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La sede dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli ha ospitato, nei giorni scorsi, un incontro tra il Direttore dell’Ufficio dei Monopoli per l’Abruzzo, Guido Dezio, e una delegazione della Federazione italiana Tabaccai, composta dai presidenti delle quattro province abruzzesi, Adriana Bellisario (Chieti), Antonio Carestia (Pescara), Alessandro De Michele (L’Aquila), Mauro Ippolito (Teramo) nonchè dal presidente del Sindacato provinciale di Campobasso Nicola Carovillano e guidata dal Presidente nazionale della Federazione italiana Tabaccai, Mario Antonelli.
Nel corso della riunione, è stato in primis ribadito l’impegno per il potenziamento dell’Urp dell’Ufficio dei Monopoli per l’Abruzzo, con la finalità di agevolare, anche grazie a un maggiore utilizzo degli strumenti digitali, una più celere e puntuale azione amministrativa nel rispetto delle norme che regolamentano il settore sia dei tabacchi che dei giochi, ormai sempre più presenti all’interno delle rivendite di tabacchi.
E’ stata poi annunciata l’attivazione di uno sportello Monopoli presso la Sezione operativa territoriale di Avezzano che garantirà, per due giorni a settimana, l’attività di front office rafforzando, in tal modo, il servizio all’utenza, visto l’elevato numero di concessionari e di operatori ppresenti nel territorio della Marsica e della Valle Peligna.
L’occasione è stata utile per confermare la lotta al contrabbando dei tabacchi con potenziamento dei controlli sull’intero territorio regionale grazie anche al nuovo sistema di tracciamento.
Da ultimo, sono state affrontate le tematiche della commercializzazione dei prodotti liquidi da inalazione e dei nuovi prodotti contenenti nicotina.
Il Direttore dell’Ufficio dei Monopoli per l’Abruzzo ha inoltre espresso il proprio apprezzamento per la collaborazione da parte dei titolari delle rivendite che, in più occasioni, hanno segnalato situazioni di illegalità consentendo ulteriori azioni di controllo e repressione delle stesse, che si sono andate ad aggiungere a quelle ordinariamente svolte dall’Agenzia.
I presidenti provinciali della F.I.T. hanno inoltre garantito il proprio contributo per la semplificazione dei procedimenti grazie all’informatizzazione dei flussi documentali delle pratiche inerenti le rivendite.

Sigarette elettroniche usate per sballarsi.
Sigarette elettroniche che con lo svapo "normale", lecito, sicuro non hanno nulla a che vedere.
A Vicenza è stato rintracciato un giovane della provincia risultato essere in possesso di quindici sigarette elettroniche caricate con liquido a base di Thc, ovvero il "Delta-9-tetraidrocannabinolo", uno dei maggiori principi attivi della cannabis e, in un certo senso, il capostipite della famiglia dei fitocannabinoidi.
Secondo la nota diramata dalle Forze dell'Ordine, l'uomo - incensurato - è stato sorpreso in possesso di oltre un chilo di hashish detenuto all'interno della propria automobile posteggiata in prossimità di un ristorante.
Alla vista dei militari, il medesimo ha tentato di darsi alla fuga venendo immediatamente bloccato.
Nella vettura, appunto, è stato rinvenuto il quantitativo di sostanze illecite.
La successiva perquisizione domiciliare ha pure dato esito positivo: all'interno dell'abitazione, infatti, sono stati rintracciati, oltre alle menzionate e-cig, un ulteriore chilogrammo di marijuana nonchè il materiale necessario per il taglio ed il confezionamento delle dosi, forti indizi rispetto al fatto che il materiale non era affatto detenuto per scopo di consumo personale.
Tornando al discorso delle sigarette elettroniche caricate a Thc, il dato è meritevole di fortissima attenzione.
Come noto, tale sostanza non è assolutamente per uso inalatorio.
Purtroppo sempre più giovani ne fanno un uso distorto per concedersi uno sballo veloce e "pratico".
Ma le conseguenze possono essere importanti.
Oltre alle alterazioni di tipo neurologico, infatti, l'assunzione per via respiratoria del Thc può creare problematiche direttamente all'apparato bronchiale e polmonare.
Evali, la sindrome che spedì a fine 2019 centinaia di americani in ospedale, è collegata proprio alla assunzione di questa sostanza che, a determinate condizioni, arriva a creare vere e proprie lesioni agli organi del distretto.
Ovvio ribadire come i liquidi dello svapo, per tutelare la sicurezza del consumatore, debbano essere acquistati solo attraverso canali ufficiali.

