Colors: Purple Color

Ancora una nomina in seno alla nuova organizzazione dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli così come voluta dal consigliere Roberto Alesse.
Maurizio Pizzuto, infatti, è il nuovo coordinatore della comunicazione istituzionale dell'Agenzia di piazza Mastai.
Giornalista professionista, iscritto all'Ordine del Lazio dal 1986, laureato in Sociologia, Pizzuto vanta una lunga e consolidata carriera giornalistica, con esperienze significative nel campo della comunicazione istituzionale per ministri, sottosegretari e società pubbliche.
Il professionista ha altresì ricoperto il ruolo di Consigliere dell'Ordine nazionale dei Giornalisti nell’arco temporale compreso tra il 2001 ed il 2010, “contribuendo – viene esposto in una nota della stessa Agenzia delle Dogane e dei Monopoli - con competenza e dedizione allo sviluppo della professione giornalistica”.
La sua nomina come coordinatore della Comunicazione istituzionale presso l'ADM “sottolinea – è ulteriormente rappresentato - l'importanza strategica attribuita alla gestione efficace della comunicazione all'interno dell'Agenzia”.
Il ruolo che si accinge ad andare a rivestire il dottore Pezzuto prevede anche il coordinamento dei referenti della comunicazione centrali e territoriali, acquisendo le comunicazioni relative alle attività di servizio o alla partecipazione dell'Agenzia ad operazioni od eventi di rilievo nazionale.

Diventare imprenditori di successo.
Anche se si è poco più che ventenni ed anche se non si è un ereditiere modello Paris Hilton.
Il Franchising Svapo Web sta dando la possibilità a tantissimi giovani – molti nella fascia compresa tra i venti ed i trenta – di fare successo.
L’ultimo caso quello di Luca che, a due anni di distanza dall’apertura del suo primo Svapo Web Store sito in zona stadio di Benevento, ha annunciato che presto aprirà un secondo negozio.
Ancora riservatezza, tuttavia, da parte del giovane imprenditore rispetto alla esatta location del nuovo Store arancione.
Ma la notizia vera – lo ribadiamo - è che Luca ha appena 23 anni.
E che si è costruito praticamente da solo.
Da solo ma con la indispensabile forza a suo supporto del brand creato e guidato da Arcangelo Bove, numero uno della sigaretta elettronica italiana. 
Oltre 240 persone hanno deciso, in appena quattro anni e mezzo, di aprire un negozio in Franchising con il marchio Svapo Web in tutta Italia. 

VUOI APRIRE ANCHE TU UN NEGOZIO IN FRANCHISING CON SVAPO WEB? CLICCA E CONTATTACI

Un successo che galoppa per un progetto che sempre più sta coinvolgendo, come detto, giovanissimi.
Come Luca che, come prima accennato, appena la scorsa settimana ha spento la seconda candelina sulla torta del suo primo Svapo Web Store.
Due anni di attività scanditi da un decollo verticale che hanno fatto del 23enne Luca e del suo Store uno dei principali punti di riferimento per gli svapatori sanniti.
Un trend di crescita chiaro che ha portato alla decisione di avviare anche un secondo riferimento con una programmazione che non vuole porsi limiti e che guarda anche oltre. 
Un momento quanto mai opportuno per investire in un negozio di sigarette elettroniche stante le norme già approvate che, nei prossimi mesi, ridimensioneranno fortemente l'on line concentrando il mercato, di fatto, sui negozi fisici.
Un negozio Svapo Web, ovviamente, rappresenta in questo contesto un preziosissimo e determinante valore aggiunto rappresentando il brand arancione quello più storico e quello più forte nel panorama nazionale.


