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Posso utilizzare la sigaretta elettronica mentre sono alla guida dell'automobile?
Rischierei forse una sanzione nel momento in cui venissi beccato dalle Forze dell'Ordine?
La risposta, da un profilo strettamente giuridico, è no: se anche Polizia, Carabinieri o chicchessia ci beccasse, mentre si conduce l'auto, con la e-cig in mano, non si incorrerebbe in multa alcuna.
Sia se si stesse semplicemente svapando sia se si stesse armeggiando con i tasti del dispositivo.
Questo perchè nessun articolo del Codice della Strada disciplina il caso-sigaretta elettronica e perchè nè si può estendere alla fattispecie della e-cig quanto previsto all'articolo 173 dello stesso Codice laddove si precisa come sia vietato fare uso durante la marcia esclusivamente di "apparecchi radiofonici".
Ed i prodotti dello svapo non rientrano, neppure applicandovi l'interpretazione più fantasiosa ed ampia, in questa definizione.
Del resto, sia chiaro, rispetto ad un profilo della sicurezza alla guida, il Codice della Strada tace anche sulla sigaretta classica.
La sigaretta classica è vietata nel suo utilizzo in auto solo per un discorso di tutela della pubblica salute.
E la fonte non è il Codice della Strada, che della questione si disinteressa. 
E' Decreto legislativo del 2016 a proibire a chiunque di fumare nell'abitacolo, anche ad un passeggero, anche se si è a motore spento, nel momento in cui all'interno della vettura vi siano una donna in evidente stato di gravidanza o un bambino di età inferiore a sei anni.
Libertà di fumare per tutti, invece, anche al guidatore, nel momento in cui in auto non vi sia una di queste fasce, per così dire, "protette".
La "ratio", quindi, non è quella della sicurezza alla guida.
Tornando allo svapare in auto, però, si precisa anche come se è vero che non si rischi multa alcuna, è anche vero come qualsiasi condotta che distragga dalla strada dovrebbe essere bandita dal guidatore.
Che sia un telefonino, un pc, un dispositivo e-cig.
Quando si conduce l'automobile, bisogna dedicarsi solo a quello.
Prima ancora che una questione di leggi e leggine, quindi, una di buon senso.

Quota duecento è sempre più vicina.
Prosegue la marcia trionfale del franchising Svapoweb, marchio leader nella commercializzazione di sigarette elettroniche e di e-liquid fondato e guidato dall’imprenditore sannita Arcangelo Bove.
Centonovantuno gli “store” che fanno parte della catena “arancione”: una galoppata disegnata in appena due anni dallo “start” del percorso affiliazione.
Santa Maria a Vico, Formia, Udine, Modena, Genova Bolzaneto, Sestri Ponente, Monfalcone, Mugnano di Napoli, Pescara Centro, Bollate, Lodi;
Ed ancora Legnano, Massa, Mira, Fidenza, Ferrara, Passignano sul Trasimeno, Bologna Centro.

BOVE “DIFFUSIONE SUL TERRITORIO OMEGENEA E CAPILLARE”
Sono queste le cittadine che, nelle ultime settimane, hanno detto “si” al marchio e che si coloreranno dell’arancione aziendale ponendosi come riferimento per gli svapatori dei rispettivi comprensori.
“La soddisfazione è tanta – commenta il Ceo Svapoweb, Arcangelo Bove – Ancora una volta sottolineo il grande lavoro posto in essere dalla squadra franchising composta da Roberta Siciliano, Salvatore Caroleo ed Antonio Esposito.
La diffusione sul territorio nazionale è capillare ed omogenea, senza distinguo in termini di densità tra Nord e Sud.
Non vi è una zona dove entriamo meglio o peggio: l’appeal della nostra proposta è omogeneo dal momento che esso abbina qualità, convenienza e professionalità.
Quota duecento store è sempre più vicina ma anche questo rappresenterà un ulteriore punto di partenza.
Il percorso continuerà ancora in modo più convinto”.

