Smettere di fumare non è un imperativo "medico" che attiene solo la sfera cardiocircolatoria ma è un'esigenza che coinvolge una moltitudine di altri distretti dell'organismo. Sebbene meno pubblicizzati nei canali di sensibilizzazione ufficiali. Un'importante apertura è quella che viene dai contenuti della edizione numero 20 del Congresso della Società italiana di Parodontologia e di Implantologia, momento di confronto e di approfondimento che si è sviluppato nei giorni scorsi a Rimini. Tra le conclusioni che sono emerse dalla fase congressuale, vi è in primis quella relativa alla necessità di interrompere quanto prima il rapporto con la sigaretta accertandosi come quest'ultima possa favorire malanni a carico della bocca quali, senza richiamare altri più gravi, la paradontite. Ebbene, se questo può apparire come un elemento abbastanza scontato, lo è di meno il riferimento alla sigaretta elettronica. Nel contesto degli interventi, infatti, si è ammesso il ricorso alla e-cig come valido strumento di smoking cessation. In sostanza, abbracciandosi le teorie del minor danno da fumo, i relatori hanno condiviso come, per aiutarsi a sottrarsi alla dipendenza tabagista, si può prendere in considerazione anche il fumo elettronico. Ma ciò, ovviamente, esclusivamente limitatamente alla fase di transito verso un addio definitivo e non come una soluzione ultima. Una chiave per dire addio alle bionde, finalizzata esclusivamente a questo fondamentale obiettivo. Una riflessione che, del resto, ricalca pienamente la filosofia degli operatori della sigaretta elettronica nonché quella dei principali teorici che muovono in ambito internazionale, da Farsalinos a Polosa passando per Dautzenberg e Beatrice. La novità importante, però, è che medici operanti nel Sistema sanitario nazionale riconoscano che il vaping possa effettivamente rappresentare una soluzione al problema fumo. E questa è una posizione estremamente lontana rispetto a quella che viaggia lungo i canali delle massime Istituzioni sanitarie nazionali che, come noto, hanno un atteggiamento di totale preclusione e chiusura rispetto alle e-cig. Ancora una volta, quindi, dalla base della medicina che vive quotidianamente le difficoltà del paziente giunge una spallata tesa a smuovere le posizioni ancora troppo rigide di chi condanna senza appello e senza ammissione di prova una intera categoria.