Colors: Purple Color

I giovani e la regola del “tre” nel segno di Svapo Web.
Giovani che hanno deciso di aprire un negozio in franchising con il brand creato e guidato da Arcangelo Bove.
Ed i fatti stanno dando loro ragione.
Tomas Trotta, 27 anni, ha appena inaugurato a Lucera il suo terzo Svapo Web Store.
Marco Zanzarella, 34 enne anch’egli pugliese, ha appena firmato il contatto di apertura del suo terzo Svapo Web Store a Lecce.
Un doppio tris che conclama ancora una volta una certezza: Svapo Web Store è anche un Successo giovane.

Abbondano – tra le 240 persone che hanno aperto Svapo Web Store in tutta Italia nell’arco di appena quattro anni e mezzo – ventenni e trentenni.
E molti di loro, come si vede dal caso di Tomas e di Marco, sono già arrivati alla loro plurima apertura.
Tomas, nel dettaglio, era già proprietario di due Svapo Web Store a Foggia; Ora, come detto, ha tagliato il nastro in provincia, a Lucera, grosso Centro di 30.000 abitanti situato a circa 18 chilometri dal Capoluogo di provincia.
Marco, invece, dopo aver aperto – esattamente un anno e mezzo fa – il suo primo Store a Lecce, ha fatto il bis a Copertino e, ora, aprirà un nuovo negozio nella cittadina barocca.
Giovani che hanno deciso di aprire in franchising agganciandosi alla possibilità aperta nel Giugno 2019 da Arcangelo Bove, il pioniere della sigaretta elettronica in Italia.

Investimento iniziale irrisorio, aprire uno Svapo Web Store è un discorso ampiamente a portata di giovani, anche senza pregressi imprenditoriali.
La Casa madre garantisce formazione inziale, assistenza continua.
In più non sono previsti fee di ingresso e royalties, così che il guadagno sarà tutto del negoziante affiliato senza doversi corrispondere percentuali o quote fisse al quartier generale.
L’appeal del brand, poi, fa si che lo svapatore si rivolga con fiducia allo Svapo Web Store avendone già abbondante conoscenza.
Un po' come dire, Svapo Web sta alla sigaretta elettronica come Chicco sta all’infanzia.

VUOI APRIRE UNO SVAPO WEB STORE E FARE PROFITTI IMMEDIATI? CONTATTACI

 

Nell’ambito delle attività di controllo dedicate, pianificate in sede di Comitato per l’Ordine e la Sicurezza Pubblica in Prefettura, sono stati posti in essere, nell’ultimo trimestre 2023, numerosi servizi specifici, su Roma e Provincia, dalla Polizia di Stato, dall’Arma dei Carabinieri, dalla Guardia di Finanza e dalla Direzione per il Lazio e l’Abruzzo dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, volti al controllo di esercizi commerciali denominati “Canapa shop” ai fini della verifica della conformità, rispetto ai dettami normativi vigenti, dei prodotti posti in vendita ai consumatori finali a base di Canapa Sativa L. – Hemp.
E’ questo l’incipit di una nota diramata dalle varie Istituzioni di cui sopra rispetto alla operazione condotta su vasta scala al fine di verificare il rispetto delle norme da parte delle attività che fanno vendita della particolare tipologia di prodotto.

In tale ottica, è ulteriormente esposto, le attività si sono concentrate sulla verifica delle corrette autorizzazioni amministrative che gli esercizi commerciali devono avere per confezionare e successivamente vendere i prodotti e sulla giusta etichettatura, apposta su quest’ultimi, la quale deve essere conforme, dapprima, a quanto stabilito dall’articolo 6 del Decreto legislativo 206/2005 (Codice del Consumo), e agli articoli 7 e 9 del medesimo decreto.
Su circa trenta esercizi controllati venticinque commercializzavano prodotti senza avere la corretta autorizzazione al confezionamento e, inoltre, le etichette apposte non avevano i requisiti minimi previsti dall’articolo 6 del Decreto legislativo 206/2005, per tale motivazione, infatti, sono state comminate sanzioni amministrative per circa ventisette mila euro; in un caso è stata contestata la coltivazione abusiva di quarantaquattro piante di canapa, presenti all’interno di un esercizio commerciale, con relativa denuncia all’Autorità Giudiziaria competente per territorio.
Negli esercizi sottoposti a verifica in totale sono stati sequestrati 70 chilogrammi di canapa sativa L. – Hemp in quanto l’etichettatura non era conforme.