I PASSI AVANTI DI ADM
Una riflessione viene da Bove anche con riguardo al momento “storico” che sembra essere di più serena prospettiva per il settore vaping
“Nonostante vi siano ancora resistenze, a livello di Istituzioni sanitarie nazionali ed europee rispetto al concetto del minor danno da fumo, abbiamo assistito negli ultimi mesi agli importanti passi avanti di Adm ed anche ad un passo indietro, quanto alla politica delle accise, rispetto alla scorsa legge di Bilancio. Vi è, tuttavia, ancora da lavorare“
Una storia di successo aziendale scritta, con riferimento agli ultimi 24 mesi, in quasi totale coincidenza con la crisi pandemica.
Un dato, questo, che è eloquente rispetto alle immense potenzialità di ulteriore crescita del “brand” Svapoweb

Sui treni si può utilizzare la sigaretta elettronica?
Ogni svapatore, prima o poi, si è trovato nella “condizione” di doversi porre il quesito.
Tra voci e notizie spesso contrastanti, cerchiamo di mettere ordine.
In primo luogo va posta una premessa: la legge non vieta, in via generale, di fare utilizzo della "elettronica" sui treni.
Il divieto, invece, sussiste con riguardo alle "bionde”: fu la “Sirchia”, si ricorda, a varare il particolare “ban” considerandosi, giustamente, per quello che è, un mezzo di locomozione quale un treno come luogo pubblico al chiuso.
La stessa Sichia, però, vigente dal 10 Gennaio 2005, non contempla la fattispecie della “elettronica” nè avrebbe potuto farlo dal momento che, in quel momento, il particolare dispositivo
non era ancora in circolazione nel mercato.

LE AZIENDE DI TRASPORTO SU FERRO ITALIANE DICONO DI NO
Secondo diritto, invece, e nel dettaglio il forza al decreto 104/2013, è fatto di divieto di usare la e-cig negli ambienti al chiuso di Istituti scolastici, ivi comprese le sezioni afferenti Centri per l’impiego, Centri di formazione professionale e Istituti di pena per minori.
La normativa statale, come detto, nulla dice alla possibilità di svapare a bordo.
Resta, tuttavia, libertà e discrezionalità delle varie aziende quella di vietare o dire si all’uso della e-cig e, purtroppo per gli svapatori, le varie aziende di trasporto su ferro sono compatte nel dire no all’uso di essa all’interno di vagoni, corridoi e quant’altro spazio insistente nel convoglio.
Non rientra, invece, nella discrezionalità della singola azienda proibire - o no - il fumo delle “bionde” il cui “ban” è posto dalla legge dello Stato.
Niente sigaretta elettronica, quindi, per una "ratio" che sembra essere da ricondurre al fatto che il vapore, in particolare considerandosi l’ambiente privo di areazione, potrebbe recare fastidio a chi svapatore non è.

SE TI BECCANO A SVAPARE? NESSUNA SANZIONE
E se si viene beccati mentre si tira qualche boccata di e-cig?
Certamente non si rischia sanzione alcuna nè tanto meno quella richiamata dai cartelli “vietato fumare”, quelli classici bianchi e rossi che da anni si rinvengono nei luoghi pubblichi (non “open air”) e che
sono collegati alla già menzionata “Sirchia”; Si verrà semplicemente invitati a spegnere il dispositivo.
Per il resto, una ulteriore nota va fatta circa la semplice detenzione in bagaglio (senza utilizzo) di liquidi e dispositivi.
Sui convogli, differentemente a quanto avviene con riguardo agli aerei, non v'è alcuna limitazione in tal senso.

E' consentito fare uso delle sigarette elettroniche a bordo delle navi da crociera?
La domanda torna di attualità quando si affaccia il periodo vacanziero per eccellenza, quello estivo.
Cosa dicono, al riguardo, Royal Caribbean, Costa ed Msc ovvero le principali flotte presenti sul mercato nazionale?
La regola generale, da premessa, dice che sulle navi non si può svapare: ciascuna compagnia, però, al fine di non creare eccessivo disagio a questa tipologia di consumatori, prevede zone "franche, per così dire, dove ci si può concedere una boccata di vapore.