Prosegue, senza soluzione di continuità, l’attività di contrasto ai traffici illeciti operata dai funzionari dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli e dai militari del Comando provinciale della Guardia di Finanza di Bologna in servizio presso l’Aeroporto “Marconi” di Bologna.
Negli ultimi mesi, nell’ambito dei controlli effettuati in sala arrivi, sono stati rinvenuti oltre 250 chilogrammi di tabacchi lavorati esteri, occultati nei bagagli di passeggeri di nazionalità straniera, in arrivo da Paesi extracomunitari.
Dell’ingente quantitativo di sigarette sequestrate, circa 120 chili erano di tipo “cheap white”, cioè regolarmente registrate nei Paesi di produzione, tuttavia non commercializzabili in Italia e nell’Unione europea, in quanto non conformi agli standard di sicurezza comunitari e più dannose per la salute dei fumatori.
L’attività ispettiva posta in essere ha determinato il deferimento all’Autorità giudiziaria di cinque passeggeri extracomunitari per il reato di contrabbando di T.L.E e l’irrogazione di sanzioni amministrative verso sedici soggetti, per un totale di euro 368.000.
I costanti e crescenti risultati raggiunti nei vari settori di controllo riflettono l’efficacia della collaborazione tra l’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli e la Guardia di Finanza, da ultimo rinnovata con la stipula del protocollo d’intesa siglato il 3 Aprile dello scorso anno.

Il Consiglio del CoEHAR - Centro di Ricerca per la Riduzione del danno da fumo dell’Università di Catania - composto da 71 membri, riunitosi in seduta telematica, ha riconfermato la sua fiducia al professore Giovanni Li Volti quale direttore del CoEHAR per il quadriennio 2024-2028.
Lo fa presente lo stesso Istituto attraverso una nota stampa diramata sul sito web istituzionale.
La rielezione del professore Li Volti – viene spiegato - arriva dopo quattro anni di intenso lavoro condotto con entusiasmo e grande partecipazione da parte del professore catanese che si è contraddistinto anche per i risultati raggiunti con il progetto “Replica” da lui stesso coordinato.
Grazie all’attività di sette laboratori diversi nel mondo, è ancora rappresentato, i ricercatori di “Replica” sono riusciti a replicare e convalidare i più importanti studi sulla riduzione del danno da fumo che hanno cambiato la storia del settore.


“Seguendo la via già intrapresa da Riccardo Polosa, fondatore del CoEHAR – ha spiegato lo stesso Li Volti - il nostro Centro oggi è considerato il più influente e produttivo al mondo nel campo della ricerca applicata alla riduzione del danno da fumo.
Un riconoscimento che ha portato il nostro ateneo ad essere più volte celebrato e premiato per la produttività dei suoi membri, per l’innovazione in ambito scientifico e per le grandi e importanti azioni di internazionalizzazione che hanno portato a Catania, in soli cinque anni, più di 150 ricercatori e stakeholders provenienti da ogni parte del globo, interessati alla nostra attività.
La fiducia da tutti voi espressa mi onora e mi motiva ancora di più a dedicare le mie energie, e quanto fin qui appreso, per garantire il successo della ricerca scientifica nel settore della riduzione del danno da fumo, e per seguire l’immenso lavoro svolto da tutto il team del CoEHAR e dal suo fondatore e mentore.
I successi internazionali del CoEHAR sono le vittorie di una squadra e della grande eccellenza della ricerca catanese.
Guardo con ottimismo al futuro – ha concluso Li Volti - e mi auguro di lavorare in stretta collaborazione con tutti per raggiungere nuovi obiettivi condivisi e lungimiranti”.

