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La World Vaper Alliance approda a Milano.
E consegna una lettera al sindaco Sala.
Nella mattinata odierna Micheal Landl, Presidente del sodalizio che perora la causa del vaping, sta stazionando a Milano con il suo bus.
Il momento si inquadra nel contesto di una più ampia attività di sensibilizzazione che sta portando la WVA a toccare le principali capitali europee per raccogliere le testimonianza degli svapatori e sottoscrivere un appello da porre all'attenzione del Parlamento europeo: ovvero quello di riconoscere alla sigaretta elettronica, in via istituzionale, un ruolo centrale in ottica di strategie di smoking cessation.
Per questo motivo, come già raccontato dalla nostra testata, è stata lanciata la campagna “Beat Smoking”.
Una campagna che cammina sulle quattro ruote di un bus che sta gironzolando per l'Europa, raccogliendo testimonianze di chi è riuscito a sottrarsi alla dipendenza tabagista grazie al supporto del vaping.
Tutto ciò per costruire un messaggio da sottoporre all'attenzione del Parlamento europeo chiedendo ai suoi rappresentanti di considerare il valore di tale soluzione, non meritevole di essere boicottata o contrastata.
“La World Vapers’ Alliance – fa presente Landl – continua il suo percorso europeo di supporto allo svapo.
L’organizzazione girerà in diverse capitali con il suo Vape Bus per portare le voci di milioni di vapers al Parlamento europeo”.
Oggi, appunto, tappa lombarda con una delegazione che consegnerà una lettera al sindaco milanese chiedendo a questi di “prendere una posizione chiara a favore delle sigarette elettroniche, per salvare la vita a centinaia di milanesi che potrebbero così smettere di fumare”.
Quanto all'appuntamento milanese, si diceva, il Primo Cittadino Sala non ha ricevuto la delegazione, non è noto se per mancanza di volontà o per impegni pregressi. 
In ogni caso, non è chiaro se il problema a Milano si ponga o meno. 
Il regolamento sull'aria, infatti, fa riferimento esclusivamente al divieto di fumare e non di svapare e, come da informazioni che trapelano, le sanzioni degli agenti sono rivolte esclusivamente alle bionde.

nota stampa Adm

Roma, 24 agosto 2021 – Un’insegna recante lo stemma dello stato italiano e il logo dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli fuori agli esercizi di vendita di prodotti da inalazione e sigarette elettroniche.
A prevederla è una determinazione direttoriale di Adm, la numero 92923 RU del 29 Marzo 2021, che dispone alcune iniziative volte a un più ampio progetto di razionalizzazione del settore dei prodotti da fumo e di omogeneizzazione dei profili normativi con quelli attualmente vigenti per i tabacchi lavorati, con particolare riferimento all’imposizione fiscale nonché alle attività di gestione, monitoraggio e vigilanza dei soggetti coinvolti nella distribuzione e nella vendita.
L’insegna rappresenta lo strumento che con più immediatezza e con maggiore efficacia consente al consumatore non solo di distinguere la rete legale dalla rete illegale, ma altresì all’esercizio di potersi distinguere rispetto agli esercizi consimili che tuttavia non hanno richiesto l’autorizzazione alla vendita. L’insegna è anche un efficace strumento di controllo atteso che il numero ordinale, univocamente associato in via esclusiva all’esercizio autorizzato, consente alla stessa Agenzia di mappare l’intera rete, e quindi poter effettuare controlli mirati, anche in orari di chiusura degli esercizi.
Pertanto, i soggetti autorizzati a vendere liquidi da inalazione e sigarette elettroniche, ad eccezione di farmacie e parafarmacie (ovvero gli esercizi di vicinato autorizzati, che in Italia sono circa duemila), devono obbligatoriamente esporre l’insegna recante il numero
d’assegnazione, lo stemma dello Stato e il simbolo di Adm.
Sempre con determinazione direttoriale sono stati stabiliti, per gli esercizi di vicinato, le farmacie e le parafarmacie, le modalità e i requisiti per l'autorizzazione alla vendita e per l'approvvigionamento dei prodotti da inalazione senza combustione costituiti da sostanze liquide secondo i criteri di prevalenza, per gli esercizi di vicinato, dell'attività di vendita di tali prodotti rispetto agli altri beni ceduti e servizi prestati; a ciò si aggiunge l’obbligo di garantire il rispetto del divieto di vendita ai minori, il divieto di discriminazione tra i canali di approvvigionamento, nonché la necessaria presenza nel titolare dei medesimi requisiti soggettivi previsti per le rivendite generi di monopolio.
Nel pacchetto di norme propugnato da Adm, ai fini di deterrenza, vi è anche il potere di oscuramento dei siti internet che offrono prodotti liquidi da inalazione senza le prescritte autorizzazioni. Dalle attività ordinariamente condotte dall’Agenzia per la repressione degli illeciti e la lotta ai marchi falsificati e prodotti contraffatti emerge, specie nei settori ad alta lucratività, la notevole incidenza di fenomeni caratterizzati da rilevanti profili di rischio economico-sociale, connotati da un’intrinseca pericolosità, dovuta non soltanto alle implicazioni dannose sul mercato lecito e la fiscalità, ma anche alla loro non infrequente nocività per la salute umana e l’ambiente.
La previsione di meccanismi di avvertenza sui confezionamenti e di contrassegni di legittimazione è invece destinata a scoraggiare il commercio illecito di tali prodotti permettendo controlli mirati e maggiore facilità nell’identificazione dei prodotti di provenienza illecita, prevedendo inoltre una sanzione idonea ai comportamenti della specie.
Al fine di una comprensione della dinamica del fenomeno, per i liquidi da inalazione l’imposta dichiarata nel 2020 è di circa 16 milioni di euro annui, mentre nel primo semestre 2021 ammonta a circa 11 milioni di euro.
In tale settore, le misure introdotte si stimano poter consentire un notevole recupero di evasione su base annua, cui si aggiunge il possibile recupero dell’imposta di consumo derivante da controllo del traffico transfrontaliero, grazie alle misure approvate ed a quelle proposte da Adm anche nel settore dei prodotti accessori.