SOLO LA COSTA CONSENTE SVAPARE IN CABINA
Una importante differenza, tra una Azienda e l'altra, si presenta chiara: mentre nelle cabine di Costa è sempre permessa la e-cig (ma non fumare), ciò non è consentito in quelle di Royal Caribbean e di Msc.
Sempre con riferimento a Costa, ancora, si da l'opportunità di concedersi una e-cig anche in spazi comuni indicati come “Cigar Lounge”.
Royal Caribbean, invece, pratica una equiparazione praticamente omogenea tra fumo e svapo: accendersi una bionda o svapare è permesso solo in specifici punti identificati come “Area fumatori”.
Sigaretta come sigaretta elettronica, proseguendo, anche sulle imbarcazioni Msc.
“In conformità con gli standard adottati in tutto il mondo – viene fatto presente nell'area faq del sito web Msc – le aree fumatori sono limitate e sono indicate da apposita segnaletica e posacenere.
Non è possibile fumare (incluse sigarette elettroniche) in cabina, sui balconi e ovunque non sia chiaramente segnalato e contraddistinto da posacenere”.

ATTENZIONE ANCHE ALLE ESCURSIONI!
Altro discorso è quello che riguarda le escursioni a terra.
Fino a quando si resta sulla nave, infatti, si applica la legge nazionale dello Stato di cui la nave batte bandiera.
Nel momento in cui si sbarca e si mette piede a terra, le norme da applicarsi divengono quelle della Nazione ospitante.
E qui si apre tutto un altro mondo. Spulciando i "www" delle varie Compagnie, tuttavia, si fa presente – da parte di Costa Crociere – solo del caso Thailandia precisandosi come in quel territorio sia “severamente vietato introdurre e-cig”.
Con sanzioni che, “nei casi più gravi”, è pure esposto, possono contemplare anche l’arresto.
Ovviamente il caldo suggerimento, quando ci si reca in un Paese straniero, anche se solo per mettervi piedi per una escursione durante una crociera, è quella di informarsi rispetto alla possibilità di poter detenere/fare uso della e-cig

 

 

Il primo “punto” nella “storia” del franchising Svapoweb.
Ed ora si raddoppia.
Arriva da Cosenza la vicenda di Pasquale Renda e di Alessandro Sacchi, titolari dell’esercizio che è riferimento per gli svapatori della cittadina calabrese e per gli “utenti” dei paesi limitrofi.
Il primo mattone, come detto, ad essere stato collocato nel progetto di capillarizzazione sul territorio nazionale e che ha condotto l’Azienda arancione guidata dal Ceo Arcangelo Bove ad un passo dal traguardo dei 200 negozi nello Stivale.
Siamo nel settore del vaping da nove anni – evidenzia il duo Renda-Sacchi – Poi siamo entrati, nel Luglio 2019, nel circuito Svapoweb.
E’ un’azienda che ci ha offerto opportunità decisamente importanti e che già conoscevamo, già prima di aderire al discorso dell’affiliazione, dal momento che ci fornivamo presso il web store.
Un valore aggiunto fondamentale per la nostra attività”.

“TANTISSIMI FUMATORI SI RIVOLGONO A NOI PER SMETTERE”
C’è un dato rilevante che sottolineano gli amici cosentini
“La tipologia di clientela che frequenta il nostro esercizio?
Siamo in grado di dire – fanno presente i due imprenditori – come ogni giorno, praticamente, entrino nel nostro negozio fumatori che ci chiedono di smettere di fumare con la sigaretta elettronica.
Noi li affiancheremo con la nostra consulenza, ovviamente, orientandoli nelle scelte”.
La e-cig, quindi, vista dal consumatore come uno strumento valido per dire addio alla dipendenza.
Ed i risultati sono assolutamente confortanti.
Possiamo dire che più della metà di quanti, utilizzatori di “bionde”, “sposano” la sigaretta elettronica, riescono effettivamente a staccarsi definitivamente dal fumo”.