L’Agenzia, vista l’etichettatura insufficiente, nell’ottica di garantire la massima sicurezza ai consumatori, ha proceduto al campionamento della merce messa in vendita, per lo più infiorescenze, le cui analisi chimiche, condotte dal Laboratorio chimico dell’ADM di Roma, hanno rilevato la presenza di sostanze chimiche presenti nella tabella 1 del DPR 309/90, testo unico delle leggi in materia di disciplina degli stupefacenti e sostanze psicotrope, superiori ai limiti consentiti e, per tale motivazione, sono stati denunciati, all’Autorità Giudiziaria competente per territorio, otto soggetti per violazione dell’articolo 73 del DPR 309/90.
In ultimo si rappresenta che in sei esercizi erano in vendita prodotti liquidi da inalazione senza il previsto contrassegno di legittimazione, che prevede la dicitura “Monopolio Fiscale”, pertanto, infatti, è stato contestato, dall’Agenzia, il reato di contrabbando con la comminazione di sanzioni per 10.000 euro, è stato disposto il sequestro dei prodotti ed è stata applicata la sanzione accessoria della chiusura dell’esercizio per cinque giorni.
L’attività congiunta posta in essere – prosegue e conclude la nota congiunta - rappresenta un esempio di corretta e giusta sinergia tra le Istituzioni che ha come obiettivo principale la salvaguardia della sicurezza dei cittadini e dei consumatori”.

Nuova operazione di contrasto al traffico di sigarette di contrabbando.
E’ quella che è stata portata a termine da personale dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli in uno a quello del Comando provinciale di Venezia della Guardia di Finanza.
Circa 1.360 chilogrammi di tabacchi lavorati esteri, nel dettaglio operativo, sono stati sequestrati presso il Terminal del Porto di Fusina, scalo marittimo ricadente nel territorio della Città metropolitana di Venezia.
Il carico, riferisce nota rilasciata dall’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli attraverso il portale istituzionale, è stato trovato all’interno di un autoarticolato con targa tedesca sbarcato da una motonave proveniente dalla Turchia.
Il grosso mezzo, che aveva transitato per la Grecia, secondo i piani di viaggio, avrebbe dovuto proseguire verso la Spagna se non fosse stato intercettato dagli operanti in servizio di dogana.
I tabacchi, si apprende, erano occultati da un carico di copertura di apparecchi da telefonia – anch’essi rivelatisi poi essere non a norma.
Le bionde di fabbricazione straniera sono stati sottoposti a sequestro come da indicazione dell’Autorità Giudiziaria.
Ancora una volta si conferma la circolazione sul territorio nazionale delle cosiddette bionde di contrabbando; Ed ancora una volta si conferma l’operatività dell’asse Adm-Gdf volto al comune contrasto di fenomeni legati al mercato nero.
Una collaborazione che si è conclamata in tanto di protocollo d’intesa stipulato a Roma tra i vertici dell’Agenzia e delle Fiamme gialle e che, successivamente, si era andato a declinare anche sul territorio con accordi che sono stati ribaditi su scala locale dai rispettivi vertici.
Un accordo, ancora, che in talune circostanze si è andato a tradurre nella costituzione di veri e propri uffici misti formati, appunto, da personale delle due Istituzioni posti a lavorare gomito a gomito.
Ciò facendo si che si ottimizzino i risultati, sfruttando le specifiche “specialità”, evitando sovrapposizioni e ordinando al meglio il lavoro.