Il fronte del contrabbando è sempre caldo.
Una doppia operazione, a distanza di una manciata di ore, è stata eseguita in modo congiunto da personale dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli e da militari della Guardia di Finanza.
Bari e Civitavecchia le “location” delle attività poste in essere con – rispettivamente - tabacchi e narghilè ovviamente di illecita provenienza.
Il primo blitz, come detto, nello scalo portuale pugliese dove gli operanti hanno sottoposto a sequestro un carico molto significativo di tabacchi.
Per la precisione 16 tonnellate di tabacco da fumo di contrabbando contenute in un autoarticolato proveniente dalla Grecia e diretto in Germania.
“La documentazione di accompagnamento esibita dall’autista – viene spiegato in una nota diramata da Adm - indicava il trasporto di tabacco grezzo e come tale non sottoposto al pagamento delle accise.
Tuttavia, l’analisi del laboratorio chimico delle Dogane di Roma ha verificato l’esatta qualificazione del prodotto come tabacco da pipa e, dunque, sottoposto ad accisa.
L’evasione accertata dei diritti dovuti (Iva e accisa) è di oltre un milione e 200 mila euro e la multa di oltre 86 milioni”.
Dalla Puglia al Lazio dove, presso il porto di Civitavecchia, è stato intercettato un carico di tabacco in evasione delle imposte, circostanza che ha portato alla denuncia per il trasportatore alla locale Procura della Repubblica per l’ipotesi di reato di contrabbando doganale.

“Durante i quotidiani controlli sui passeggeri e sulle merci provenienti dall’estero – spiegano anche in questo caso da Adm - le Fiamme gialle del locale Gruppo e il personale dell’Agenzia si sono imbattute in un autofurgone appena sbarcato da una motonave proveniente dalla Tunisia, avvertendo un forte odore di tabacco provenire dall’interno.
L’ispezione più accurata ha permesso di scoprire che, sotto il sedile del passeggero, era occultata melassa per narghilé, oltre ad alcune stecche di sigarette di contrabbando.
Il procedimento versa nella fase delle indagini preliminari e, in attesa di giudizio definitivo, vale la presunzione di non colpevolezza dell’indagato.
L’operazione, che testimonia la proficua sinergia tra il Corpo e l’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli – è ancora esposto - da ultimo rafforzata dal protocollo d’Intesa recentemente siglato tra le due Istituzioni per consolidare i rapporti di collaborazione e rendere più efficaci le procedure operative, si inserisce nel più ampio dispositivo di contrasto ai traffici illeciti attuato presso gli scali portuali e aeroportuali della Capitale”.

Vendevano sigarette elettroniche caricate con liquido al Thc nella misura del 90 percentuale.
Questi dispositivi, unitamente a stupefacenti, sono stati oggetto di una massiccia operazione eseguita nei giorni scorsi dalla Polizia di Stato della Capitale.
Gli agenti, in particolare, hanno smontato un giro di spaccio che interessava le aree di San Cesareo e dei Castelli Romani e che era gestito da quattro pusher – tutti ventenni - in grado di manovrare un ingente movimento di sostanze.
Secondo le conclusioni dei poliziotti, infatti, il gruppetto avrebbe gestito circa 800.000 dosi di hashish per un controvalore sul mercato di circa 400.000 euro – di cui 50.000 trovati nella immediata disponibilità dei fermati.
Ma l’aspetto di crescente novità, ormai, è quello che riguarda i liquidi al Thc.
Alla droga “tradizionale”, infatti, si affiancano sempre più gli e-liquid caricati con percentuali non consentite dello specifico principio attivo.
Nella perquisizione posta in essere dagli inquirenti, infatti, sono stati rinvenuti numerosi pezzi – per l’esattezza 407 unità - che, come ricostruito, venivano ceduti per circa 80 euro cadauni.

Spulciando nell’agenda degli spacciatori, è emerso come tra gli acquirenti vi fossero professionisti e studenti in significativo numero nonchè una considerevole fetta di adolescenti.
Un fenomeno crescente quello dello spinello elettronico e che, giova precisarlo e sottolinearlo più e più volte, afferisce l’ambito del mercato nero.
Si è al cospetto, ovviamente, di prodotti non conformi e che non sono reperibili nel mercato ufficiale, legale.
E che stanno divenendo una moda pericolosissima nel cosmo delle abitudini di giovani e meno giovani.
Quanto ai dettagli dell’operazione, tornando ad essa, la stessa sfruttava ampiamente le nuove tecnologie e le possibilità offerte dai social.
Gli ordini, infatti, avvenivano prevalentemente tramite il canale Telegram.
Tutti e quattro i soggetti bloccati sono stati sottoposti alla misura degli arresti in attesa delle prossime determinazioni che saranno adottate dalla Magistratura.

