La BPCO è una malattia polmonare cronica caratterizzata da difficoltà respiratorie dovute a infiammazioni delle vie aeree spesso, ma non sempre, provocate dall’abitudine al fumo di sigaretta convenzionale.
A livello globale, sono più di 65 milioni le persone colpite da questa malattia, con più di 3 milioni di pazienti affetti solo in Italia. La BPCO uccide. La BPCO è la terza principale causa di morte a livello mondiale, e causa più di 3 milioni di morti ogni anno.

Rallentare la progressione della malattia, ridurre le riacutizzazioni respiratorie e migliorare la qualità della vita sono esigenze insoddisfatte nella gestione dei pazienti.
 La cessazione del fumo è l’unico metodo provato e noto utile a migliorare le condizioni della malattia ma è scoraggiante che la maggior parte dei programmi per smettere di fumare non sembrino funzionare per la stragrande maggioranza dei fumatori con BPCO e che, addirittura, molti pazienti continuino a fumare nonostante i loro sintomi.

Considerato che sono disponibili solo informazioni limitate sull’impatto dei prodotti senza combustione sulla BPCO, un gruppo di ricerca del CoEHAR, guidato dal suo fondatore, il professor Riccardo Polosa, ha scritto questo articolo di revisione per identificare e valutare criticamente le prove esistenti dagli studi effettuati sull’uomo (e non sugli animali) circa gli effetti sulla salute respiratoria dovuti al passaggio all’utilizzo di prodotti senza combustione per i pazienti con BPCO che fumano sigarette convenzionali. 
L’obiettivo principale è fornire ai medici prove sugli effetti del passaggio all’utilizzo di questi prodotti e promuovere raccomandazioni utili all’alfabetizzazione sanitaria nei pazienti con BPCO.

I pazienti con BPCO che hanno difficoltà a smettere di fumare dovrebbero infatti prendere in considerazione la possibilità di sostituire le sigarette convenzionali con prodotti senza combustione come le sigarette elettroniche o i prodotti a base di tabacco riscaldato.
Sebbene non privi di rischi, è riconosciuto che questi prodotti rilasciano emissioni tossiche molto inferiori rispetto alle sigarette combustibili” 
– afferma il professor Riccardo Polosa - “La nostra revisione è un riferimento importante per i soggetti interessati all’impatto del fumo, alla cessazione o alla eventuale sostituzione” – aggiunge Polosa.

La mia esperienza clinica mi dice che la maggior parte dei fumatori con BPCO non ha una buona ragione per smettere e molti continuano a fumare nonostante i loro sintomi – afferma il Dr. Jaymin B. Morjaria, Department of Respiratory Medicine, Guy’s & St Thomas’ NHS Foundation Trust – Per questi pazienti, dovrebbe essere presa in considerazione l’alternativa di ridurre gli effetti negativi sulla salute del fumo passando dal fumo convenzionale al vaping.
Sebbene le prove siano ancora limitate, l’uso di tecnologie senza combustione può migliorare la qualità della vita nei pazienti con BPCO che abbandonano il fumo di tabacco

La revisione

I risultati preliminari di studi clinici prospettici sono promettenti ma è necessario un lavoro di maggiore qualità per quantificare il rischio relativo dell’uso di queste tecnologie emergenti rispetto al fumo di sigaretta, per stabilire con precisione la qualità e la sicurezza del prodotto in termini assoluti e per valutare gli effetti sulla salute in pazienti con BPCO.

Questo articolo di revisione evidenzia la necessità di studi clinici di follow-up a lungo termine, progettati con cura, adeguatamente controllati, per valutare il vero potenziale delle tecnologie di somministrazione di nicotina senza combustione per la cessazione prolungata del fumo e la riduzione del danno derivante, in particolare tra i fumatori con broncopneumopatia cronica ostruttiva (BPCO).
I risultati appropriati di questi studi dovrebbero includere, tra gli altri, cambiamenti nella funzione polmonare, sintomi respiratori, qualità della vita correlata alla salute, esacerbazioni della BPCO, capacità funzionale fisica, imaging toracico (ad esempio tomografia computerizzata ad alta risoluzione) nonché biomarcatori facilmente accessibili associati alla gravità e alla progressione di questa malattia.

(da Coehar)