“Possiamo dire senza problemi, che il passaggio dalla “tradizionale” a quella elettronica è da considerarsi un primo passo avanti verso un miglioramento del proprio stile di vita”.
Questo si coglie da l’ “Angolo del diabetico”, “programma di supporto che", come viene esposto nella presentazione del portale, “fornisce le informazioni, gli strumenti e le risorse necessarie per aiutarti a gestire il diabete e prevenire le complicanze”.
Il sito web, che affronta a 360 gradi la problematica del diabete e che si pone come riferimento prezioso per gli internauti, esamina vari aspetti legati alla patologia non ultimo quello dato dal paziente fumatore.
Un fumatore, quello diabetico, che ha ancora più motivi - e decisamente più urgenti - rispetto ai "colleghi" tabagisti, per dire addio a pacchetti ed accendini.
La vasocostrizione determinata dal fumo, infatti, può aggravare la circolazione già pregiudicata dall'anomalo tasso di zuccheri nelle arterie.
Cosa suggerisce, quindi, per questa fattispecie di persone, "L'angolo del diabetico"?
Ebbene, il ragionamento è estremamente prudente e, comunque, rigidamente inquadrato in un discorso di minor danno - come giusto che sia.
Il principio generale è il seguente: (anche) il diabetico che non fuma non deve accostarsi alle e-cig ma questa possibilità deve essere riservata esclusivamente a colui il quale non riesce a smettere con i metodi tradizionali.
"Le informazioni non devono essere intese come un invito all’uso di queste sigarette, a maggior ragione se non si è mai fumato prima”, precisano i curatori del sito.
Che poi puntualizzano "Possiamo dire senza problemi che il passaggio dalla “tradizionale” a quella elettronica è da considerarsi un primo passo avanti verso un miglioramento del proprio stile di vita”.
Ed ancora "Lo svapo viene ad assumere un ruolo importante nelle politiche mirate alla riduzione del tabagismo"
Ovviamente, ricordano da "L'angolo del diabete", un eventuale passaggio alla e-cig deve essere medico-guidato e monitorato.
“Ad oggi, non risultano studi clinici con risultati concordi e sicuri sugli effetti che le sigarette elettroniche possono avere sui livelli di zucchero nel sangue.
Se un fumatore di sigarette convenzionali, con diabete, desidera iniziare ad utilizzare la e-cig, la prima cosa da misurare è il livello di zucchero prima e dopo il suo utilizzo.
In questo modo saprà controllare l’effetto del vapore sulla propria patologia.
Teoricamente, il vapore della e-sigaretta dovrebbe contenere sostanze molto meno tossiche di una sigaretta normale, quindi il danno dovrebbe essere sempre inferiore.
Tuttavia - la conclusione - non tutte le persone con il diabete hanno lo stesso grado di patologia, quindi è sempre meglio consultare il medico prima di iniziare”.