Nella giornata odierna il dottore Andrea Maria Zucchini, Direttore Interregionale per la Liguria, il Piemonte e la Valle d’Aosta dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli e il Generale di Divisione Benedetto Lipari, Comandante Regionale Piemonte–Valle d’Aosta della Guardia di Finanza, hanno avuto un incontro per discutere dei criteri applicativi del protocollo d’intesa relativo alla collaborazione tra ADM e GdF stipulato a Roma il 3 Aprile 2023.
Tale documento pattizio, a distanza di 50 anni dalla pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale del Testo Unico della Legge Doganale, ha una valenza epocale perché disciplina forme di coordinamento e di collaborazione al fine di porre in essere una più incisiva azione comune preventiva e di contrasto agli illeciti.
Le due Istituzioni sono impegnate per ampliare e accrescere la condivisione del patrimonio informativo e delle specifiche esperienze, al fine di tutelare in maniera sempre più efficace gli interessi finanziari unionali e nazionali e per offrire un livello più elevato di protezione nei confronti delle minacce alla sicurezza dell’Unione e dei suoi residenti, alla salute umana, animale e vegetale, all’ambiente e ai consumatori.
Le sinergie operative, sotto il coordinamento a livello regionale del Direttore Interregionale ADM e del Comandante Regionale della Guarda di Finanza, riguarderanno, in particolare, il contrasto del contrabbando e degli altri traffici illeciti connessi alla circolazione della merce in ingresso e in uscita nel o dal territorio doganale dell’Unione europea, nonché delle violazioni nei settori delle accise e delle altre imposte sulla produzione e sui consumi, del gioco pubblico e della movimentazione transfrontaliera di denaro contante.
Espressa viva soddisfazione da entrambe le parti per l’occasione di confronto.

Il Direttore interregionale dell’Agenzia ha dichiarato “La stipula del Protocollo di intesa tra l’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli e il Corpo della Guardia di Finanza del 3 aprile 2023 è un grande risultato realizzato nell’interesse dell’Italia, grazie ad esso due fondamentali istituzioni statali collaboreranno in maniera più stretta ed efficace, eseguendo controlli più selettivi ed evitando nel contempo sovrapposizioni o duplicazioni operative a svantaggio dei contribuenti.
Nel territorio del Piemonte, caratterizzato dalla presenza di realtà produttive di rilievo internazionale, con la ripresa economica, le nuove rotte commerciali e la competitività in crescita, vi è l’esigenza di predisporre una struttura integrata ADM e Guardia di Finanza dedicata all’analisi dei rischi congiunta sui flussi commerciali valorizzando le migliori competenze e professionalità, al fine di rendere i controlli sempre più mirati a tutela di cittadini e delle imprese garantendo allo stesso tempo la fluidità dei traffici legittimi".
Il Comandante regionale della GDF ha dichiarato
“La piena condivisione degli obiettivi strategici realizzata con il protocollo di intesa costituisce la forza e la linea guida per il consolidamento e l’efficienza della collaborazione inter istituzionale a tutela dei cittadini e delle imprese che operano nella legalità e nel superiore interesse nazionale.
Le linee operative dettate dal protocollo consentiranno infatti di concentrare gli sforzi, congiunti e di ciascuno, in maniera mirata e volta a esaltare le specifiche professionalità di cui il Corpo e l’Agenzia sono portatori.”

