Ma quale divieto.
Le aziende californiane non ci stanno e intentano causa contro il divieto di commercializzazione entro il territorio statale dei liquidi per sigarette elettroniche aromatizzati.
Un danno non da poco quello patito dai produttori dello Stato americano che, per effetto dei recenti esiti referendari, si sono ritrovati tagliati fuori dal mercato.
Costretti a reinventarsi.
La vicenda, come già raccontato dalla nostra testata, arriva da lontano.
In particolare, il Governo californiano aveva abbozzato un disegno di legge, si era nell'anno 2020, attraverso il quale si era inteso vietare la vendita di liquidi per sigarette elettroniche aventi un aroma differente da quello base.
La norma, tuttavia, anche alla luce delle perplessità che erano venute dal settore, era stata congelata promuovendosi, allo stesso tempo, un referendum - sulla base della raccolta di un milione di firme - per capire se la Comunità fosse d'accordo o meno con la introduzione dei divieti sugli e-liquid.
Ed il referendum, avutosi solo qualche giorno addietro, ha in un certo senso dato ragione al Governo emergendo dall'elettorato la volontà di proibire prodotti del tabacco e del vaping con fragranze aromatizzate.
Un cartello di aziende, quindi, ha avviato un'iniziativa giudiziaria avverso il divieto di "sapori" che, ora come ora, scatterà a far data dal 21 Dicembre 2022.
Nella causa intentata, in particolare, le società coinvolte sostengono che il cosiddetto "Family Smoking Prevention and Tobacco Control Act (Tca)" del 2009 consenta agli Stati ed alle singole realtà cittadine di regolamentare i prodotti del tabacco, ma non di vietarne l'uso o la vendita.
In buone parole, ora come ora, secondo i ricorrenti, la California starebbe abusando della propria potestà normativa e regolamentare.
Ora si attende la decisione della Corte.
Sebbene già nel 2021, in realtà, vi fosse stata una analoga iniziativa giudiziaria da parte dei produttori che, però, si era conclusa con un nulla di fatto avendo il Giudice rinviato la sua decisione - per così dire congelandola - agli esiti del referendum.
Sulla base di tale presupposto, quindi, le aspettative non possono essere delle più rosee.