Fumare ai tavolini esterni di ristoranti e bar, una "pratica" alquanto comune che potrebbe divenire presto "illegale".
Ebbene si, perchè, secondo indiscrezioni, il Parlamento potrebbe ben presto prendere in carico l'imput di associazione Ideal, Istituto dei tumori e Fondazione Veronesi in ordine alla particolare proposta.
I tre soggetti, nel dettaglio, hanno lanciato una campagna denominata “Milano come New York: vietiamo il fumo fuori dai locali pubblici".
Una campagna, inizialmente posta all'attenzione del sindaco Sala, con la quale si chiede a questi di estendere anche alle aree esterne di bar e ristoranti, appunto, quel divieto di fumare all'aperto che il Primo Cittadino ha, con regolamento comunale, applicato a svariati luoghi quali parchi pubblici, fermate del bus ed impianti sportivi.
Ma non è tutto.
La "volontà" dei tre soggetti potrebbe, infatti, ben presto valicare lo stretto ambito di Milano ed approdare, come detto, all'attenzione delle Camere divenendo la sostanza di una vera e propria proposta di legge.
La Costituzione italiana, del resto, consente anche ad un solo membro di Senato o Camera dei Deputati di farsi promotori di una iniziativa legislativa.
Quanto al dettaglio della possibile norma, come detto, la stessa poggia su una motivazione di chiara ed evidente tutela della pubblica salute: sebbene in contesti "open air", infatti, i tavolini esterni di bar e ristoranti sono punti dove il fumo passivo può rappresentare disturbo e danno.
La distanza tra le sedute di differenti tavolini, infatti, è spesso ridotta, per ovvie questioni di spazio, e la nube espirata può viaggiare anche a diversi metri di distanza raggiungendo un incolpevole avventore non fumatore.
Già diverse metropoli internazionali - quali la già citata New York e Tokyo - hanno vietato di fumare in tali situazioni: divieti che preesistono all'era Covid e che, quindi, nascono prima dell'esigenza di tutelare dalla diffusione virale.
Quanto alle vicende nostrane, si resta alla finestra in attesa di "nuove": si ricorda come un precedente tentativo di vietare tale "pratica" all'aperto (il disegno di legge Auddino) sia rimasto impantanato nelle stanze del Senato senza mai decollare.
Si trattava, in quel caso, però, di una istanza molto più radicale - che riguardava anche le sigarette elettroniche - e che si rivolgeva, praticamente, a tutti i contesti pubblici all'aperto

Svapoweb, un super motore da duecento cavalli.
In anticipo rispetto alla scaletta di marcia “aziendale”, il “brand” arancione ha colto il traguardo dei 200 store.
Nelle ultime ore, infatti, sono giunti gli “annunci” rispetto alle prossime aperture di Feltre, in provincia di Belluno, delle siciliane Giarre ed Acireale, del secondo riferimento di Palermo nonché di quelle di Abbazia Pisani, in provincia di Padova, e di Caronno Pertusella, in provincia di Varese.
Ed, ancora, Roma Borghesiana, Latina e Gorizia.

TUTTO IN APPENA DUE ANNI
Un tripudio arancione, una parabola disegnata lungo due appassionanti ed avvincenti anni.
L’idea di avviare un progetto di negozi in franchising, infatti, era germogliata nei progetti di Arcangelo Bove – papà di Svapoweb – nel Giugno 2019.
Che ebbe l’ennesima, brillante intuizione: quella di estendere, cioè, il marketing allargandolo dalla dimensione on line a quella dei negozi “classici”, in strada.
Da Nord a Sud, quindi, la galoppata delle affiliazioni ha preso a divenire sempre più impetuosa.
Più forte della crisi pandemica che, appena sette mesi dopo – si era nel Gennaio 2020 – avrebbe risucchiato il mondo intero in una spirale di sofferenza socio-economico-sanitaria.

