
Ovvero quella di aiutare le persone a sottrarsi dal vizio del fumo.
“Io sono un vero e proprio pioniere della sigaretta elettronica – esordisce il medesimo – Il mio rapporto con lo svapo inizia nel lontano 2009, veramente agli albori del settore.
Perchè ho provato la sigaretta elettronica? Beh, il mio è un caso estremo.

Vi posso dire – spiega Saladini – come fossi arrivato, ormai, ad iniziare il terzo pacchetto di Marlboro rosse.
Ebbene si, nella stessa giornata.
Potevo fumarne anche 60”

Il nostro amico comprende che è arrivato il momento di porre un punto nella esperienza da tabagista allorquando “le scale divengono un impedimento. Ebbene si, non riuscivo più a salirle agevolmente, avevo l’affanno”.
A quel punto, inchiodato spalle al muro dalle bionde, Saladini acquista on line la prima sigaretta elettronica.
“Ho smesso di fumare lo stesso giorno in cui ho iniziato a svapare.
Sono un privilegiato, sono riuscito ad uscire dal tunnel della dipendenza dal fumo.
Certo, la forza di volontà è importante ma, nel mio caso, la sigaretta elettronica è stata determinante”.

Da ex fumatore al desiderio di trasferire ad altri la personale esperienza: il passo per Saladini diventa breve.
Certo – incalza il nostro interlocutore – A quel punto è maturato il desiderio di porre la mia vicenda a supporto di altri che fossero desiderosi di smettere ma che erano privi di un reale aiuto.
Quello che io ho trovato nella sigaretta elettronica”.

IL RACCONTO DI LUCIO MARIO SALADINI, UNO DEI PIONIERI DEL VAPING NAZIONALE

Nel 2011, quindi, il primo store.
Ed è proprio in quel momento che l’imprenditore si rende conto di come la sua, in realtà, possa essere una “mission”.
Le persone mi chiedevano una soluzione per smettere di fumare.
Noi aiutiamo, forniamo vero ausilio.
Siamo dei veri e propri consulenti che si pongono al fianco di quanti cercano in noi un aiuto.
Svolgiamo un ruolo di interfaccia diretta con chi ha un problema e siamo davvero soddisfatti nel poter risolvere quella che – mi riferisco alla dipendenza tabagista – è una vera e propria piaga in termini di salute dal momento che tutti sappiamo quali possano essere le conseguenze insite nel fumo, specie se protratto per anni.
La grande soddisfazione è vedere lo scetticismo divenire gioia di essere riusciti a centrare un risultato”.

E poi arriva Svapoweb
Abbiamo guadagnato il 40% di clientela in più, la qualità e i prezzi di Svapoweb sono assolutamente concorrenziali, un grandissimo valore aggiunto.
E, poi, Arcangelo Bove, pioniere anche lui del vaping, ha creato anche Unasweb, associazione che si pone a tutela degli operatori.
Perchè di tutela v’è bisogno”

Ad ogni legge di Bilancio inizio a non dormire la notte – spiega Saladini – E ve lo dice uno che, una volta, si incatenò, in segno di protesta, ai cancelli del Ministero.
Penso solo che questo settore andrebbe incentivato e non, come spesso avviene, penalizzato.
Ma sono sicuro del fatto che, nel tempo – 
chiude Saladini – le evidenze a favore dello svapo diventeranno schiaccianti”

Il rapporto Scheer continua a suscitare il largo “dissenso” dei protagonisti del settore vaping.
Dopo Ukvia e Wva, arrivano le riflessioni molto scettiche anche da parte del Coehar e della Lega italiana anti fumo.
La riflessione lampante che viene da fare è che lo Scheer, che si rammenta è il Comitato scientifico a supporto della Commissione europea, non abbia assolutamente ragionato in termini di minor danno ma con un approccio assolutamente parziale.
Le conclusioni prodotte dallo Scheer – fanno presente dal Coehar per bocca di Riccardo Polosa – omettono, in maniera sorprendente, qualsiasi valutazione scientifica della riduzione del danno da fumo e dimostrano l’inosservanza da parte della Commissione di tutte le basilari norme di condivisione e ascolto.
Migliaia di studi scientifici hanno già dimostrato che, per chi non riesce a smettere di fumare da solo, il passaggio a prodotti privi di combustione riduce il danno da fumo correlato fino al 95%.
Sappiamo che per i soggetti affetti da alcune patologie (come ipertensione arteriosa, diabete, Bpco e, addirittura, schizofrenia) il passaggio alle elettroniche rappresenta la soluzione più efficace per ridurre e smettere completamente di fumare”

