Colors: Purple Color

Uno, due, tre. Cinque.
L’ennesima dimostrazione di come aprire un negozio in franchising con Svapo Web rappresenti una scelta più che vincente.
I profili social dell'azienda fondata e guidata dal Ceo Bove hanno annunciato l’apertura prossima di un nuovo Store a Livorno.
E a tagliare il nastro sarà l’imprenditore Francesco Biagi, già proprietario di altri quattro Svapo Web Store.
Con quello della cittadina toscana, quindi, sarà una fantastica quota cinque.
Un successo dietro l’altro con il primo Svapo Web Store che era stato aperto a Camaiore, il 7 Aprile 2021.
Il 21 Gennaio 2022, a seguire, era stata la volta di Massa e, quindi, Lido di Camaiore (il 1 Luglio dello stesso anno).
Poi Pisa e, tra qualche tempo, appunto, il quinto e nuovo tassello.

Perché una persona arriva ad aprire ben cinque Store con lo stesso Franchising?

La risposta è chiara quanto lapalissiana: il successo e la convenienza piena dell’investimento.
Qualche mese fa, intervistato dalla nostra testata, Biagi aveva parlato, con riferimento a Svapo Web, “di un brand dall’incredibile appeal, di un rapporto qualità-prezzo che è assolutamente vantaggioso”.
Sono i clienti che vengono a cercare Svapo Web”, aveva aggiunto.
Vi è ovviamente un profitto – aveva ulteriormente aggiunto - un ritorno che sono praticamente immediati e, in tutte le fasi, in ogni momento ci si può avvalere della vicinanza e della presenza dell’azienda”.

Continuano a piovere da tutta Italia, intanto, richieste al quartier generale di Benevento da parte di persone potenzialmente interessate ad aprire uno Svapo Web Store: si spazia dal giovane al suo primo lavoro alla famiglia che vuole allargare la base economica all’imprenditore che vuole diversificare.
Aprire un negozio in franchising con Svapo Web rappresenta per tutti un’occasione ghiotta alla luce dell’esiguo investimento iniziale e del ritorno economico che è immediato e tutt’altro che trascurabile.
E sono sempre di più coloro i quali che, come Biagi, dopo aperto un primo Store, ne avviano anche ulteriori “stuzzicati” dalla bontà dell’operazione.
VUOI APRIRE ANCHE TU UNO SVAPO WEB STORE? CONTATTACI!

Si è andato a chiudere nella giornata di ieri, a Venezia, l’89esimo summit dell’Organizzazione mondiale delle dogane.
Lo rende noto comunicato stampa della stessa Agenzia delle Dogane e dei Monopoli.
L’Omd, viene fatto presente dall’Ufficio stampa di Alesse, “ha deciso di rafforzare il suo impegno per rendere più sicure e omogenee le procedure doganali allo scopo di difendere gli interessi economici di ogni Paese membro”.
Durante la tre giorni, inoltre, si è dibattuto in modo dettagliato della riforma della governance dell’Omd.
Grazie alla sintesi delle posizioni espresse a Venezia da parte delle delegazioni dei Paesi partecipanti, infatti, si arriverà alla proposta di riforma dell’Organizzazione mondiale delle dogane che verrà discussa, a giugno, a Bruxelles.
“Solo un sistema doganale efficiente e condiviso – ha sottolineato il consigliere Roberto Alesse, numero uno dell’Agenzia - può essere in grado di proteggere gli scambi internazionali dai traffici illeciti e dalle frodi favorite, tra l’altro, dalla crescita esponenziale dell’e-commerce”.
L’appuntamento, fortemente voluto da Adm, è stato specificamente organizzato dalla Direzione Affari internazionali.
L’occasione, come già era stato anticipato dalla nostra testata, è stata utile per la struttura di Alesse per approfondire la discussione con singoli Paesi nell’ottica di concertare in modo più approfondito le relazioni con i “colleghi” e funzionari delle politiche doganali cinesi e statunitensi.
Poi era anche venuto il colloquio con le rappresentanze di Belgio e di Germania.
“Un’istituzione doganale unica a livello europeo – era in quella sede andato a sottolineare il consigliere - e di conseguenza una normativa uniforme in quest’ambito, renderebbe più competitiva l'Unione negli scambi commerciali, sarebbe garanzia di sicurezza per cittadini e imprese e consentirebbe di combattere con più efficacia l’illegalità alle frontiere dell’Europa.
E’ tempo di accelerare – si è quindi avviato a concludere il numero uno dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli - per arrivare prima possibile a quest’importante traguardo”.