Sempre più stretto e sinergico l'asse Agenzia delle Dogane e dei Monopoli-Guardia di Finanza.
Si è svolto nella giornata di ieri, presso l’Ufficio delle Dogane di
Padova, l’incontro tra l’Ufficio delle Dogane e il Comando provinciale della Guardia di Finanza di Padova per dare attuazione al Protocollo d’intesa relativo ai rapporti di collaborazione tra l’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli e la Guardia di Finanza stipulato a Roma lo scorso 3 Aprile.
Per l’affinamento delle metodologie di controllo e lo sviluppo di sinergie operative, anche al fine di assicurare l’assenza di sovrapposizioni e duplicazioni operative, presso la sede dell’Ufficio delle Dogane di Padova è stata predisposta una sala dedicata all’analisi dei rischi congiunta con il personale della Guardia di Finanza.
Il coordinamento operativo e l’analisi dei rischi congiunta permetterà, inoltre, il miglioramento delle attività repressive e di contrasto dei traffici illeciti connessi alla circolazione della merce in ingresso e in uscita nel o dal territorio doganale dell’Unione europea, delle violazioni nel settore delle accise e nelle imposte di produzione e sui consumi e delle violazioni relative alla movimentazione transfrontaliera di denaro contante.
All’incontro hanno partecipato il Dirigente dell’Ufficio delle Dogane di Padova, dott. Pio Murgia, e il Comandante Provinciale della Guardia di Finanza di Padova- Col. Michele Esposito, unitamente a funzionari doganali e Ufficiali del Corpo responsabili delle attività sul territorio, che saranno i referenti per l’attuazione delle specifiche attività di coordinamento previste dal Protocollo.
Le parti si sono rese reciprocamente disponibili a dare attuazione al protocollo d’intesa nella convinzione che lo scambio di informazioni e le sinergie assicureranno l’obiettivo comune di protezione efficace degli interessi finanziari unionali e nazionali e un livello elevato di protezione alle minacce di sicurezza dell’unione e dei sui residenti.
Nei giorni scorsi, a titolo del tutto esemplare, sempre sull'asse Adm-Gdf, nelle maglie del combinato dispositivo di controllo è finito un cittadino di nazionalità tedesca, in arrivo da Nairobi via Francoforte, tratto in arresto dagli operanti per traffico internazionale di sostanze stupefacenti.
In particolare, le attività ispettive poste in essere hanno permesso di rinvenire due involucri sottovuoto riempiti con circa 2,5 chilogrammi di eroina, occultati in undoppiofondo interno al trolley che lo stesso portava al seguito.

“Sono state accertate una serie di violazioni e la società dovrà rimuovere le comunicazioni indicate come illecite.
Una sentenza importante, perché parliamo di diritti e di salute”.
Sono le parole di Ivano Giacomelli, Segretario nazionale di Codici, associazione di consumatori ed utenti "impegnata ad affermare, promuovere e tutelare i diritti dei cittadini, con particolare riferimento alle persone più indifese ed emarginate".
Ebbene, l'associazione ha visto accogliere dal Tribunale di Torino una azione inibitoria promossa nei confronti di una Spa impegnata nella produzione, nell’import-export nonché nel commercio all’ingrosso ed al dettaglio di sigarette elettroniche e relativi liquidi di ricarica.
Lo rivela una nota stampa della stessa associazione nella quale si fa presente come l'iniziativa giudiziaria abbia messo nel mirino "la comunicazione commerciale adottata dall’azienda, ritenuta scorretta, come confermato dai giudici".
"Entrando nello specifico del pronunciamento dei giudici - viene ulteriormente rappresentato nella nota stampa - sono state accertate violazioni nelle comunicazioni commerciali nei servizi della società dell’informazione, in quanto il consumatore viene incentivato all’acquisto attraverso offerte promozionali, come la spedizione gratuita per ordini superiori ad una determinata cifra o effettuati in breve tempo, oppure descrizioni accattivanti dei prodotti, tra comfort e maneggevolezza".