IL PROGETTO SI ALLARGA CON ANNA CARNEVALE
I liquidi che aiutano maggiormente in questo percorso? – proseguono i due – Certamente Pablito e Frank”.
Intanto si fa bis.
L’esperienza positiva di Cosenza ha portato ad intraprendere un nuovo percorso che si sostanzierà nella nascita dello Svapoweb Store Rende, nella provincia cosentina, con l’ingresso del nuovo socio Anna Carnevale.
Passaggio, quello del nuovo taglio del nastro, che è chiara “spia” di un appeal nel mercato certamente significativo.
In ultimo – concludono Renda e Sacchi – vogliamo ringraziare il Ceo Arcangelo Bove e tutta la rete aziendale che ci sopporta e supporta con puntualità e professionalità”

Vogliono dire addio alle sigarette ma, nonostante i tentativi, non riescono.
E' il popolo di quanti si ritrovano nell'incomoda situazione di essere consapevoli del danno fumo correlato e, in quanto tali, desiderosi di sottrarsi alla dipendenza; Ma che, ahiloro, restano imbrigliati nella rete di pacchetti ed accendini.
Sono circa 15 milioni i connazionali fumatori, equivalenti a circa un quarto dell'intera popolazione: ben il 36% di essi, su per giù 5,4 milioni di persone, ha tentato di smarcarsi dalle bionde ma solo 1,4 milioni di essi ha centrato l'obiettivo tanto agognato.
Questo il bicchiere (poco) pieno.
Ma v'è anche l'altra parte del bicchiere (molto) vuoto.
Quella data da ben 4.000.000 di italiani (lo scriviamo a numero, che fa più impatto) che hanno cercato di dire addio al tabacco ma vanamente.
E questo, come prima detto, è avvenuto nella sola fascia di indagine 2014-2019.
Un esercito di persone che voleva ma non ha potuto.
Come si sono gestiti costoro nel mancato percorso di smoking cessation?
Qualcuno li ha consigliati o guidati? Si è trattato di un sanitario, del cugino, di un post sui social?
Con quale strumento hanno pensato di cogliere il risultato?
Questi ed altri mille quesiti andrebbero posti per passare ai raggi x il problema.
Per capire come ottimizzare una "volontà" di smettere che obiettivamente c'è ma che si disperde per motivazioni che vanno individuate per amore del bene supremo della pubblica salute.
Intanto, merita anche riflessione il fatto che, rispetto alla precedente osservazione - che era quella 2011-2014 - si è avuto un calo nei tentativi - allora ci aveva provato il 38,4 percentuale degli "smokers".
Anche questo aspetto merita un ragionamento.
Intanto lo strumento ufficiale, istituzionale di cui disponiamo in ottica di smoking cessation, ovvero i Centri antifumo, sono palesemente in affanno rispetto alla mole di potenziali utenti: appena 10.000 quanti all'anno vengono ospitati nei quasi 290 riferimenti sparsi sul territorio nazionale - a fronte, come detto, di una massa di - su per giù - 15 milioni di consumatori delle classiche.
E' come se si armasse un esercito di una fionda.

L'emergenza Covid colpisce inevitabilmente anche il settore svapo.
In questa chiave si può leggere il dato Adm che certifica come, al 30 Giugno del corrente anno, si sia registrato un calo di esercizi "autorizzati" alla vendita di prodotti del vaping quantificato nella misura del 4,85% rispetto al 31 Dicembre 2020.
Per l'esattezza 2616 come risultanti all'ultimo giorno dell'anno precedente contro i 2489 di cui ora.
La Regione che presenta una maggiore densità di attività (più alto numero rispetto alla popolazione residente) è l’Abruzzo (76 store) che corrispondono ad un rapporto di 1:17.263 residenti.
A seguire Marche (82), pari a 1:18.309; Campania (291), 1:19.938; Lazio (257), 1:20.508; Sicilia (232), 1:20.865; Veneto (223), 1:21.759; Puglia (178), 1:22.061; Piemonte (190), 1:22.490; Lombardia (1:22.675) Friuli Venezia Giulia (53), 1:22.617; Toscana (145), 1:25.298; Calabria (72), 1:27.041.
Proseguendo nella particolare classifica Sardegna (59), 1:27.088; Basilicata (20), 1:27.378; Liguria (48), 1:31.454; Umbria (24), 1:36.042; Trentino Alto Adige (28), 1:38.516.
Verso la coda della graduatoria, con una minore “concentrazione” di negozi dediti alla vendita di prodotti da svapo, sono Emilia Romagna (112 esercizi equivalenti ad una proporzione di 1:39.692), Valle D’Aosta (3), 1:41.298; Molise (7), 1:42.363.