Aprire un negozio in franchising di sigarette elettroniche e farlo con Svapo Web diventerà ancor di più, a breve, un investimento di successo.
Alla risaputa forza del brand arancione, infatti, che da dodici anni – ovvero dagli albori del settore in Italia – è leader nel mondo dello svapo, si aggiunge una importante novità normativa introdotta dal Parlamento italiano e che diventerà efficace nei prossimi mesi.
Il riferimento è in particolare all'emendamento approvato in estate che andrà a limitare fortemente il mercato dell’on line.
In primo luogo non sarà più possibile acquistare attraverso i canali del web prodotti a base di nicotina i quali potranno essere reperiti esclusivamente presso gli Store di settore.
Ed anche i prodotti che non sono a base di nicotina e l’hardware non potranno più giungere a domicilio del compratore: nel momento in cui si completerà l’acquisto su una qualsivoglia piattaforma on line, infatti, bisognerà indicare un negozio o un Tabacchi dove recarsi a ritirare la merce con gli esercizi menzionati che, in pratica, fungeranno da “hub” stile Amazon.
Tutto questo per attivare, come da volontà del legislatore, una forma di controllo maggiore e scongiurare il rischio che i minori possano acquistare prodotti dello svapo tramite il web – magari dopo aver sottratto con destrezza la tessera sanitaria a mamma e papà.
Con l’acquisto “face to face”, in effetti, ammesso che non si sia al cospetto di un venditore “distratto”, i minori troveranno certamente maggiore difficoltà nel fare determinati acquisti che sono a loro preclusi dalla normativa vigente.
I negozi di sigarette elettroniche, quindi, in tutto questo meccanismo, vedranno inevitabilmente aumentato il loro business, accresciuto notevolmente il loro potenziale. 
Perchè tutto il mercato della sigaretta italiana passerà attraverso di loro. 
Un pò come se, ipotesi fantasiosa, non fosse più possibile acquistare on line capi d'abbigliamento e quest'ultimi potessero essere reperiti solo nei negozi fisici.
I cui proprietari farebbero salti carpiati di gioia.
Ebbene, tornando a noi: si capirà perchè aprire un negozio in franchising di sigarette elettroniche, in questo momento storico, diventa ancor di più una opzione allettante. 
Aprire uno Svapo Web Store, in particolare: il brand fondato da Bove, infatti, è il franchising di sigarette elettroniche più strutturato in Italia: è stato già scelto da 240 imprenditori, in appena quattro anni e mezzo, in tutta Italia. 
Ha una solida struttura alle spalle che accompagna l'affiliato in tutte le fasi. 
Con risultati che, in termini di profitti, sono da subito consistenti. 
VUOI APRIRE UNO SVAPO WEB STORE? CONTATTA IL TEAM FRANCHISING SVAPO WEB

È partito a Roma e Milano Recycle-Cig, il circuito organizzato di raccolta delle sigarette elettroniche esauste che coinvolge le tabaccherie cittadine.
Ideato e realizzato da Logista Italia in collaborazione con Federazione Italiana Tabaccai (FIT), e sancito da un Accordo di Programma con il Ministero dell’Ambiente, il progetto ha coinvolto attivamente il Centro di Coordinamento Raee con l’obiettivo di organizzare la raccolta differenziata di sigarette elettroniche monouso e dispositivi ricaricabili giunti a fine ciclo di vita.
Nelle due aree pilota sono già stati installati oltre 2.110 box presso le tabaccherie aderenti all’iniziativa, dove i consumatori possono inserire il dispositivo usato senza obbligo di acquistarne uno nuovo.
Nel dettaglio: a Roma sono già attivi 1.009 box (pari al 48% dei punti vendita serviti da Logista), mentre a Milano i raccoglitori installati sono 1.107 (pari al 50% dei punti vendita serviti da Logista).
Ad oggi, ben 25.000 rivendite a livello nazionale hanno già dato la propria adesione alla rete di raccolta Recycle-Cig e a breve riceveranno le box per il conferimento dei dispositivi elettronici destinati al riciclo.
L’obiettivo è di avviare gradualmente la raccolta su scala nazionale a partire dal mese di gennaio coinvolgendo la totalità delle tabaccherie.
I consumatori possono ora conferire in modo semplice e comodo questi piccoli Raee (Rifiuti da apparecchiature elettriche ed elettroniche) presso la propria tabaccheria di fiducia: si tratta di un esponenziale ampliamento dei punti di raccolta, senza obbligo di acquisto.
I punti vendita aderenti all’iniziativa sono facilmente individuabili attraverso la mappa interattiva dell’App Logista per te, che può essere scaricata gratuitamente da tutti gli store online e, per questa funzionalità, non è richiesta alcun tipo di registrazione.