BOVE “SIGARETTA ELETTRONICA E’ SEMPRE PIU’ SVAPOWEB”
“Oggi salutiamo il 200esimo negozio a marchio Svapoweb – commenta il Ceo Arcangelo BoveDuecento negozi che in modo omogeneo, dal Settentrione al Meridione, hanno voluto legare il loro business, la loro immagine alla nostra azienda.
Convinti dalla qualità dei servizi offerti, dalla puntualità dall’assistenza, dalla concorrenza dei prezzi, dalla qualità dei prodotti trattati.
Siamo una realtà forte, in crescita e guardiamo con ancora più entusiasmo agli obiettivi nel medio e lungo termine.
Ovviamente, un riferimento meritorio – sottolinea ancora Bove – va alla squadra franchising composta dai tutor Salvatore Caroleo ed Antonio Esposito nonché dalla Coordinatrice Roberta Siciliano.
Siamo felici di…piacere, di raccogliere quotidianamente il consenso e l’apprezzamento dei tanti clienti che hanno come riferimento Svapoweb.
Perchè Svapoweb – ha concluso il giovane imprenditore sannita – è sempre più sinonimo in Italia di sigaretta elettronica

La felice notizia già era stata abbondantemente battuta dagli Organi di stampa.
Solo nella giornata del 28 Luglio, tuttavia, è comparsa traccia ufficiale sulla interfaccia web istituzionale dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli: con Direttoriale a firma del Direttore Marcello Minenna, infatti, l'agenzia fiscale ha provveduto a comunicare il dimezzamento delle imposte gravanti sui liquidi per sigarette elettroniche, con e senza nicotina, per quel che riguarda il periodo compreso tra il 1 Agosto 2021 ed il 31 Dicembre 2021.
Cosa resa possibile dalle previsioni dell’articolo 14-bis, comma 1 della legge 23 Luglio 2021, numero 106, di conversione, con modificazioni, del decreto legge 25 Maggio 2021, numero 73.

“Ai sensi dell’articolo 62-quater, comma 1-bis, del Decreto legislativo 26 ottobre 1995,
numero 504, e successive modificazioni – è rappresentato – sui prodotti liquidi da inalazione, contenenti o meno nicotina, esclusi quelli autorizzati all’immissione in commercio come medicinali ai sensi del decreto legislativo 24 aprile 2006, numero 219, e successive modificazioni, si applica, a decorrere dalla data di pubblicazione del presente provvedimento, l’imposta di consumo pari, rispettivamente, a € 0,086860 il millilitro e a € 0,043430 il millilitro“.

In questo arco temporale, quindi, fino cioè al 31 Dicembre del corrente anno, le aliquote viaggeranno al 10 e al 5 per cento (rispettivamente per i liquidi con e senza nicotina), per poi risalire al 20 e 15 per cento dal 1 Gennaio 2022 e al 25 e 20 per cento dal 1 Gennaio 2023.
Ciò sempre che non intervenga una ulteriore modifica alla legge di Bilancio

Una promozione a pieni voti.
Ed anche di più.
E’ quella che giunge dal Santone dello Svapo, al secolo Matteo Gallegati, “re” delle recensioni del vaping. Massiccia eco social, tra le altre anche 117.000 follower sulla sola piattaforma Instagram.
Il “Santone”, nello specifico, ha acceso i riflettori sulla linea “Innovation”, prodotto partorito da Azhad in collaborazione con Svapoweb.
Ed il parere del noto recensore è globalmente più che positivo, con punte ed estremi di vero entusiasmo.