L'Agenzia delle Dogane e dei Monopoli entra nel Consiglio d'Amministrazione di Sogei. 
Meglio dirsi, rientra. 
L’Agenzia diretta dal consigliere Roberto Alesse, infatti, "ha nuovamente un rappresentante all’interno dell'Organismo della Sogei SpA".
Lo fa presente in una nota la stessa Adm attraverso un comunicato stampa diramato attraverso i canali istituzionali web.
La figura prescelta è quella di Leonardo Di Stefano, attualmente Direttore dell'Ufficio Affari giuridici e Rapporti istituzionali dell'Agenzia.
L'Assemblea degli Azionisti della società ha in tal senso appena deliberato la composizione del nuovo Consiglio di Amministrazione che resterà in carica fino all’approvazione del bilancio 2026.
La Sogei, nell’ambito delle attività di sua competenza, offre supporto tecnologico e di sviluppo informatico innovativo per diverse Amministrazioni pubbliche e, in particolare, per la stessa Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, nei settori dello sdoganamento, della cooperazione applicativa e della contraffazione.
"La nomina di Leonardo Di Stefano - viene ulteriormente precisato nella nota in questione - dopo diversi anni di assenza di un rappresentante di Adm nel citato Consiglio di Amministrazione, costituisce un importante riconoscimento per l’Agenzia quale Ente strategico per la tutela degli interessi finanziari del Paese e dell'Unione europea".

La Sogei è società controllata al 100% dal Ministero dell'Economia e delle Finanze del quale è una società in house. 
Presieduta da Pasqualino Cannarsa, ad oggi l'Amministratore delegato è Cristiano Cannarsa

Vendevano pacchetti di sigarette e sigarette elettroniche a minori: per questo motivo la Guardia di Finanza ha elevato corpose sanzioni a quattro tabaccai della provincia di Ancona oltre a proporre in capo agli stessi la irrorazione di pene accessorie quali la sospensione della licenza.
Lo rende noto, come evidenzia Ansa, il Comando provinciale delle Fiamme gialle della cittadina marchigiana ad esito di un piano di interventi finalizzato a verificare il rispetto della normativa vigente rispetto alla vendita di tabacco a minori.

IN UN CASO PRODOTTI VENDUTI A 13ENNE

Gli interventi, venendo al dettaglio, hanno avuto luogo presso esercizi commerciali situati in zone di maggiore aggregazione giovanile della provincia anconetana, con specifico riguardo a quei rivenditori i cui esercizi si trovano nei pressi di istituti scolastici.
Le varie attività di indagine e tanto di appostamenti mirati hanno permesso di individuare diversi giovani che entravano presso le tabaccherie in questione per poi uscirne, come accertato dai finanzieri, con sigarette elettroniche o pacchetti di tabacco trinciato tra le mani.
In un caso estremo un esercente di Senigallia aveva venduto tabacco a una 13enne.

MULTE DA 500 A 3.000 EURO

La normativa di settore, introdotta nel 2016 – fanno presente fonti della Guardia di Finanza rilanciate dall’Agenzia di Stampa nazionale Ansa - impone ai tabaccai il divieto di vendere a minori qualsiasi prodotto contenente nicotina, al fine di salvaguardare la salute dei giovani” aggiungendosi anche come, qualora sussistano dubbi sulla maggiore età del cliente, “l'esercente ha l'obbligo di richiedere un documento d'identità prima di vendere il prodotto”.
Per quanto riguarda il caso di specie, le Fiamme Gialle hanno contestato ai quattro tabaccai sanzioni pecuniare che spaziano da 500 a 3.000 euro, oltre a segnalare il fatto all'Agenzia delle Dogane e dei Monopoli per la successiva sospensione della licenza per 15 giorni.
In caso di recidiva, ancora, il trasgressore rischierà la revoca definitiva della licenza nonché una sanzione pecuniaria che potrà andare da 1.000 a 8.000 euro.

