E vabbè che fumare fa male alla salute. Lo sappiamo. Ma arrivare ad arrestare una persona solo perché si concede una sigaretta, suona davvero come troppo. Come eccessivo. Ed invece succede anche questo. E desta ancor più sorpresa il fatto che tutto ciò si verifichi negli Stati Uniti d'America.

Da qualche giorno, infatti, è entrata in vigore una norma locale a Miami Beach che prevede anche le manette per i fumatori. Si tratta di una previsione fortemente voluta dal Governatore Ron De Santis che ipotizza l'estrema misura detentiva, tuttavia, solo in precise e determinate circostanze.

 A partire dal 1 Gennaio di quest'anno, in particolare, non è più possibile fumare sigarette sulle spiagge del territorio comunale e all'interno dei parchi pubblici: se si viene beccati, la prima volta, con una bionda tra le mani si busca una sanzione che può arrivare fino a 100 dollari. Nel momento in cui si fosse recidivi, invece, la pena si raddoppia e ad essa si può aggiungere, a discrezione dell'operatore di polizia, anche il carcere fino a 60 giorni.

La pena detentiva non è quindi automatica ma semplicemente rientra tra le possibilità che possono essere applicate: in ogni caso si tratta di una chiara indicazione "politica" della volontà del legislatore in ordine alla forza con la quale si intende contrastare il fenomeno del tabagismo.

Un problema che afferisce non solo la tutela della salute pubblica ma anche quella dell'ambiente: come affermano i responsabili municipali della città della Florida, infatti, quello dato dal deposito delle cicche di sigarette rappresenta un fenomeno emergenziale che preoccupa fortemente. I lunghi periodi balneari che contraddistinguono le stagioni dello Stato americano portano ad una prolungata permanenza delle persone sulle spiagge con conseguente conferimento dei residui delle sigarette tra la sabbia e nel mare. Anche in ordine a queste condotte, quindi, la necessità di applicare una stretta quanto mai decisa e senza precedenti alcuni nel mondo occidentale.