In Inghilterra impazza l'amore, sempre di più, per le sigarette elettroniche.
E le Istituzioni sanitarie arrivano a proporne l’uso anche agli homeless, ovvero i senzatetto.
E’ questo la sostanza di un progetto promosso in Inghilterra e che si pone quale scopo quello di disincentivare il consumo del tabacco presso la comunità di quanti vivono per strada, senza fissa dimora.
Una categoria di persone che non è stata casualmente prescelta: tra di esse, infatti, si riscontrano tassi di fumo estremamente rilevanti, dato che rappresenta elemento di particolare rischio per soggetti che vivono in condizioni estreme, spesso con precaria igiene, senza attenta assistenza sanitaria, ed esposti quotidianamente al rigore degli agenti atmosferici.
“Tra la popolazione dei senzatetto – fanno presente i promotori dell’iniziativa – si registrano tassi di fumatori che arrivano a circa il 70 percentuale, un dato che è estremamente più alto di quello che si riscontra nella popolazione generale inglese, pari a circa il 14%.
Le sigarette elettroniche imitano l’esperienza del fumo di sigaretta perché sono tenute in mano e generano un vapore simile al fumo quando vengono utilizzate. Possono essere un’opzione interessante per aiutare le persone a smettere di fumare, anche se hanno provato e fallito, in passato, con altri metodi”.
Non si ometti di valutare l'aspetto economico: queste persone, infatti, che vivono di elemosina, finiscono per spendere gran parte di quanto racimolato, appunto, per acquistare sigarette.
Un primo studio pilota è già stato portato a termine su 80 homeless: 32 di essi sono stati assistiti con una semplice consulenza anti-fumo, mentre ulteriori 48 hanno ricevuto uno starter kit di sigarette elettroniche.
I risultati del percorso hanno evidenziato come il tasso di cessazione nel secondo gruppo, ovvero quello dei senzatetto che avevano utilizzato e-cig, fosse stato decisamente più significativo.
Da questo presupposto, quindi, la decisione di proseguire con il secondo step del percorso.