Un situazione, tuttavia, quella del "calo" di punti vendita, che si inquadra, come detto, in un discorso più ampio di flessione del mercato connesso alle ben note vicende.
Un dramma trasversale che non risparmia alcun settore produttivo e che, anche all'interno del settore vaping, si coglie come omogeneo nelle varie zone dello Stivale.  
A questo calo degli store non corrisponde, tuttavia, una flessione nella popolazione-svapo: gli utilizzatori di e-cig, anche in Italia, continuano a lievitare.

Le tasse sugli e-liquid tornano al passato.
La Commissione Bilancio della Camera dei Deputati ha approvato, infatti, emendamento
Lega (Bellachioma, Borghi, Cattoi, Cestari, Comaroli, Frassini, Patassini, Paternoster).
che "abbatte" l'imposta a 0,42 centesimi sui flaconi da 10 ml. senza nicotina e a 0,84 per quelli con nicotina (il riferimento è sempre ai flaconi da 10 ml.).
Ora il testo va in aula per la definitiva approvazione.
Si ritorna, quindi, allo stato fiscale antecedente il disgraziato Dicembre 2020.
Attendendo la prossima legge di Bilancio
Come si ricorda, i salviniani avevano già tentato il blitz con emendamenti che erano stati presentati al Sostegni-bis, ma in quella circostanza - si trattava della Commissione Senato - l'istanze erano state considerate irricevibili.
La nuova tassazione decorrerà dal 1 Agosto 2021

Tabacco riscaldato, e-cig.
L’obbligo, l'iniziale step da porre in essere è quello che vive nel praticare una leale attività di informazione.
Lo precisa, raggiunta dalla nostra redazione, il deputato Angela Ianaro del Movimento Cinque Stelle.
La rappresentante di Palazzo Montecitorio ha preso parte, in settimana, nel suo ruolo di membro della Commissione Affari sociali, a “Un futuro senza fumo. Buone pratiche per una corretta comunicazione”, appuntamento promosso da Formiche e Philip Morris Italia nell'ottica di, come precisato dagli organizzatori, “stimolare il confronto tra i diversi attori presenti nel mondo del tabacco e nella comunità medica in merito alla necessità di informare sui prodotti senza combustione e di dotarsi di un codice di autoregolamentazione”.
La Ianaro fa un ragionamento tarato su principi di massima onestà.
La stessa non ha la “presunzione di affermare se queste alternative siano o meno efficaci in un discorso di cessazione del fumo”.
Semplicemente rivela come “sono realtà esistenti che non possono essere ignorate e che, pertanto, pretendono di essere disciplinate”.
“Nel momento in cui si diffondono innovazioni in qualunque campo – rappresenta la esponente pentastellata – le stesse devono essere “considerate” per il solo semplice fatto che esistono e che sono nella disponibilità del mercato.

“OBIETTIVO TUTELARE PUBBLICA SALUTE”
In questo caso – incalza la Onorevole – le innovazioni si pongono quali alternative alle sigarette, ci si confronta con tipologie quali “riscaldato” e sigarette elettroniche.
Sono novità che da tempo sono in uso e che vengono utilizzate anche dai più giovani, magari talvolta in maniera non pienamente consapevole.
Ebbene, il primo step da porre in essere in un’ottica di regolamentazione del settore è quello di praticare una giusta informazione”.
“Da docente di Farmacologia (la parlamentare è docente associato presso l’Università degli Studi di Napoli Federico II, n.d.r) conosco quali sono i danni determinati dalla pratica tabagista.
In tal senso, lo ribadisco, la prima e necessaria cosa da fare è quella di attivare una corretta e non parziale attività informativa anche perchè queste alternative, almeno questo è il mio sentore, continueranno nella loro crescita sul mercato.
Non si può pretendere di interloquire – prosegue la medesima – solo con quanti sono sulle stesse posizioni.
Per questo il ruolo della comunicazione leale è centrale, fondamentale.
Stabilire regole e farle conoscere al fine di non dare spazio a chi non opera in maniera adeguata.
Ci si deve confrontare - la conclusione - sempre tenendo presente che l’obiettivo comune deve essere quello della tutela della pubblica salute”.

