Australia-Nuova Zelanda, il derby d'Oceania lo vince quest'ultima.
La partita è quella del vaping, settore rispetto al quale i due Stati - così vicini ma anche così lontani - hanno impostato strategie diametralmente opposte.
Se l'Australia ha stretto, costringendo i vapers a doversi munire di tanto di prescrizione medica per l'acquisto di e-cig ed e-liquid, la Nuova Zelanda sta puntando forte sulle nuove soluzioni.
Con risultati che paiono essere decisamente confortanti, se il parametro di osservazione è - e deve essere - quello dell'abbattimento dei tassi di fumo.
La pensa così anche Joe Kosterich, Presidente dell’ “Australian Tobacco Harm Reduction Association”.
“I tassi di fumo in Australia – esordisce il medesimo – stanno diminuendo, ma a un ritmo molto più lento rispetto a quelli del Regno Unito e degli Stati Uniti. Infatti, il calo annuale in Australia, tra il 2013 e il 2016, è stato solo dello 0,2% contro il 12% in Islanda, il 7% in Norvegia e Stati Uniti e il 5% nel Regno Unito.
Un calo molto modesto nonostante l’Australia abbia le sigarette più costose al mondo con prezzi in costante aumento negli ultimi trent’anni. Tuttavia, la strategia non produce buoni risultati.
Nell’ottobre 2020, poi, è stata adottata una nuova legislazione secondo la quale l’importazione di liquidi per sigarette elettroniche alla nicotina richiederà una prescrizione.
La Nuova Zelanda, invece, ha sposato convintamente lo svapo per sostituire il fumo di sigarette combustibili e ridurre i danni da esse causati. Hanno lanciato una grande campagna di comunicazione con messaggi semplici e comprensibili quali “vaping per smettere di fumare”, “ Lo svapo è molto meno dannoso del fumo”, “Non svapare se non fumi”, “Svapare solo per smettere di fumare…”…
Come risultato della nuova strategia – prosegue il numero uno dell’ “Australian Tobacco Harm Reduction Association” – in Nuova Zelanda, le vendite di sigarette stanno calando più velocemente che mai, poiché i fumatori si rivolgono ad alternative come lo svapo, con 410 milioni di sigarette in meno vendute ogni anno rispetto a soli due anni prima. Sebbene le sigarette elettroniche e i prodotti senza combustione non siano perfetti e sebbene la cosa migliore sarebbe non usare affatto alcuno di questi prodotti, in realtà - la conclusione – se dovessimo convertire la nostra epidemia di fumo in una situazione in cui le persone utilizzano prodotti a danno ridotto, sarebbe in realtà una situazione molto migliore”.