LIAF “MILIONI DI PERSONE HANNO SCELTO DI PASSARE ALLO SVAPO”
Appaiono lampanti i limiti insiti nella strutturazione del rapporto con i redattori che hanno beatamente ignorato le indicazioni ed i contributi che erano venuti dagli addetti ai lavori dopo elaborazione della bozza provvisoria.
Milioni di fumatori nel mondo – ha spiegato, di seguito, il Presidente della Lega italiana anti fumo, Ezio Campagna – hanno scelto di passare allo svapo come soluzione meno dannosa.
Questi strumenti – la chiusura del vertice Liaf – garantiscono al fumatore un’esperienza sensoriale simile a quella del fumo ma senza i danni provocati dalla combustione e la presenza degli aromi risulta efficace anche nel processo di cessazione”.
In Europa il film pare essere già scritto: il copione anti sigaretta elettronica molto difficilmente potrà essere oggetto di modifiche

Nota Anafe

“Nel 2021, con ormai numerosi studi scientifici indipendenti a supporto e con il parere favorevole di molteplici autorità sanitarie di tutto il mondo, riteniamo inaccettabile non considerare i vantaggi delle sigarette elettroniche nel processo di cessazione dal fumo tradizionale, e tantomeno non analizzare i loro rischi e benefici in maniera comparata rispetto alle sigarette.”
Questo il commento di Umberto Roccatti, Presidente di ANAFE Confindustria, l’Associazione nazionale dei produttori di fumo elettronico, in merito alla pubblicazione del parere definitivo dello SCHEER (Scientific Commitee on Health, Environmental and emerging risk); organo consultivo della Commissione europea.

“Pur integrando all’interno del suo parere definitivo alcune osservazioni avanzate da ANAFE – prosegue Roccatti – lo SCHEER ha continuato ad avere un approccio conservativo e di massima precauzione, oltre che ad analizzare gli effetti dello svapo solo in termini assoluti, senza procedere a un paragone rispetto alle tradizionali sigarette; che ancora oggi sono la causa di circa 700.000 decessi ogni anno nell’Unione europea.
Inoltre, le conclusioni del report risultano ancor troppo parziali se si considera che quasi tutti i dati e le basi scientifiche richiamate provengono dal mercato USA, dove la regolamentazione è estremamente meno stringente rispetto a quella europea e dove le abitudini di consumo di tali prodotti si sono evolute in maniera sensibilmente differente rispetto al Vecchio Continente.
In Europa, infatti, la sigaretta elettronica è già stata riconosciuta da alcune autorità, in primis da quelle di salute pubblica inglese, un valido strumento per la cessazione”.

Pertanto, in considerazione di questo caos di informazioni - conclude Roccatti - abbiamo deciso di promuovere insieme a LIAF (Lega Italiana Antifumo) una petizione che sarà lanciata nei prossimi giorni su Change.org per chiedere al Governo italiano, e in particolare al Ministero della Salute, di farsi portavoce a livello europeo affinché possa essere promossa un’analisi comparata tra svapo e sigarette tradizionali, che una volta per tutte fornisca ai cittadini e ai consumatori informazioni chiare e adeguate sull’impatto sanitario delle sigarette elettroniche.
Per raggiungere, infatti, l’ambizioso obiettivo fissato dalla Commissione Ue – che prevede una riduzione, entro il 2040, della popolazione fumatrice europea dall’attuale 25% al 5% -è necessario fornire ai cittadini- soprattutto ai fumatori che non vogliono o non riescono a smettere di fumare (oggi l’80% del totale) – proposte ricevibili basate dati scientifici aggiornati e relativi al contesto europeo, che permettano una scelta consapevole circa l’utilizzo dei nuovi prodotti senza combustione e in particolare delle e-cig”
.

“Numerose ricerche scientifiche indipendenti hanno dimostrato che l’uso delle e-cig è di gran lunga meno dannoso del fumo”.
Il prof. Riccardo Polosa, fondatore del CoEHAR, Centro di Ricerca Internazionale per la Riduzione del danno da fumo dell’Università degli Studi di Catania, ha infatti, affermato
“Le conclusioni prodotte dallo SCHEER omettono, in maniera sorprendente, qualsiasi valutazione scientifica della riduzione del danno da fumo e dimostrano l’inosservanza da parte della Commissione di tutte le basilari norme di condivisione e ascolto.
Migliaia di studi scientifici hanno già dimostrato che, per chi non riesce a smettere di fumare da solo, il passaggio a prodotti privi di combustione riduce il danno da fumo correlato fino al 95%. Sappiamo che per i soggetti affetti da alcune patologie (come ipertensione arteriosa, diabete, BPCO e addirittura schizofrenia) il passaggio alle elettroniche rappresenta la soluzione più efficace per ridurre e smettere completamente di fumare”.

Milioni di fumatori nel mondo hanno scelto di passare allo svapo come soluzione meno dannosa.
“Questi strumenti garantiscono al fumatore un’esperienza sensoriale simile a quella del fumo ma senza i danni provocati dalla combustione e la presenza degli aromi risulta efficace anche nel processo di cessazione” ha concluso il Presidente della Lega Italiana Anti Fumo, Ezio Campagna.