"Ci sono anche carte fedeltà - proseguono da Codici - con tanto di programma a premi e outlet. Sono state accertate poi delle violazioni per quanto riguarda le comunicazioni commerciali su pubblicazioni stampate.
In alcuni punti vendita, ad esempio, sono stati trovati volantini riportanti messaggi rassicuranti per quanto riguarda le conseguenze sulla salute legate all’utilizzo delle sigarette elettroniche e dei liquidi commercializzati.
Un’altra violazione accertata chiama in causa l’etichettatura, in quanto è stabilito che non devono contenere elementi o caratteristiche che promuovono o incoraggiano il consumo dando un’impressione errata quanto alle caratteristiche, agli effetti sulla salute, ai rischi o alle emissioni"
“L’augurio è che questa sentenza serva da esempio – afferma Giacomelli – Quello delle sigarette elettroniche è un settore che punta molto sull’immagine e strizza l’occhio ai giovani, attraverso anche il coinvolgimento di influencer per sfruttare i social.
Spesso, però, non vengono fornite le adeguate informazioni sulle conseguenze ed i rischi legati al fumo.

E questo è chiaramente grave oltre che pericoloso”.

Ancora operazioni di contrasto alla circolazione di sigarette di contrabbando ad essere condotte sul territorio nazionale dagli operatori della Agenzia delle Dogane e dei Monopoli.
I funzionari dell’Ufficio delle Dogane di Pescara, nello specifico, nell’ambito delle attività di contrasto ai traffici illeciti, durante i controlli ai viaggiatori in transito presso l’Aeroporto d’Abruzzo, hanno sequestrato, in collaborazione con i militari del Gruppo di Pescara della Guardia di Finanza, 149 pacchetti di sigarette di contrabbando, pari a 15 stecche, della marca “Winston blu”.
Il bagaglio, appartenente ad un passeggero proveniente con un volo dall’Albania, è risultato positivo sia al controllo radiogeno che a quello fisico, evidenziando la presenza di bionde illecite.
Al passeggero è stata irrogata una sanzione di quasi 15.000 euro.
Sempre nell’ambito dei controlli ai viaggiatori, gli stessi funzionari, con il supporto dell’unità cinofila della stessa Guardia di Finanza, hanno effettuato un sequestro di 3,3 grammi di hashish, nascosta fra gli effetti personali di un altro passeggero fermato.
Quanto sopra dimostra la continuità dell’efficace azione di controllo posta in essere dagli uffici doganali a salvaguardia degli interessi nazionali.
E, ancora una volta, rappresenta lo specchio della sempre più intensa collaborazione che viene a porsi in essere lungo l'asse Adm-Fiamme Gialle. 
Un lavoro di fatto sinergico quello che le due Forze vanno a condurre in ispecie con riferimento ai varchi di frontiera. 
Si ricorda come solo alcuni giorni addietro i vertici dell'Agenzia delle Dogane e dei Monopoli e quelli della Guardia di Finanza avessero stretto in Capitale un rapporto di reciproci supporto e collaborazione. 
In quella sede il numero uno Adm, dottore Roberto Alesse, aveva ricordato come il medesimo protocollo "oltre agli aspetti operativi, esalta nella sostanza la storica e imprescindibile collaborazione tra due Istituzioni che contribuiscono in maniera significativa alla tutela di settori strategici dell’economia italiana ed europea.
Due Istituzioni che, coerentemente con le indicazioni degli Organi di controllo -
aveva concluso il Direttore generale dell'Agenzia - operano con determinazione per garantire, al fianco dei cittadini, la piena legalità negli ambiti di pertinenza”.