A poche settimane dall’avvio dell’iniziativa abbiamo riscontri al di là delle attese, sia per quanto riguarda le adesioni delle rivendite, sia per il favore con cui il ritiro dei dispositivi è stato accolto dai consumatori di Roma e di Milano, dove, attraverso il nostro customer care, il sito e la App, stanno arrivando già le prime richiesta di ritiro di contenitori riempiti.
Il progetto rientra nel programma di sostenibilità che Logista sta integrando in tutte le proprie attività.

Recycle-Cig rappresenta un esempio concreto di filiera distributiva sostenibile e produrrà un sensibile contributo alla riduzione dell’impatto ambientale, con importanti effetti positivi anche da un punto di vista economico per la comunità”, ha commentato Federico Rella, Vice Presidente e Direttore Corporate Affairs di Logista Italia.

In Italia gli utilizzatori di sigarette elettroniche ricaricabili o monouso sono aumentati in modo rilevante negli ultimi anni.
L’uso dei dispositivi può essere calcolato sull’ordine di milioni, che a fine vita rischiano di creare problemi all’ambiente se non raccolti secondo i protocolli previsti per i rifiuti elettronici.
Logista calcola che per ogni milione di pezzi ritirati, possono essere recuperate 40 tonnellate di batterie, 36 tonnellate di plastica, 15 tonnellate di altri materiali, tra cui il prezioso alluminio.
Recycle-Cig, con la creazione di una rete di raccolta certificata in collaborazione con le associazioni di categoria, contribuisce a implementare un virtuoso modello di economia circolare e di evitare l’errato conferimento di rifiuti elettronici nella raccolta indifferenziata.
Dai box collocati nelle tabaccherie, i dispositivi raccolti saranno trasportati, e tracciati, nei depositi territoriali di Logista, che si occuperà della loro custodia e del conferimento finale ai soggetti autorizzati al recupero, grazie alla collaborazione con il Centro di Coordinamento Raee.
I consumatori potranno trovare la tabaccheria abilitata al ritiro più vicina attraverso la App Logista per te costantemente aggiornata.
da Logista

Sigarette elettroniche al Thc.
La moda pericolosa che continua a essere dura a morire.
E che è pericolosa per i giovani che le consumano e per il mercato legale dello svapo.
Un nuovo sequestro è quello che è stato praticato dagli uomini dell’Arma dei Carabinieri impegnati in attività di prevenzione generale del crimine sul territorio spezino.  
Insospettiti dai movimenti di un giovane – poi identificato con un 19enne della provincia di Bergamo – i militari hanno imposto l’alt alla vettura e, quindi, sottoposta a perquisizione l’auto del ragazzo, hanno rinvenuto all’interno di essa un ingente quantitativo di sostanze stupefacenti.
Ad essere stati rinvenuti sono stati circa 300 grammi di pericolose sostanze allucinogene, cinque pastiglie di ecstasy e svariati grammi di hashish e di marijuana.
Inoltre anche 170 sigarette elettroniche ritenute illecite in quanto caricate con del liquido avente all’interno un tasso di Thc non consentito dalla norma nazionale.
Il Thc, come ai più noto, è la sigla del delta-9-tetraidrocannabinolo, vale a dire uno dei maggiori e più noti principi attivi della cannabis e può essere considerato il capostipite della famiglia dei fitocannabinoidi.
Sono noti vari isomeri del THC, due dei quali presenti naturalmente nella cannabis.