 

L’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli si doterà presto di nuove figure relativamente a posti dirigenziali di livello non generale.
Lo rende noto la stessa Adm.
Svariati i profili messi a bando tra i quali si segnalano anche alcuni che sono strettamente attinenti il settore dei tabacchi e del vaping.
L’avviso, infatti, ha anche riguardo ai Dirigenti dell’Ufficio “Controlli Accise-Tabacchi” e dell’Ufficio “Circolazione tabacchi e prodotti da inalazione”.
Oltre a tali profili, l'avviso si rivolge anche ai ruoli verticistici dell’Ufficio “Controlli giochi”, dell’Ufficio “Controlli dogane”, dell’Ufficio “Contenzioso”, dell’Ufficio “Affari generali” e, per chiudere, dell’Ufficio “Dirigenti”.
Quanti avessero interesse, limitatamente ai Dirigenti di seconda fascia ed ai funzionari appartenenti al ruolo della medesima Adm, potranno fare manifestazione di disponibilità entro e non oltre il limite temporale dato dalle ore 12 del giorno 3 Maggio.
Solo in un secondo momento saranno eventualmente prese di considerazione anche le candidature inoltrate “da dirigenti di seconda fascia e da soggetti non appartenenti ai ruoli di questa Agenzia”.
L'esame delle varie istanze sarà in prima battuta rivolta a quelle candidature prodotte da personale interno e, poi, a quelle che dovessero venire da soggetti esterni.
A valutare i vari soggetti sarà una Commissione guidata dal Direttore generale Marcello Minenna e che sarà integrata anche dal Direttore centrale del Personale, Rocco Fiore, dal Direttore centrale “Antifrode”, Maurizio Montemagno, dall’omologo del Settore “Legale e Contenzioso”, Lorenzo Clemente, nonchè dall’avvocato Alessandro Canali, Direttore dell’Ufficio del Vicedirettore.
Come noto, lo stesso Minenna, come era stato già largamente anticipato da Skyvape, è stato confermato in occasione dell’ultimo Consiglio dei Ministri nel ruolo verticistico rivestito.
L’Ufficio “Controlli Accise-Tabacchi” (con posizione vacante) e l’Ufficio “Circolazione tabacchi e prodotti da inalazione” (detenuto ad interim dalla dottoressa Vincenza Iannelli) sono due delle quattro aree attraverso le quali si dipana la Direzione Tabacchi – la figura apicale di quest’ultima è essa stessa vacante ed avocata a se dallo stesso Minenna.
Le altre due aree della Direzione Tabacchi sono “Gestione rete di vendita tabacchi e prodotti da inalazione” e “Accertamento e riscossione”, non messe a bando ed anche esse guidate dalla Iannelli, sebbene la prima come titolare e l'altra, anche in questo caso, ad interim.

 

E’ stato uno degli argomenti che hanno maggiormente calamitato l'attenzione degli operatori del settore.
Si tratta delle modalità di identificazione di coloro i quali, tramite i canali di internet, vogliano acquistare prodotti del vaping.
I nuovi Direttoriali di Marzo emanati dal Direttore Marcello Minenna, numero uno dell'Agenzia Dogane e Monopoli, hanno introdotto, appunto, l’obbligo in capo a chi vende di farsi fornire da quanti procedono all’acquisto via web i necessari documenti di identità.
Ma non era stato specificato, esattamente, quale tipologia di documento fosse necessaria per le finalità del caso e, soprattutto, se tale procedura dovesse essere attivata solo in occasione del primo acquisto su una particolare piattaforma – contemporaneamente, quindi, alla registrazione – o se tale adempimento dovesse essere ripetuto ogni volta, ad ogni singolo acquisto.
Ebbene, come si ricava dai contenuti delle delucidazioni appena fornite dall’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli ai Direttoriali di Marzo, chi acquisterà un prodotto del vaping attraverso il web dovrà fornire gli estremi di un documento di identità (patente di guida e carta di identità che sia) con indicazione di numero, data di rilascio e autorità emittente nonchè gli estremi della tessera sanitaria (numero di identificazione della tessera).
Tutte e due, quindi, non uno o l’altro.

NON FORNITA ALTRA INDICAZIONE SU FIGURE PREPOSTE A CUSTODIA DATI
In più tale adempimento dovrà essere soddisfatto ad ogni singola procedura di acquisto.
Ogni volta si dovranno presentare i riferimenti dei documenti anagrafici nonché quelli della tessera sanitaria.
Una procedura non esattamente immediata di cui, tuttavia, presumiamo, l’acquirente si farebbe comunque carico a fronte di una convenienza economica nell’acquisto.
La ratio della “novità” risiede nel desiderio di impedire le transazioni ai minorenni: probabilmente, però, avrebbe rappresentato un buon compromesso richiedere gli estremi solo al momento della registrazione dell'utente e non ad ogni acquisto.
I chiarimenti, per il resto, non specificano, per ora, se alla gestione del materiale sensibile dovrà essere preposta una persona specifica in ciascuna azienda nè se vi sia una tempistica di custodia prima della distruzione: nel dubbio non resta che fare rimando ai principi generali della normativa disciplinante la tematica privacy