La sigaretta elettronica presenta un rischio cancro che è fino a 400 volte inferiore rispetto a quello che risiede nella sigaretta classica, a combustione.
Lo afferma Colin Mendelsohn, esperto australiano in risoluzione di problemi legati al tabagismo ed in alternative al fumo.
Mendelsohn, in particolare, ha commentato i risultati di una imponente review di precedenti studi condotta da Rachel Murkett, Megyn Rugh e Belinda Ding del Biochromex di Londra.
Il tutto con l'obiettivo di riprodurre, sulla base di dati ed elementi scientifici, una scala del rischio canceroso quanto più veritiera, obiettiva ed attendibile in relazione a tredici dispositivi a base di nicotina quali le normali sigarette a combustione, lo snus, la sigaretta elettronica.
"I prodotti sono stati analizzati in termini di emissioni di tossine e dati epidemiologici, fattori che sono stati combinati e tradotti in una scala arbitraria da 0 a 100 (ovvero rischio da basso ad alto) per ricavare un punteggio combinato": così commentano le relatrici dell'approfondimento.
Allo scopo si è dato vita ad una revisione sistematica della letteratura scientifica vagliando 3980 pubblicazioni.
Le conclusioni?
Assolutamente allineate alle aspettative di quanti, da anni, sostengono che il vaping rappresenti una soluzione ad impatto estremamente ridotto ed una potenziale risposta alla problematica del tabagismo.
Murkett, Rugh e Ding hanno così rappresentato gli esiti del lavoro svolto
"I prodotti del tabacco combustibili si collocano nella posizione più alta della graduatoria del "rischio", con punteggi che vanno da 40 a 100.
Il tabacco da immersione e da masticare, procedendo oltre, si colloca notevolmente più in basso nella gerarchia, rispetto ai prodotti combustibili, con punteggi che vanno da 10 a 15, ma significativamente al di sopra dei dispositivi heat-not-burn e dello snus, che hanno un punteggio compreso tra 3 e 4".
E la e-cig, come si posiziona in questa categoria del rischio?
Presto detto: "Nella fascia di punteggio inferiore a 0,25 ricadono sigarette elettroniche e terapia sostitutiva della nicotina".
Rispetto al discorso della insorgenza dei tumori, quindi, se la matematica non è un'opinione, lo svapo può arrivare ad essere fino a 400 volte meno pericoloso della classica "bionda".
Numeri che sono alquanto eloquenti.