La questione è da attenzionare.
Il Thc inalato rappresenta un pregiudizio per la salute di chi lo consuma.
E qui si fa presto a saltare al danno per l’intero settore, così come avvenne per il caso Evali che ebbe a detonare negli Stati Uniti d’America a fine estate 2019.
Negli States centinaia di persone finirono in una corsia di ospedale – e qualcuno passò anche a miglior vita – a causa di una infiammazione polmonare acuta causata dalla inalazione di quantitativi insostenibili di Thc.
Una questione di mercato nero, di contrabbando.
Ma i nemici dello svapo fecero presto a strumentalizzare la vicenda trasformando il tutto in un atto di accusa al settore legale.
Laddove poi emerse che la sigaretta elettronica nel suo uso lecito non ha mai causato danno alcuno a persona, né ha mai spedito chicchessia in una corsia d’ospedale.
Per la serie: la menzogna fa prima di arrivare, ma la verità prima o poi la raggiunge.
Nel frattempo, però, il danno è notevole.

Il 19enne è stato arrestato per spaccio di sostanze stupefacenti e trasferito in regime di domiciliari.

La Federazione nazionale dell’Ordine dei Biologi entra nel dibattito che, su ampio raggio, si sta sviluppando in tema di sigarette elettroniche.
E lo fa attraverso un comunicato stampa che di seguito integralmente riportiamo

“L’Organizzazione Mondiale della Sanità sta portando avanti una battaglia contro le sigarette elettroniche e contro l’industria del tabacco.
In una recente nota, l’OMS ha lanciato l’allarme sugli effetti negativi sulla salute che comporta l’utilizzo di questi prodotti.
Ciò che desta maggior preoccupazione è l’autorizzazione al mercato aperto in numerosi Paesi, senza nessuna distinzione anagrafica, tant’è che le sigarette elettroniche sono particolarmente in voga anche tra i più giovani. Tedros Adhanom Ghebreyesus, direttore generale dell’istituto dell’Oms, ha provato a sollevare il problema facendo un appello:
“Esorto i Paesi ad attuare misure rigorose per impedirne il consumo e proteggere i propri cittadini, in particolare i bambini e i giovani”. Già, perché i rischi sono soprattutto per i più piccoli: “I bambini vengono coinvolti e irretiti sin dalla tenera età dall’utilizzo le sigarette elettroniche e potrebbero diventare dipendenti dalla nicotina” continua Ghebreyesus.
Questi prodotti, considerati dannosi, sono vietati soltanto in 34 Paesi mentre in 88 non è indicata neppure l’età minima per poterli acquistare, così come in 74 non sono previste restrizioni.
“Sebbene gli effetti sulla salute a lungo termine non siano pienamente compresi, è stato stabilito che generano sostanze tossiche, alcune delle quali sono note per causare il cancro e altre che aumentano il rischio di disturbi cardiaci e polmonari” fa sapere l’Oms”.

Fin qui la nota dell’Ordine professionale.
Aggiungiamo alcune considerazioni.
Gli stessi addetti ai lavori del mondo della sigaretta elettronica sostengono come lo svapo debba essere assolutamente precluso ai minori e come la e-cig debba essere suggerita esclusivamente ai fumatori che hanno necessità di un supporto per smettere di fumare.
Detto e premesso questo, però, sarebbe anche auspicabile tenere presente un dato che il più delle volte sfugge nelle varie analisi e che è quello relativo al minor danno legato al passaggio fumo-svapo.
Ovvero, molto semplicemente, nel momento in cui un soggetto riesce a smettere di fumare grazie allo svapo avrà certamente ridotto il danno a discapito della sua persona.
L’uso della sigaretta elettronica va pertanto inquadrato in questa ottica: non rapportandola alla condizione del non fumatore ma a quella del fumatore.
Minor danno, appunto.