DARK BARON MERITA ADDIRITTURA UN VENTI
“Landlord”, “Princess Cake”, “Gold of the brigant” e “Dark Baron”: un dieci pieno per le prime tre fragranze, il giudizio sintetico finale, un “venti”, addirittura, per l’ultimo dei quattro, “Dark Baron”. “Qua siamo a un livello successivo Qualcosa di fotonico”.
Il Santone plaude ad ogni aspetto della “creazione”, si complimenta con Svapoweb per la linea, plaude ad Azhad che “ha insegnato a fare tabacchi all’Italia ed al mondo”.
E plaude anche alle grafiche, “belle”.
Gold of the brigant, un “liquido da dieci”, entro il quale lo youtuber coglie “l’odore molto forte di pesca e leggermente il prosecco”, il tutto condito da una “nota di fondo al Virginia”.
Piace tanto al noto personaggio anche il “Landlord”, liquido che vede contendersi il primato delle percezioni tra il cetriolo ed il Latakia, “con la pera che resta nel sottofondo”.

PRINCESS CAKE, UNO DEI PIU’ BUONI MAI SVAPATO”
“E’ un liquido molto particolare, mostruoso nel senso positivo…Una esperienza di svapo molto singolare, con quel giusto grado di complessità che gli consente di continuare a farsi svapare”.
Per dirla breve, e come dice il Santone, un “liquido da meditazione”.
Il tasso di gradimento  non scema con “Princess cake”, e-liquid che è uno “dei più buoni mai svapato”.
Si sente molto l’odore del torrone, delle mandorle..faccio fatica a sentire il tabacco”, che garantisce comunque “robustezza” rispetto alla “dolcezza del torrone”.
“In flavour sarà qualcosa allucinante…”.
Una benedizione convinta, una griffe d’eccellenza.
E le ali pronte ad aprirsi per volare sul mercato.

In mezza giornata ho smesso di fumare. E fumavo “davvero”, non per scherzo”.
Luigi Tiberi Vipraio, titolare dello Svapoweb Store di Asolo, ci racconta la sua esperienza.
E del giorno in cui scoprì il mondo del vaping.
Dieci anni fa Luigi era un “signor fumatore”.
“Consumavo un pacchetto e mezzo di Marlboro rosse – ci confida l’imprenditore del trevigiano – E, attenzione, l’ho fatto per quarant’anni.
Un giorno, poi, provai una sigaretta elettronica, un giorno di, ormai, dieci anni fa.
Erano i “primordi” delle e-cig, non erano certo raffinate come quelle attuali, evolute.
Ebbene, quella prima boccata di vapore coincise con la fine della mia storia da fumatore”.
Un’esperienza positiva, quella di Tiberi Vipraio, un’esperienza che ha voluto trasferire alla sua clientela.

DA UN ANNO E MEZZO TITOLARE DELLO STORE SVAPOWEB
E si, la soddisfazione maggiore è quella che si ha nel vedere il cliente contento, felice di aver trovato una soluzione ad un problema.
Che è sanitario ma anche economico.
Non v’è dubbio, infatti – prosegue l’esercente – che chi fuma 30 o 40 sigarette al giorno, nel momento in cui passa alle “elettroniche”, andrà a godere di un beneficio indubbio dal punto di vista finanziario”.
Da un anno e mezzo al timone dello store Svapoweb di Asolo, in provincia di Treviso, suo “deb” quale imprenditore del vaping, Luigi è pronto già a raddoppiare.
E, forse, anche a piazzare un tris.
La mia clientela? Tanti fumatori che vogliono smettere e che, per la maggior parte, vi riescono.
Un bel giorno entrano, mi lasciano il pacchetto di sigarette sul bancone e vanno via.
Pieni di soddisfazione per aver colto un importante traguardo: ovviamente, quella soddisfazione è anche la mia”.
Questione di tasche, questione di salute.
Quando fumavo avevo 92 di saturazione, ora sono a 99,96: in termini di salute non vi un beneficio, vi è un abisso di beneficio.
E la stessa cosa mi dicono i miei clienti: dopo una settimana già respirano ed assaporano meglio”.