Si rafforza il patto, strutturandosi sul territorio, tra Guardia di Finanza e Agenzia delle Dogane e dei Monopoli.
Facendosi seguito all'atto madre sottoscritto a Roma nella giornata dello scorso 3 Aprile, ieri, presso la sede del Comando provinciale della Guardia di Finanza, si è avuta la riunione tra l’Ufficio delle Dogane di Vicenza e il Comando provinciale della Guardia di Finanza di Vicenza per delineare, appunto, un piano di attuazione del Protocollo d’intesa capitolino relativo ai rapporti di collaborazione tra l’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli e la Guardia di Finanza stipulato.
L’incontro, fissato per declinare a livello provinciale l’unità di intenti raggiunta dalle rispettive strutture di vertice, ha avuto quale prologo il comune riconoscimento della proficua collaborazione realizzata a livello locale tra le due Istituzioni che da tempo cooperano in sinergia in tutti gli importanti settori di controllo quali il contrasto al contrabbando e agli altri traffici illeciti connessi alla circolazione delle merci (in ingresso ed in uscita nel/dal territorio doganale), alle violazioni nel settore delle accise e nelle imposte di produzione e sui consumi.
L’attuazione del Protocollo, caratterizzata tra i diversi aspetti anche dalla condivisione di strutture e banche dati, ha costituito l’occasione per rafforzare la cooperazione tra le parti e permetterà di perfezionare l’analisi dei rischi e sviluppare una serie di attività congiunte che, grazie alle rispettive professionalità, garantiranno una maggiore efficienza ed efficacia nel
contrasto agli illeciti tributari ed extra tributari.
Il Dirigente dell’Ufficio delle Dogane e il Comandante provinciale della Guardia di Finanza di Vicenza hanno espresso viva soddisfazione per l’occasione di incontro e confronto, nella certezza che la rafforzata sinergia consentirà, ancora, di porre in essere congiunte attività che garantiranno la piena attuazione delle finalità oggetto del protocollo, implementando le sinergie tra le due Istituzioni.
Del resto, la collaborazione tra le due Amministrazioni va avanti ormai dallo scorso anno, allorquando funzionari dell’Agenzia Dogane e Monopoli in servizio presso l’Ufficio di Vicenza, in collaborazione con i militari del Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Vicenza, hanno effettuato, nell’esercizio delle proprie competenze istituzionali, alcuni accessi presso impianti di distribuzione di carburanti siti nella provincia berica.
Per dette attività, l’Agenzia delle Dogane e Monopoli ha messo a disposizione il proprio laboratorio chimico mobile che, dotato di equipaggiamento all’avanguardia, ha effettuato screening rapidi in loco sulla conformità dei prodotti rispetto alle specifiche qualitative di legge.
La collaborazione fra le due Istituzioni a livello Provinciale ha visto anche lo svolgimento di servizi congiunti a tutela del Made in Italy e con riferimento alla circolazione delle merci nell’area doganale.
L’intesa costituisce uno strumento fondamentale in un comparto di particolare delicatezza, valorizzando le specificità di entrambe le Amministrazioni, sinergicamente volte al rafforzamento della legalità e la competitività del Paese.
All’incontro hanno partecipato il Dirigente dell’Ufficio delle Dogane di Vicenza, dottore Nicola Tabacchi, e il Comandante Provinciale della Guardia di Finanza di Vicenza, Colonnello Cosmo Virgilio, unitamente a funzionari doganali e Ufficiali del Corpo responsabili delle attività sul territorio, che saranno i referenti per l’attuazione delle specifiche attività di coordinamento previste dal Protocollo.