Smettere di fumare e l’effetto collaterale del chiletto in più.
La Fondazione Veronesi ad esaminare la questione legata all’aumento ponderale cui è suscettibile tendenzialmente chi abbandona le bionde.
“Quando si smette di fumare l’aumento di peso è dato da un insieme di fattori”, espone la dottoressa Anna Villarini, specialista in Scienze dell’Alimentazione, attraverso le pagine web della Fondazione.
“Innanzitutto – prosegue la medesima - occorre considerare che la nicotina è un attivatore del metabolismo: aumenta il battito cardiaco, la frequenza di respirazione e molto altro, quindi attiva il metabolismo basale, ovvero il numero di chilocalorie che consumiamo in stato di riposo. Un fumatore, inoltre, per far passare un languorino tende ad accendere una sigaretta: la nicotina infatti ha un effetto anoressizzante che ci porta a mangiare di meno.
Nel momento in cui si smette di fumare, il metabolismo basale tende a ridursi, viene meno l’effetto anoressizzante della nicotina e siamo portati a mangiare di più per calmare quel senso di fame che prima con l’accensione di una sigaretta veniva placato”.
Sia chiaro: qualche chiletto in più guadagnato sono un compromesso che si potrebbe e dovrebbe accettare di buon grado a fronte dei vantaggi immensi per la salute connessi ad una eventuale smoking cessation.

La dottoressa Villarini, tuttavia, fornisce qualche consiglio per evitare anche il piccolo dazio del plus ponderale
“La strategia migliore non solo per contrastare il desiderio della sigaretta, ma anche per tenere sotto controllo il peso corporeo – fa presente– è quella di svolgere attività fisica.
Sarebbe sufficiente una mezz'ora di camminata a passo veloce tutti i giorni per andare a sostituire l’effetto anoressizzante della nicotina e contrastare il rallentamento del metabolismo basale.
Inoltre, l’attività fisica contribuisce a rilasciare i cosiddetti ormoni della felicità come le endorfine e la dopamina che favoriscono la sensazione di benessere e riducono ansia e stress che possono derivare dallo stop al fumo.

Adottando fin da subito questo semplice consiglio, possiamo tenere sotto controllo l’aumento di peso che, altrimenti – la chiusura - potrebbe continuare fino a un anno dopo aver fumato l’ultima sigaretta”.

Ben ventotto.
Tanti sono gli Svapo Web Store che hanno inaugurato nel corso dell’anno 2023, da Nord a Sud, rinforzando ulteriormente la presenza sul territorio nazionale del Franchising creato e guidato dall’imprenditore sannita Arcangelo Bove.
Si chiude un altro anno denso di risultati per Svapo Web, il brand numero uno in Italia nel cosmo della sigaretta elettronica.
Meridione e Settentrione – isole comprese – ad essere state interessate dallo start di nuovi Svapo Web Store che si sono registrati sia nelle grandi città del Nord (come Milano, Trieste, Novara, Udine, Treviso) che in Centri più piccoli del Sud Italia – si veda Paternò, in Sicilia, Candiolo nella provincia di Lecce, in Puglia, e Pianura, realtà della Città metropolitana di Napoli.
Prova, questa, di come uno Svapo Web Store abbia le potenzialità per andare bene, anzi benissimo, ovunque.
Ed in tal senso il supporto del team Franchising Svapo Web sarà fondamentale per supportare l’imprenditore nella ricerca di soluzioni ponderate e che siano le più ottimali possibili – in relazione a location e ulteriori aspetti.