Hanno preso il via a Venezia i lavori della seconda giornata dell’89esima “Policy Commission” dell’Organizzazione mondiale delle dogane.
Le delegazioni di oltre 30 Paesi del mondo, come fa presente nota diramata dall’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, si sono riunite all’Arsenale per confrontarsi su temi relativi alla difesa delle frontiere dal contrabbando, dal commercio illegale, dal traffico di droga, dai reati valutari.
Oltre a ciò si sta discutendo altresì del massiccio fenomeno dell’e-commerce e della necessità di garantire la legalità in questo genere di compravendite.
Il fenomeno delle vendite on-line e dei rischi legati alla scarsa trasparenza e al facile ricorso all’anonimato in questo genere di transazioni commerciali – ha commentato il vertice Adm Roberto Alesse - è al centro del nostro lavoro.
Tra gli obiettivi c’è la responsabilizzazione delle piattaforme di e-commerce, chiamate non solo a garantire i necessari adempimenti fiscali ma anche la sicurezza dei consumatori”.
Intanto, dopo l’incontro con le rappresentanze di Cina e Usa, nella giornata odierna il medesimo Alesse ha incontrato anche le delegazioni di Germania e Belgio.
Occasione che è stata utile per Alesse per rilanciare il tema della costituzione di un’Autorità doganale dell’Unione europea.
“Un’istituzione doganale unica a livello europeo – ha sottolineato il consigliere - e di conseguenza una normativa uniforme in quest’ambito, renderebbe più competitiva l'Unione negli scambi commerciali, sarebbe garanzia di sicurezza per cittadini e imprese e consentirebbe di combattere con più efficacia l’illegalità alle frontiere dell’Europa.
E’ tempo di accelerare – ha concluso il numero uno dell’Agenzia - per arrivare prima possibile a quest’importante traguardo” ha spiegato Alesse.
Espressa, in appendice, anche la necessità di rafforzare l’attuale cooperazione in essere tra le varie dogane dell’Unione europea.
Ciò nell’ottica di favorire lo scambio di informazioni e di creare nuove opportunità di collaborazione tra i Paesi membri.

Un Novembre che colora sempre più l’Italia dell’arancione di Svapo Web, il brand numero uno in Italia nel settore della sigaretta elettronica.
Ben cinque sono stati, infatti, gli Svapo Web Store che sono stati inaugurati in tutto lo Stivale durante lo scorso mese.
Ben due a Treviso, uno a Copertino, in provincia di Lecce, uno a Candiolo nel Torinese ed un ulteriore a Pesaro.
Una splendida cinquina che conferma, ancora una volta, l’appeal del franchising Svapo Web.
Aprire un negozio in franchising e farlo con il brand creato e guidato da Arcangelo Bove rappresenta, sempre più, un’occasione di profitto importante.
Un’occasione a costo quasi zero.

L’investimento che occorre per avviare uno Svapo Web Store è di scarso impatto con i ritorni economici che sono, invece, immediati e rilevanti.
Chi decide di aprire in franchising uno Store “arancione”, infatti, fa guadagni da subito.
Perché? Perché Svapo Web è il marchio numero uno in Italia nel mondo della sigaretta elettronica.
Se si parla di “Chicco”, per fare un esempio, la mente corre subito all’abbigliamento ed agli accessori per l’infanzia; Se si parla di McDonald, la mente si collega immediatamente ai panini con l’hamburger e quant’altro.
Se si parla di Svapo Web, l’associazione mentale immediata e naturale è allo svapo.

VUOI APRIRE UNO SVAPO WEB STORE? CHIEDICI INFO, CONTATTACI

Svapo Web è stato il brand che ha portato la sigaretta elettronica in Italia, è il brand che sin dal 2012 si è posto come leader nell’ambito delle vendite on line.
Nel 2019, poi, si è deciso di estendere il progetto dando la possibilità anche di aprire negozi in franchising.
E da allora è stata una cavalcata inarrestabile.
Ventenni e trentenni, molti dei quali al loro primo impiego, che sono ora proprietari di due o tre Svapo Web Store; Famiglie che hanno ampliato il bilancio di casa avviando Svapo Web Store.
Apporre l’insegna Svapo Web all’esterno del proprio Store significa certificarne i requisiti della qualità e della convenienza.
Ben 240 Store aperti in appena quattro anni 

