La ormai prossima approvazione della legge di Bilancio restituisce attualità alla questione vaping. Il legislatore, ci si interroga, annullerà quanto disposto con l’atto di programmazione approvato a Dicembre 2020 o condannerà il settore ad una mannaia di rincari?
E’ questo il quesito che si pone Arcangelo Bove, pioniere del vaping nazionale, papà della rete “Svapoweb” nonchè Presidente di Unasweb .
Voglio sperare che, prima o poi – esordisce Bove – non ci dovremo più preoccupare ogni qual volta ci avviciniamo alla fine dell’anno di cosa potrà decidere il Governo italiano. Ovvero se aumenterà le accise o se le lascerà inalterate. Questo stesso fatto di doversi porre questo cruccio, ad ogni benedetta scadenza d’anno, inizia a diventare un qualcosa di stancante. Spero caldamente che dobbiamo sfogliare per l’ultima volta la margherita e di scrollarci di dosso, una per tutte, questa spada di Damocle che pende sulle nostre teste”.
Un anno fa il legislatore ha dato il peggio di se introducendo – ricorda l’imprenditore sannita – i ben noti aumenti a scalare con culmine il 1 Gennaio 2023.

“CI ATTENDIAMO NUOVE POLITICHE STATALI”
Tuttavia, nell’arco di tempo intercorso, si sono avuti due fatti non affatto trascurabili. In primo luogo l’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli ha introdotto, quale elemento contraddistinguente gli esercizi del settore, la famosa tabellonistica da esporre all’esterno delle attività. Per la prima volta, quindi, i negozi del vaping possono esporre il simbolo dello “Stato” in uno alle proprie insegne. Oltre a questo aspetto, poi, non si deve dimenticare come il Governo abbia congelato fino a tutto il Dicembre 2021, con nuovo decreto avutosi in estate, gli effetti di quanto ratificato a fine 2020.
Alla luce di questi ultimi segnali incoraggianti, ci attendiamo che le politiche statali siano consequenziali e che si intraprenda un percorso non penalizzante il settore. Abbiamo avuto dei segnali precisi dallo Stato, sarebbe illogico se si facesse un passo indietro lungo un anno. Attendiamo, quindi, un intervento del legislatore che annulli e superi quanto stabilito nell’ultimo Bilancio. Se questo non avverrà significherà condannare gli operatori ad un severo rincaro e, soprattutto, si avrebbe il chiaro sentore di un andare avanti a tentoni, senza una programmazione precisa per quel che riguarda il vaping.

“VAPING NON E’ BANCOMAT DI ALTRI SETTORE”
Sia chiaro, il vaping non deve essere inteso come un bancomat cui attingere per tappare buchi di altri ambiti che col nostro nulla c’entrano.
E’ il momento della ripartenza, non lo si dimentichi, è il momento di spingere le imprese e non di appesantirle con rincari ulteriori. Ma, al di la della particolare contingenza del momento, l’operatore della sigaretta elettronica vuole dignità e fiducia. Guardiamo con attenzione e speranza alla sessione di lavori prossimi ad iniziare: sicuramente – chiude Bove – non faremo da spettatori silenti e, soprattutto, non faremo le vittime sacrificali”.