Ungheria ancora nemica della sigaretta elettronica.
Il Segretario di Stato del Ministero dell'Interno, Benec Rétvári, ha confermato, infatti, la linea dura anti-svapo.
Nel contesto di recente intervento alla stampa, nel dettaglio, l'altissimo esponente del Governo di Budapest ha fatto sapere che si continuerà a trattare la e-cig al pari del fumo e non annullerà, quindi, le strettissime restrizioni in essere sul comparto della elettronica.
Alquanto perplessa, come normale che sia, la posizione della World Vapers'Alliance che, attraverso il suo Presidente Michael Landl, si è così espressa
"È scioccante che il Governo ungherese pedali ancora logori e sfatati miti sullo svapo.

Rétvári ignora sistematicamente le prove scientifiche che ne dimostrano i benefici, per non parlare dell'esperienza diretta di milioni di vapers.
Lo svapo - fa ancora presente il giovane attivista - è nella misura del 95 percentuale meno nocivo del fumo ed è un metodo più efficace per smettere di fumare rispetto alle terapie tradizionali come le gomme da masticare e i cerotti alla nicotina.
L'approccio ungherese non farà altro che costare vite umane".

Ed ancora "La dichiarazione mostra che l'Ungheria intende continuare a ignorare la scienza e a diffondere disinformazione sullo svapo.
Questo non è un buon segno per la Salute pubblica.
La e-cig non è la stessa cosa del fumo e deve essere trattata in modo diverso. Equiparare al fumo un'alternativa meno dannosa del 95% impedirà a migliaia di fumatori di smettere".
Non vi sono spiragli all'orizzonte, al momento.
L'Ungheria si conferma come uno dei Paesi europei maggiormente preclusi alla teorie del minor danno, praticamente ignorate in nome di una assimilazione totale - come prima accennato - tra tabacco e alternative.
Un altro mondo, per dirla breve, rispetto ai quasi vicini di casa della Repubblica Ceca che, invece, hanno sposato pienamente la strada del rischio ridotto quale strategia anti-tabagismo.

Ma posso svapare in moto?
La domanda può sembrare un pò improbabile dal momento che l'atto di guidare una due ruote - moto, motociclo o scooter che sia - non pare essere proprio quello più congeniale per concedersi una svapata.
Al netto di queste valutazioni, però, in via teorica, cosa dice la norma vigente?
Ebbene, in primo luogo va chiarito come la legge di riferimento - che è quella che rinveniamo nel Codice della Strada - non fa distinzione tra sigaretta elettronica e fumo, come vedremo.
Ciò per dire che la disciplina relativa all'uso di sigarette o sigarette elettroniche alla guida di un motociclo non afferisce ad una questione di tipo sanitario ma ad una di sicurezza alla guida.
Ad essere determinante, in particolare, è la lettera del punto 2 dell'articolo 141 del Codice della Strada laddove si fa riferimento al fatto che "il conducente deve sempre conservare il controllo del proprio veicolo ed essere in grado di compiere tutte le manovre necessarie in condizioni di sicurezza".
E per "controllo del proprio veicolo" si intende, senza timore di smentita, la necessità inderogabile di mantenere ambedue le mani a contatto costante con il manubrio, situazione che è incompatibile per ovvi motivi con la gestione di una sigaretta elettronica o di un qualsiasi altro dispositivo che possa distrarre una delle mani dal contatto col mezzo.
Non si fa, quindi, esplicita menzione alla e-cig o a qualunque altro dispositivo, ma appare chiara l' "incompatibilità".
E' possibile svapare in moto, quindi?
La risposta è no ma ai sensi del Codice della Strada e non di una norma che riguardi la tutela della salute.
A rafforzare quanto detto, anche il riferimento che viene dall'articolo 173 dello stesso Codice che specifica che "è consentito l'uso di apparecchi a viva voce o dotati di auricolare purche' il conducente abbia adeguate capacità uditive ad entrambe le orecchie che non richiedono per il loro funzionamento l'uso delle mani".
Il conclusione, qualora qualcuno fosse pizzicato con una sigaretta elettronica (ma, lo si ripete, anche di una "classica") sarebbe "soggetto alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma da euro 42 a euro 173".

