Riprende la corsa del disegno di legge Auddino.
Il progetto normativo promosso dal senatore del Movimento Cinque Stelle è stato calendarizzato, infatti, nei prossimi mesi, nella relativa discussione, presso la dodicesima Commissione permanente "Igiene e Sanità" del Senato.
Il primo step di un percorso che, nelle intenzioni dei firmatari, una cinquantina in tutto, dovrebbe produrre, per legge, l'adozione del divieto di fumo e di svapo in molti spazi all'aperto quali spazi esterni di ospedali, ristoranti, bar e altri esercizi dediti alla somministrazione di cibo e bevande.
Ma anche spiagge (sia libere sia stabilimenti balneari), parchi gioco, strutture sportive, quali stadi, monumenti pubblici, luoghi pubblici e aperti al pubblico sedi di manifestazioni o di spettacoli, fermate di bus e banchine delle ferrovie.
Buona parte della opinione pubblica, ovviamente, esulta e si rallegra al cospetto di questo provvedimento "accecata" dal riflesso di un ulteriore "ban" sulla sigaretta.
Si tende a tenere in scarsa considerazione, però, in particolar modo da parte dei "profani", un altro aspetto.
La "Auddino", infatti, nella sua attuale strutturazione, vieta anche l'uso della sigaretta elettronica e del tabacco riscaldato e, soprattutto, pone in essere un vero e proprio appiattimento tra "classica" ed "e cig".
Come se una valesse l'altra, come se i pericoli insiti nell'una non fossero troppo dissimili dall'altra.
Un divieto trasversale, secco, senza distinguo, che non tiene in considerazione la scienza nella sua complessità.
Il disegno normativo in questione, infatti, muove da una posizione di forte criticità nei confronti delle alternative.
"Questi prodotti di nuova generazione sono reclamizzati come meno tossici,
attraverso una pubblicità ingannevole", viene esposto nella relazione del progetto che fa proprie le osservazioni del Cnb.
Ed ancora, quella delle sigarette elettroniche viene definita "una minaccia presente e reale".
L'approvazione del testo, eventualmente, in questa strutturazione suonerebbe come una bocciatura per la funzione ed il ruolo che lo svapo gioca in ottica di smoking cessation, gettando il medesimo in un unico calderone in compagnia delle "bionde".
La via da seguire, invece, è quella tracciata abbondantemente dagli Enti locali: decine e decine di Amministrazioni comunali hanno adottato, negli ultimi mesi, tra spiagge e parchi, divieti di fumo in molteplici luoghi open air consentendo, invece, l'utilizzo delle alternative.
La Auddino si spinge oltre, troppo oltre.
E determinerebbe un paradosso.
Qualora approvata con questa lettera, la stessa vieterebbe di svapare in molteplici spazi "open air" quando, invece, ciò resterebbe consentito negli spazi al chiuso dal momento che la Sirchia si riferisce solo alle bionde.
Nella sua attuale concezione, quindi, il disegno del senatore M5S non pare poter avere un percorso lungo.