Il mercato delle sigarette di contrabbando non trova soluzione di continuità.
Un flusso sostanzialmente inarrestabile quello che investe il territorio nazionale - principalmente nel Meridione ma senza perciò risparmiare anche il Nord della Nazione - e che, attraverso le strade più disparate, finisce per entrare nella fruibilità e nella disponibilità dell’utilizzatore finale.
Un maxi carico è quello che è stato intercettato da una squadra mista formata da funzionari dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli e da militari della Guardia di Finanza.
A renderlo noto è un comunicato stampa diramato attraverso le pagine web istituzionali dell’Agenzia guidata dal Direttore Alesse.
Nella giornata del 31 Gennaio – viene reso noto – sono state sottoposte a sequestro ben 5 tonnellate di tabacchi lavorati esteri di contrabbando.
Il blitz di Adm e Fiamme Gialle, per la precisione, è stato portato a segno ad esito di controllo routinario presso il porto di Bari.
I tabacchi erano nascosti all’interno di un autoarticolato frigo proveniente dalla Grecia e che, dopo aver fatto scalo nel porto del grosso Centro pugliese, avrebbe dovuto proseguire il suo viaggio destinazione Spagna.
I documenti che accompagnavano il carico del mezzo, come potuto accertare dalle divise e dai funzionari, indicavano che il trasporto fosse di tipo alimentare e, nel dettaglio, di frutta.
Delle 5 tonnellate che sono state sottoposte a sequestro, 3.230 pezzi di pacchetti di sigarette recavano come marchio “Winston”, circa 1.000 erano della marca “Karelia” e ulteriori 770 del marchio “Davidoff”.
Per quel che riguarda i due autisti che erano alla guida del grosso mezzo, per concludere, i medesimi sono stati sottoposti ad arresto.
Si tratterebbe di persone di nazionalità straniera.

Continua la sinergica azione di Agenzia delle Dogane e dei Monopoli e Guardia di Finanza nell’ottica di contrastare il fenomeno del contrabbando.
I funzionari dell’Agenzia, in particolare, in uno ai militari della Guardia di Finanza, hanno posto in essere un nuovo sequestro di materiali e prodotti non conformi alla normativa nazionale vigente.
Il presidio delle due forze, che quotidianamente è presente presso la la Stazione ferroviaria internazionale di Domodossola, scalo di confine tra il sistema ferroviario italiano e quello svizzero, è riuscito a rinvenire 32 confezioni di melassa da narghilè, per un peso complessivo di 8 chilogrammi, e ulteriori 7 stecche di sigarette estere sigillate e prive del contrassegno di legittimazione - riportanti diciture in lingua araba - per ulteriori 1,4 chilogrammi.
I prodotti sono stati sottoposti a sequestro amministrativo, mentre al cittadino extracomunitario che li trasportava illecitamente è stata comminata una sanzione di oltre 48.000 euro.
L’uomo, quanto ai dettagli operativi, è stato intercettato su un treno proveniente dalla Svizzera in entrata nella nostra Nazione.
Il medesimo, a fronte della rituale domanda con la quale lo si interrogava se avesse qualcosa da dichiarare, rispondeva negativamente, pur detenendo prodotti che tentava di introdurre nel territorio italiano in contrabbando.

Ancora una volta un esempio della stretta collaborazione tra gli uomini Adm e le Fiamme Gialle: un rapporto che, per sua natura, è stato sempre contiguo ma che si è rafforzato e razionalizzato all’indomani del protocollo ad hoc stipulato, lo scorso anno, tra i vertici nazionali dei due soggetti istituzionali.
Un protocollo che mirava proprio a rendere ancor più efficiente il lavoro evitando sovrapposizioni e disciplinando le rispettive competenze al fine di non disperdere gli sforzi ed il lavoro reciproci.
Dopo quello principale, poi, sono stati declinati sul territorio ulteriori accordi tra i vertici e Comandi locali arrivandosi, in talune circostanze, come a Marghera, alla costituzione di uffici comuni, condivisi.