Nuova nota Adm.
L'Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, attraverso circolare sottoscritta dal Direttore generale, Marcello Minenna, è intervenuta per chiarire rispetto alla questione data dal trasferimento in altra sede di Depositi fiscali già esistenti.
In sostanza, il vertice dell'Agenzia fiscale ha spiegato come, anche nel caso di spostamento in altro luogo, bisognerà attivare le medesime procedure che si produrrebbero in caso di prima autorizzazione.
"La determinazione direttoriale del 18 Marzo 2021 - così Adm nel chiarire la disciplina normativa della questione - emanata in attuazione dell’articolo 62-quater, comma 2, del decreto legislativo 26 Ottobre 1995, numero 504 e successive modificazioni, prevede, per l’istituzione e gestione dei depositi di prodotti liquidi da inalazione, un regime autorizzatorio preventivo rispetto all’inizio dell’attività da parte dei soggetti istanti, analogo a quello previsto per i depositi fiscali di tabacchi lavorati".
Di conseguenza, il soggetto autorizzato alla gestione di un deposito fiscale, qualora volesse trasferire la sede del deposito autorizzato, è tenuto a inoltrare, all’indirizzo Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo., apposita istanza di trasferimento nella quale dovrà indicare i dati dell’impianto come previsti dall’articolo 2, comma 1, della determinazione del 18 Marzo 2021, e allegare la planimetria della nuova sede come ai sensi del comma 3 del medesimo articolo.
In particolare, si evidenzia ancora nella circolare, si dovrà indicare il Comune, la via e il numero civico o la località in cui si intende trasferire il deposito, nonché le caratteristiche dei sistemi di sicurezza antintrusione dell'impianto, al fine dell’accertamento da parte dell’Agenzia dei requisiti pretesi sempre dall'articolo 2, comma 4, della determinazione del 18 Marzo di quest'anno.
Soltanto all’esito positivo della verifica tecnica, da effettuarsi entro 30 giorni dalla ricezione
dell’istanza a cura dell’Ufficio territorialmente competente, potrà essere emanato il
provvedimento autorizzatorio per la gestione del deposito presso la nuova sede.
Pertanto, i soggetti interessati potranno esercitare l’attività di gestione del deposito
nella nuova sede soltanto a seguito dell’autorizzazione da parte dell’Agenzia.
Si fa presente, peraltro, che a seguito di trasferimento in altra provincia verrà attribuito un
nuovo codice d’imposta.
Qualora la verifica tecnica abbia esito negativo, invece, verrà emanato il provvedimento di rigetto dell’istanza di trasferimento e il depositario potrà continuare ad esercitare l’attività nella sede autorizzata.
Per i depositi che avessero comunicato il trasferimento prima dell’emanazione della presente informativa e per i quali non siano stati effettuati i relativi sopralluoghi per la verifica tecnica prevista dalla suindicata normativa - ulteriore precisazione - "gli Uffici territorialmente competenti provvederanno, ove non l’avessero già fatto, ad effettuarla immediatamente al fine di verificare la sussistenza dei requisiti dell’impianto, trasmettendo il relativo verbale".
"In mancanza di tali requisiti - precisazione finale - ove i depositari abbiano già trasferito l’attività presso la nuova sede, saranno immediatamente avviati i procedimenti di revoca dell’autorizzazione ai sensi dell’articolo 2, comma 9, della citata determinazione direttoriale".