Si aprirà domani, a Venezia, l’89esima edizione del summit dell’Organizzazione mondiale delle dogane.
L’evento si svolgerà all’Arsenale, dal 5 al 7 dicembre, nella Sala ex Squadratori della Marina militare, e vedrà la partecipazione delle delegazioni di oltre 30 Paesi provenienti da tutto il mondo, tra cui: USA, Cina, Arabia Saudita, Germania, Francia, Spagna, Regno Unito.
Durante la tre giorni verranno affrontati temi di grande attualità, come quello delle dogane operanti in confini diventati teatro di conflitto o quello relativo al fenomeno dell’Ecommerce, per garantire la sicurezza dei consumatori e i necessari adempimenti fiscali da parte delle piattaforme di vendita on-line.
In questo contesto grande rilevanza assumeranno gli incontri bilaterali che si svolgeranno a margine dell’evento con i rappresentanti di USA, Cina, Germania e Belgio, durante i quali il nostro Paese rilancerà la necessità di un’unione doganale in ambito europeo, necessaria a uniformare le normative dei singoli Paesi membri e a rendere più competitiva l’Unione dal punto di vista commerciale.
“L’armonizzazione delle dogane a livello internazionale è fondamentale per rendere fluido il commercio internazionale e prevenire potenziali controversie.
L’Italia è uno dei Paesi fondatori dell’Organizzazione mondiale delle dogane ma anche uno dei suoi più grandi sostenitori.
Per questo abbiamo chiesto di ospitare l’89esima policy commission, il principale organo di governo collegiale dell’OMD”: così il direttore dell’Agenzia delle Dogane e dei monopoli, Roberto Alesse, che ha gestito con la Direzione Affari internazionali l’organizzazione dell’evento.

La Scienza italiana protagonista.
Anche quando si parla di riduzione del danno da fumo.
L’aggiornamento 2023  della classifica redatta per Plos Biology ed Elsevier ad opera dei ricercatori della Stanford University premia, infatti, ben ventidue membri del Coehar tra gli scienziati più citati al mondo.
Lo fa presente una nota stampa divulgata dallo stesso Centro creato e guidato dal Professore Riccardo Polosa.
L’ultimo aggiornamento del database “Updated science-wide author databases of standardized citation indicators” è stato rilasciato ad Ottobre 2023 e mira, come detto, a premiare le eccellenze nel campo della ricerca scientifica, selezionate tra un campione di 100.000 ricercatori, divise in 22 aree scientifiche diverse ed in 176 sottocategorie ulteriori.
Il Professore Riccardo Polosa, fondatore del Coehar, si conferma pertanto tra gli scienziati più citati al mondo nel suo campo, premiato per la qualità degli interventi nel campo della ricerca applicata alla riduzione del danno da fumo.
Quest’anno sono ben 21 i ricercatori membri del Centro di ricerca per la riduzione del danno da fumo dell’Università di Catania citati per il lavoro svolto e inseriti nel database.
Si tratta di Sebastiano Battiato, Antonino Belfiore, Aldo Calogero, Filippo Caraci, Rosita A. Condorelli, Filippo Drago, Margherita Ferrante, Antonio Gagliano, Fabio Galvano, Giuseppe Grasso, Antonino Gulino, Gaetano Isola, Rosalia Maria Leonardi, Sandro La Vignera, Giovanni Li Volti, Gea Oliveri Conti, Eugenio Pedullà, Venerando Rapisarda, Martino Ruggieri.
Tra le eccellenze del Coehar, tuttavia, anche alcuni membri del Consiglio afferenti ad Atenei diversi.
Si tratta di Emmanuele Jannini dell’Università degli studi di Roma Tor Vergata e di Maria Luisa Brandi dell’Università degli studi di Firenze.
“Ricordiamo che il database Plos Biology è il più importante metodo di analisi scientifico della ricerca mondiale – commentano dalla sedi del Coehar - Per stilarlo, vengono utilizzati sei diversi parametri di citazione, tra cui il numero totale delle pubblicazioni e il numero di volte in cui viene citato un articolo relativo ad uno studio scientifico in cui lo scienziato in questione risulta essere autore singolo o primo autore”.

