Quattrocento euro alle donne incinte per spronarle a smettere di fumare.
Il Regno Unito, sempre più avanti in tema di contrasto al fumo e di promozione di alternative a minor danno, continua a stupire.
Alle future mammine, infatti, che ancora si ostinano a non cestinare le bionde nonostante abbiano intrapreso il percorso della gravidanza, saranno erogati ticket per acquistare e-cig nell'ottica di sottrarle alla dipendenza.
Roba che, inutile dirlo, in Italia appartiene alla pura fantascienza.
Il progetto è entrato nella sua fase operativa nell'East Cheshire, territorio inglese che presenta un tasso di fumatori decisamente più alto rispetto alla media nazionale e dove, come da riscontri certi effettuati, ben il 10 percentuale delle donne si ostina a continuare a fumare nonostante la condizione di dolce attesa.
Dati comunque significativi che hanno spinto il Governo londinese ad avviare proprio in quel punto un progetto pilota.
In tal senso, tuttavia, erano già stati condotti specifici sondaggi.
Era stato il Royal College of Physicians a sondare il territorio e a stabilire come vi sarebbe stato un indubbio beneficio nell'invogliare, tramite incentivi, le donne in gravidanza ad abbandonare i pacchetti arrivando a stimare, per la precisione, come il successo (in termini di smoking cessation) avrebbe potuto riguardare 177 donne su 1000 interessate dal percorso.
A fronte di questi incoraggianti elementi, pertanto, si è passati alla fase operativa.
Il Direttore della Sanità pubblica del Cheshire East Council, Matt Tyrer, ha rivelato a Filter come, sebbene l'importo del ticket possa sembrare alto, il risparmio risultante sui costi sanitari sarebbe rilevante.
"Oltre al costo umano, il fumo costa all'economia 14,7 miliardi di sterline all'anno, di cui 2,5 gravanti sul Servizio sanitario nazionale".
Non è, quindi, un investimento a perdere - facendo un discorso strettamente economico: il costo dei contributi dati alle future mammine torneranno in termini di futuri soldi risparmiati alla Sanità pubblica.