In qualche caso, ancora, si tratta di seconde aperture da parte di stessi imprenditori, ovvero di aperture poste in essere da persone che già erano proprietarie di un primo Svapo Web Store e che, attesi i brillanti risultati colti, hanno deciso di rinnovare l’investimento con Svapo Web decidendo di aprire ancora una volta un negozio in franchising con il brand di Bove.
Numeri importanti quelli con i quali Svapo Web mette in archivio il 2023.
Ed i presupposti in vista del nuovo anno sono assolutamente rosei: diverse decine i contratti di affiliazione già chiusi e che nelle prossime settimane e nei prossimi mesi si andranno a tradurre nel taglio del nastro di nuovi Svapo Web Store.
Vuoi aprire un negozio in Franchising con Svapo Web? Contattaci!

Il fumo è il principale fattore di rischio per la salute a livello mondiale. 
E oltre ad essere una piaga mortale è anche una piaga economica con un impatto fortissimo in termini economici. 
Nonostante i progressi nelle politiche di contrasto, il fumo continua a rappresentare una sfida significativa per la salute pubblica ed un tema di interesse globale.
Una imponente letteratura scientifica ha ormai dimostrato tangibilmente che le sigarette elettroniche e tutti gli strumenti privi di combustione, possono ridurre il danno fumo correlato fino al 95% rispetto al fumo di sigaretta convenzionale. 

Ma da dove ha avuto inizio questo filone di ricerca?

In pochi sanno che il primo e più importante studio fatto su una sigaretta elettronica è nato proprio a Catania dieci anni fa, quando nel Centro Antifumo del Policlinico Vittorio Emanuele di Catania il gruppo di ricerca guidato dal professore Riccardo Polosa dell’Università di Catania decise di valutare l’utilizzo delle sigarette elettroniche su un campione di fumatori che stavano iniziando un percorso di cessazione.
Fu proprio allora che Polosa, insieme al professore Pasquale Caponnetto, intuirono le potenzialità dello strumento e la validità dei protocolli di ricerca. 

Nell’estate del 2013, dopo due anni tra arruolamenti e follow-up, vede la luce il primo studio randomizzato controllato sulla sigaretta elettronica, lo studio Eclat
Uno studio epocale che forniva per la prima volta l’evidenza che la sigaretta elettronica poteva aiutare a smettere di fumare, anche in coloro che non avevano nessuna voglia di smettere.

Lo studio Eclat diventa successivamente fonte di ispirazione per ricercatori di mezzo mondo.
Già allora, nonostante le limitazioni tecniche dei prodotti da svapo di quel periodo, lo studio dimostrò che alla 52esima settimana, l’8,7% dei fumatori che utilizzavano la sigaretta elettronica smetteva di fumare, laddove il 10.3% riduceva il consumo di sigarette tradizionali di almeno il 50%. Inoltre, il 73,1% di chi aveva smesso, non risultava utilizzare nemmeno la sigaretta elettronica a fine studio. 

Anche se questi dati oggi potrebbero apparire modesti, è un dato di fatto che lo studio Eclat sia stato precursore di un filone di ricerca che oggi vede impegnati migliaia di ricercatori in tutto il mondo, segnando un significativo cambio di rotta nella scienza della Riduzione del Danno

Negli anni, i prodotti senza combustione sono cambiati sia nella forma, sia nel contenuto ma l’obiettivo è rimasto lo stesso: rendere l’esperienza simile a quella del fumo ma cercando di ridurre al massimo i contenuti più dannosi, in primis gli effetti generati dalla combustione. ​Oggi la revisione della letteratura di Cochrane – che incorpora anche lo studio ECLAT – conferma quanto veniva affermato a Catania già dieci anni fa: le sigarette elettroniche sono efficaci nella lotta al fumo. 
In occasione dei 10 anni da questo primo traguardo scientifico, oggi lo studio Eclat pubblicato su PlosOne conta più di 100.000 visualizzazioni. 

Se vogliamo cancellare definitivamente la storia del fumo - ha commentato il Professore Polosa - dobbiamo continuare con la ricerca, incentivando l’innovazione continua e gli studi di valutazione.
La riduzione del danno può e sta già salvando milioni di vite.
La strada è quella giusta e va percorsa sino alla fine


da Coehar