Le sigarette non si vendono ai minori.
Si rischiano guaiacci seri.
Ne sanno qualcosa un paio di Tabacchi di Agrigento che, a seguito di mirati ed appositi controlli, sono stati pizzicati nell'atto di cedere a minori pacchetti di "bionde".
La Guardia di Finanza della città siciliana già da tempo stava osservando il territorio avendo preso atto del diffuso ed evidente costume di troppi giovanissimi del luogo, palesemente minorenni, di maneggiare sigarette classiche ed elettroniche che fossero.
Una costumanza che, tuttavia, presentava un risvolto della medaglia tutto da approfondire.
Se il consumatore, pur se minorenne, non è, infatti, in alcun modo sanzionabile e imputabile, cosa diversa è per quanti, invece, cedono siffatti prodotti.
In tal caso profilandosi un chiaro ed importante illecito.
Ed è così che, dato il la ai controlli, le Fiamme Gialle hanno scovato, in flagranza, due tabaccai che stavano cedendo a ragazzini pacchetti di sigarette.
Immediata è scattata la sanzione di mille euro in capo a ciascuno dei due esercenti.
Ma potrebbe non essere tutto.
Ebbene si, dal momento che, nella eventualità di una recidiva, si rischia anche un provvedimento di sospensione dell'attività commerciale.
Attenzione amplificata da parte delle Forze dell'Ordine che, negli ultimi mesi, hanno intensificato le attività di controllo rispetto alla repressione di fenomeni di contrabbando legati ai prodotti del tabacco e delle alternative ma anche rispetto alla questione dei limiti di età.
Sempre restando al discorso dell'accesso dei giovanissimi ai tabacchi, è anche da valutare la questione dei distributori che entrano in funzione a negozio chiuso.
Se, infatti, durante le ore di esercizio, il negoziante può filtrare, il distributore è un ostacolo facilmente aggirabile per i più giovani che - basta sgraffignare la tessera sanitaria di mamma o papà o di un amico maggiorenne ed il gioco è fatto.
In tal senso, quindi, auspicabile forme più sofisticate di controllo buone a contrastare più efficacemente i tentativi di aggiramento