Anche quest’anno, RELX si è sottoposta al S&P Global Corporate Sustainability Assessment (CSA), superandolo egregiamente.
Nato nel 1999, il CSA è una valutazione annuale delle pratiche di sostenibilità di oltre 10.000 aziende in tutto il mondo. Il CSA si concentra su criteri di sostenibilità che sono sia specifici del settore che finanziariamente rilevanti, raggruppati nelle categorie: Governance e dimensione economica, Dimensione ambientale, Dimensione sociale.
Tra queste, RELX si è contraddistinta per alcuni criteri in particolare.
Per quanto riguarda la categoria Governance e dimensione economica, ha ottenuto il punteggio massimo di 100/100 in Trasparenza & Reporting e di 72/100 in Etica di business (la media è stata di  48/100). Quest’ultimo criterio valuta i Codici di condotta, la loro attuazione e rendicontazione trasparente in merito a eventuali violazioni, nonché casi di corruzione e concussione, casi e pratiche anticoncorrenziali. Dal 2022 questo criterio riguarda anche le società  firmatarie dello United Nations Global Compact (UNGC), un’iniziativa volontaria, per incoraggiare le imprese ad allineare le proprie strategie e operazioni con i 10 principi di sostenibilità e con l’Obiettivo di sviluppo sostenibile (SDG).

Essere un partecipante o firmatario dell’UNGC richiede un impegno pubblico del CEO dell’azienda e il rilascio annuale di una Comunicazione sui progressi in questo ambito.

RELX ha inoltre portato a casa un 80/100 in Gestione dell'innovazione, registrando un miglioramento di 16 punti rispetto all’anno precedente e staccandosi di gran lunga dal punteggio medio, pari a 27/100.

 Per la Dimensione ambientale, RELX ha conseguito un punteggio di 61/100 in Politica ambientale e sistemi di gestione. Un punteggio apparentemente basso, ma solo relativamente, in quanto indica un miglioramento rispetto allo scorso anno, in controtendenza con l’andamento del settore, il cui punteggio medio è di appena 41/100.

Ma è alla voce Emissioni che RELX si è posizionata tra i primi della classe, con un 95/100,  molto sopra il punteggio medio di 74/100.

Infine, la Dimensione sociale rappresenta una frontiera cruciale nell’impegno di RELX, come sottolineano gli ottimi risultati, tutti sopra la media: 79/100 in Sviluppo del capitale umano, 75/100 in Salute e sicurezza sul lavoro (rispetto ad un punteggio medio di 36/100 e con un miglioramento di +52 punti rispetto allo scorso anno!) e infine 84/100 in Gestione delle relazioni con i clienti (+19 punti rispetto al 2022 e ben sopra al 23/100 della media).

L’impegno di RELX per scoraggiare l’uso delle e-cig da parte di minori e non fumatori o svapatori, e la sua particolare attenzione alla responsabilità sociale d’impresa e alla sicurezza dei consumatori hanno avuto un impatto notevole anche nella crescita dell’azienda nel nostro Paese: RELX, infatti, è stata l’ azienda n°1 in Italia nella categoria Pods e la sua quota di mercato a gennaio scorso si avvicina a circa il 40%* (elaborazione interna su dati Nielsen).

"Questi risultati dimostrano l’impegno incessante di RELX verso sostenibilità, trasparenza e responsabilità sociale. Le eccellenti valutazioni nelle categorie di Governance, Ambiente e Sociale riflettono il nostro obiettivo di superare gli standard globali. Siamo fieri del nostro percorso di ricerca dell'avanguardia in tutti i campi e continueremo a lavorare con determinazione in nome di etica, innovazione e benessere per perseguire l’eccellenza." - ha concluso Francesco D’Amelia, Head of Sales and Marketing Manager di RELX.

Semplificare e rendere più veloci le operazioni di sdoganamento delle merci che stazionano negli scali portuali e aeroportuali.
E’ questo il senso delle attività condotte dall’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli.
E che ora sono state ultimate con tanto di “annuncio” venuto dal numero uno dell’Agenzia.
Il Direttore Roberto Alesse ha provveduto a firmare una circolare che semplifica la complessa materia dei controlli doganali.
Da tempo, infatti, i vari operatori economici che sono in interfaccia con Adm chiedevano un intervento in tal senso e lamentavano, in porti e aeroporti, appunto, ripetuti ritardi nello sdoganamento delle merci.

Il tutto con le ovvie ricadute e conseguenze in termini “commerciali”
“Senza indebolire l’attenzione con cui effettuare i controlli nell’ambito del circuito doganale, da oggi – ha fatto presente Alesse - si responsabilizzano maggiormente i funzionari addetti a tali attività, perché solo in presenza di indizi concreti, desumibili dalle diverse verifiche da compiere, si potranno contestare i rischi derivanti dallo svincolo delle merci.
Si riduce, così, un’eccessiva discrezionalità in capo all’ADM che, sul territorio, applicava talvolta, in modo disomogeneo, la normativa.
E’ una Circolare molto importante e attesa – ha proseguito ancora il massimo esponente Adm - perché contribuisce a semplificare e razionalizzare il nostro lavoro a tutto vantaggio dell’utenza che, nel rispetto rigoroso della legge, ha diritto all’erogazione di un servizio pubblico essenziale efficiente e tempestivo.
I controlli doganali – ha concluso il consigliere - vanno effettuati in modo scrupoloso ma tenendo a mente che dobbiamo eliminare lungaggini e storture inammissibili”.

