La tutela della salute mentale e la lotta alle dipendenze dovrà necessariamente essere uno degli obiettivi dominanti della prossima legislatura.
Trascurata a lungo dal Sistema sanitario Nazionale la salute mentale di alcune fasce più fragili ha raggiunto livelli davvero preoccupanti".
Lo rivela in una nuova nota rilanciata da AgenPress Paola Binetti, senatrice dell’Udc e candidata nella lista Noi Moderati alla Camera dei deputati, attraverso la quale l'esponente torna a toccare il tema del tabagismo, della nicotina e delle alternative al fumo.
"Oggi - insiste la senatrice - a un mercato già ricco di prodotti in grado di indurre dipendenza a causa del loro contenuto in nicotina, basta pensare alle sigarette elettroniche e alle sigarette a tabacco riscaldato, si vanno ad aggiungere le cosiddette “bustine di nicotina”. Sono le cosiddette nicotine pouches, sacchetti monodose contenenti nicotina in sali con aggiunta di aromi e dolcificanti vari.
Il loro uso è molto semplice: si mettono tra il labbro e la gengiva e consentono di assorbire nicotina attraverso la mucosa orale.
Nel Novembre 2021 l’Istituto superiore di Sanità ha trasmesso una relazione tecnica alla Direzione Generale della Prevenzione Sanitaria sulla valutazione del rischio degli effetti sulla salute associata all’utilizzo di questi prodotti, l’ISS aveva concluso la sua relazione affermando che il consumo di queste bustine di nicotina era pericoloso per la salute dei consumatori per la tossicità acuta connessa alla sostanza (aumento della frequenza cardiaca e aumento della pressione arteriosa).
La nicotina infatti è una sostanza in grado di creare forte dipendenza e di danneggiare il sistema cardiovascolare.
Più volte in questa legislatura - incalza la parlamentare - abbiamo evidenziato i rischi delle dipendenze sulla salute di tutti, in particolare dei più giovani, mettendo in evidenza le responsabilità di quanti sono impegnati ad aggirare le norme che già esistono in questo campo, mentre altri si fanno fautori di legalizzazioni di sostanze apertamente dannose.
A molte interrogazioni non c’è stata risposta; Non siamo riusciti a calendarizzare una proposta di legge per la revisione e l’aggiornamento della legge Sirchia.
E, nel frattempo - la conclusione - le aziende produttrici di tabacco hanno continuato a lucrare affari miliardari”.