Il fronte del contrabbando è sempre caldo.
Una doppia operazione, a distanza di una manciata di ore, è stata eseguita in modo congiunto da personale dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli e da militari della Guardia di Finanza.
Bari e Civitavecchia le “location” delle attività poste in essere con – rispettivamente - tabacchi e narghilè ovviamente di illecita provenienza.
Il primo blitz, come detto, nello scalo portuale pugliese dove gli operanti hanno sottoposto a sequestro un carico molto significativo di tabacchi.
Per la precisione 16 tonnellate di tabacco da fumo di contrabbando contenute in un autoarticolato proveniente dalla Grecia e diretto in Germania.
“La documentazione di accompagnamento esibita dall’autista – viene spiegato in una nota diramata da Adm - indicava il trasporto di tabacco grezzo e come tale non sottoposto al pagamento delle accise.
Tuttavia, l’analisi del laboratorio chimico delle Dogane di Roma ha verificato l’esatta qualificazione del prodotto come tabacco da pipa e, dunque, sottoposto ad accisa.
L’evasione accertata dei diritti dovuti (Iva e accisa) è di oltre un milione e 200 mila euro e la multa di oltre 86 milioni”.
Dalla Puglia al Lazio dove, presso il porto di Civitavecchia, è stato intercettato un carico di tabacco in evasione delle imposte, circostanza che ha portato alla denuncia per il trasportatore alla locale Procura della Repubblica per l’ipotesi di reato di contrabbando doganale.

“Durante i quotidiani controlli sui passeggeri e sulle merci provenienti dall’estero – spiegano anche in questo caso da Adm - le Fiamme gialle del locale Gruppo e il personale dell’Agenzia si sono imbattute in un autofurgone appena sbarcato da una motonave proveniente dalla Tunisia, avvertendo un forte odore di tabacco provenire dall’interno.
L’ispezione più accurata ha permesso di scoprire che, sotto il sedile del passeggero, era occultata melassa per narghilé, oltre ad alcune stecche di sigarette di contrabbando.
Il procedimento versa nella fase delle indagini preliminari e, in attesa di giudizio definitivo, vale la presunzione di non colpevolezza dell’indagato.
L’operazione, che testimonia la proficua sinergia tra il Corpo e l’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli – è ancora esposto - da ultimo rafforzata dal protocollo d’Intesa recentemente siglato tra le due Istituzioni per consolidare i rapporti di collaborazione e rendere più efficaci le procedure operative, si inserisce nel più ampio dispositivo di contrasto ai traffici illeciti attuato presso gli scali portuali e aeroportuali della Capitale”.