Continua, quindi, l’attività di restyling interno da parte di Adm – un’attività avviata con l’insediamento, a inizio anno, del nuovo vertice.
E che, oltre a sostanziarsi in una revisione dell’organigramma e delle strutture, si sta andando a tradurre anche in una accelerata delle procedure.
Che, tendenzialmente – gli effetti già si stanno apprezzando in questi mesi – stanno divenendo maggiormente fluide, snelle ed immediate.

Contrabbando di sigarette sempre sulla cresta dell’onda.
I finanzieri del Comando provinciale di Napoli hanno eseguito un provvedimento cautelare emesso dal Giudice per le indagini preliminari del Tribunale partenopeo, su richiesta della locale Divisione distrettuale Antimafia, nei confronti di sei persone gravemente indiziate del reato di associazione per delinquere finalizzata al contrabbando di tabacchi lavorati esteri.

Lo rende noto l’Agenzia di stampa nazionale “La Presse”.
Le indagini, svolte dai finanzieri della Compagnia di Portici – è ulteriormente spiegato - hanno permesso di far luce sull'attività di due gruppi criminali, inseriti in un livello intermedio della catena distributiva delle sigarette di contrabbando provenienti dall’Europa orientale, con base operativa a Napoli.
Gli indagati sono residenti nei comuni di Portici ed Ercolano e nei quartieri Barra e San Giovanni a Teduccio di Napoli.
Nel corso delle indagini, sono stati individuati e monitorati sia gli immobili destinati a deposito (box, garage, sottoscala, appartamenti) che gli automezzi utilizzati per le consegne delle forniture di tabacchi lavorati esteri.

Imponente il materiale rinvenuto: ad essere sequestrato è stato materiale di Tabacchi lavorati esteri di contrabbando nella misura complessiva di oltre 5 tonnellate.
Arrestati, in flagranza di reato, ben dieci persone.
Una organizzazione imponente, come si palesa dai numeri, che è stata stroncata dal massivo impatto indagatorio delle Fiamme Gialle.
In un caso, a Torre del Greco, quanto ai dettagli investigativi, le sigarette di contrabbando sono state individuate all’interno di un’intercapedine ricavata sotto il pavimento al piano terra di una villetta in ristrutturazione; In un altro caso, invece, il sequestro è avvenuto in un locale adibito a spogliatoio di un campo di calcio all’interno di un grosso complesso sportivo.
Complessivamente, l’organizzazione criminale, nell’arco di un biennio, si è stimato che abbia movimentato un qualcosa come circa 40 tonnellate di sigarette di contrabbando, di differente qualità.
Tale mole di materiale, una volta immessa sul mercato, avrebbe determinato un controvalore pari a circa 12 milioni di euro.

Il professore Giovanni Li Volti, direttore del CoEHAR, è stato nominato membro della Commissione tecnica per la Ricerca sanitaria della Regione Siciliana, Istituto previsto come da previsioni dell’articolo 5 della legge regionale numero 7 del 2014 “Promozione della Ricerca Scientifica in ambito sanitario”.
Lo ha presente una nota dello stesso Coehar.
L’obiettivo della Commissione che opera in seno alle attività dell’assessorato alla Salute della Regione siciliana è quello di promuovere al meglio la ricerca finalizzata biomedica e sanitaria come strumento per il miglioramento del Servizio sanitario e delle condizioni di salute della popolazione. 

“Lieto del prestigioso compito che mi è stato affidato – spiega Li Volti, Ordinario di Biochimica dell’Università di Catania – confido nella di poter rappresentare al meglio i risultati epocali già raggiunti dai tanti ricercatori siciliani che, in ogni ambito della ricerca scientifica, stanno riscrivendo la storia della scienza e della conoscenza.
La Sicilia è la terra delle eccellenze, dei talenti.
Lavoreremo affinché lo sforzo dei tanti ricercatori siciliani in Italia e all’estero possa concretizzarsi nella formazione permanente di un network di collaborazioni internazionali che renda la Sicilia il punto di riferimento per la ricerca in Sanità e per la predisposizioni di efficaci politiche pubbliche sanitarie”.