IL CRUCIALE ASPETTO DEL RAPPORTO CON LA CLIENTELA
Il rapporto con la clientela, passaggio cruciale per l’operatore del settore vaping.
Che deve vestire i panni dello psicologo, del consulente vero e puro.
E non del mero venditore
Certo – prosegue il nostro interlocutore – Il commerciante deve uscire dalla sua posizione, in senso stretto, e, soprattutto se ha vissuto una esperienza analoga, deve ricordarsi di quello che era…di quello che era quando stava al di la del…bancone.
Va tenuta presente ogni singola esigenza del cliente, bisogna guidare, consigliare, creare un rapporto di piena fiducia.
Una fiducia umana prima ancora che “commerciale”.
E poi c’è Svapoweb
Un grandissimo servizio di postvendita, di assistenza. Prezzi di mercato competitivi, qualità”.
E la storia di Luigi Tiberi Vipraio, come prima detto, è destinata a colorarsi a tinte ancor più arancioni

“Come Unasweb siamo soddisfatti di questo passaggio.
Auspichiamo, però, che non si sia al cospetto di un provvedimento estemporaneo ma contestualizzato in una politica che sia, a più ampio raggio, di maggiore attenzione verso il settore del vaping”.
Arcangelo Bove, Presidente di Unasweb nonchè fondatore del marchio Svapoweb, commenta la recente approvazione, nelle sedi della Commissione Bilancio della Camera, dell’emendamento al Decreto governativo – contenente misure a sostegno delle varie categorie connesse all’emergenza Covid – ed il definitivo ok al testo da parte del Senato, passaggi in virtù dei quali si è proposto di abbattere a 0,42 centesimi l’imposta sugli e-liquid senza nicotina (imposta calcolata su un flaconcino da 10 ml) e a 0,84 per quelli con nicotina.

PROVVEDIMENTO LIMITATO SOLO AL 2021
Si è ripristinato lo status quo ante l’approvazione dell’ultima legge di Bilancio” – osserva Bove. “Siamo compiaciuti di questa evoluzione che è frutto dell’iniziativa di un singolo partito che, ovviamente, cogliamo l’occasione di ringraziare per la sensibilità dimostrata”.
Tuttavia – incalza il padre del brand arancione – vogliamo sperare che in futuro non si debba più assistere a nuovi sgambetti. Vigileremo sul percorso di formazione del prossimo Bilancio statale. Ebbene si perchè, purtroppo, l’emendamento implica effetti limitati solo all’anno in corso. Per questo sarà fondamentale intervenire, in sede di formazione della prossima Manovra, per annullare gli aumenti a scalare sulle accise che la legge di fine 2020 ha previsto. E che maturerebbero i loro effetti al 1 Gennaio 2022 ed al 1 Gennaio 2023.

“AUSPICHIAMO DIVERSA SENSIBILITA’ POLITICA”
Il nostro auspicio – la chiusura del Presidente Unasweb – è che si sviluppi una sensibilità politica, non si dica di sostegno, ma, quanto meno, non in danno al settore della sigaretta elettronica. Per questo guarderemo con massima attenzione al prossimo Esercizio statale.
Solo allora capiremo se l’emendamento ed il testo definitivi appena approvati abbiano rappresentato una tregua concessa come mera misura connessa alla crisi epidemica. O se, invece, essi esprimano, per così dire, un ravvedimento dello Stato rispetto agli scellerati aumenti stabiliti nel Dicembre 2020″

Nella parte restrostante del negozio di sigarette elettroniche vi era una attività parallela finalizzata alla vendita ed allo stoccaggio di marijuana.
Così riferisce “La Stampa” nel riferire di una operazione portata a termine dall’Arma dei Carabinieri presso un esercizio commerciale sito nel quartiere Barriera di Milano di Torino.
Ad condurre il blitz sono stati i militari della Stazione di Castiglione Torinese.
In manette è finito il 59enne titolare del negozio.
La parte antistante dell'esercizio, come detto dedita alla commercializzazione di liquidi per sigarette elettroniche e di e-cig, aveva una sembianza di piena normalità: nella parte di dietro, invece, una vera e propria serra artigianale.
Le divise hanno recuperato e posto sotto sequestro 53 piante e ben 24 chilogrammi di sostanza che era già sottoposta a processo di essiccazione e già debitamente confezionata.
La persona fermata, una volta condotta in caserma, ha sottolineato come la marijuana dal medesimo prodotta fosse legale e “in libera vendita”.
Il Sostituto Procuratore della Procura torinese, da parte sua, ha disposto la effettuazione di analisi per accertare il principio attivo della sostanza.