"Il Regno Unito ha in programma di introdurre uno starter kit per aiutare le persone ad abbandonare le sigarette tradizionali, incoraggiandole a scegliere alternative meno dannose.
Si tratta di una risorsa importante per la salute pubblica, essendo il fumo una delle principali cause di malattie prevenibili e morte".

E' la riflessione che viene da Francesco D’Amelia, Head of Sales and Marketing per l’Italia di RELX  International

A fronte di questa situazione, come già esposto dalla nostra testata, il Dipartimento di Salute & Social Care britannico ha dichiarato che un fumatore su cinque riceverà dispositivi nell'iniziativaswap to stop” (“cambia per smettere”), ovvero degli starter kit di avviamento e supporto gratuiti per i fumatori adulti.
Verrà inoltre avviata una consultazione su come obbligare i produttori di sigarette a inserire consigli su come smettere di fumare all'interno dei pacchetti al fine di disincentivare il consumo di tabacco.
A tal proposito, è da registrare come la prevalenza del fumo in Inghilterra nel 2021 è stata del 13%: la più bassa mai registrata grazie a misure quali il raddoppio dell'imposta sulle sigarette dal 2010 e il finanziamento continuo ai servizi locali per smettere di fumare.
Inoltre, quest'anno sono stati impegnati 35 milioni di sterline finanziati dal servizio sanitario nazionale in modo che a tutti i fumatori ricoverati in ospedale vengano offerti servizi di trattamento della dipendenza dal tabacco.

"E’ importante sostenere l’iniziativa di distribuzione di starter kit da parte del Governo britannico - osserva D'Amelia - poiché si tratta di un'ottima scelta per chi cerca una soluzione efficace come alternativa al fumo tradizionale.
Lo starter kit include tutto ciò di cui un fumatore necessita per iniziare a sperimentare il vaping, incluso un dispositivo facile da usare, una varietà di gusti di liquidi al gusto di frutta, mentolo e tabacco. Questo primo passo per chi ha il desiderio di allontanarsi dal fumo o di ridurre il consumo di nicotina dà un segnale importante anche dal punto di vista legislativo, facendo da apripista ad altre iniziative analoghe.
Siamo lieti che lo svapo venga riconosciuto come un metodo sicuro ed efficace per abbandonare le sigarette tradizionali, passando ad alternative meno dannose. 
Da quando lo svapo ha acquisito popolarità, infatti, i tassi sul fumo nel Regno Unito sono diminuiti di oltre il 29% nell’ultimo decennio e ci auguriamo che questo possa accadere anche in Italia.
Le autorità pubbliche hanno compreso la necessità di arginare il problema del fumo e per farlo, è di fondamentale importanza che anche gli attori dei settori interessati si assumano la responsabilità di contribuire al cambiamento.
Essere protagonisti di un settore significa essere consapevoli della propria influenza sulla società.  Di fronte alla continua evoluzione dei comportamenti e delle abitudini dei consumatori, è importante dare il proprio contributo per responsabilizzare in merito all’uso delle e-cig e per proteggere le generazioni future, attraverso un’educazione intergenerazionale, affinché i fumatori adulti e le imprese del settore possano muoversi insieme verso la tutela dei consumatori.
RELX accoglie dunque con favore queste politiche, confermando la tesi secondo la quale lo svapo aumenta le possibilità dei fumatori di abbandonare le sigarette tradizionali con successo. In Italia, la riduzione del danno tramite prodotti alternativi è una delle strade da percorrere per tutelare la salute dei consumatori.
Sono numerosi infatti gli studi a livello scientifico che chiedono ai Paesi di adattare le legislazioni a sostegno di politiche di prevenzione e lotta al fumo tradizionale, anche tramite dispositivi di riduzione del danno.
Auspichiamo dunque che l’Italia segua l’esempio del Regno Unito -
chiude l'alto funzionario di Relx - e che molti altri Paesi possano intraprendere la stessa strada".