L'importante è arrivarci.
L'Irlanda del Nord, con notevole ritardo rispetto alla scaletta della maggior parte dei Paesi europei, adotta il divieto di fumo in automobile.
E non è una questione che attiene la sicurezza nella circolazione bensì un motivo di squisita tutela della salute.
Il divieto, infatti, si applicherà esclusivamente in presenza di bimbi nell'abitacolo.
Se c'è, in particolare, un minore nella vettura, sarà bandito accendersi una bionda.
Ed il divieto, sia chiaro, vale per tutti.
Guidatori o eventuali passeggeri; In marcia o anche da fermi proprio a conferma di come, appunto, la "ratio" del provvedimento non è da porre in relazione alle "norme" della guida sicura.
"I bambini e i giovani sono i soggetti più vulnerabili agli effetti dannosi del fumo passivo poiché respirano più rapidamente e inalano più sostanze inquinanti, per chilo di peso corporeo, rispetto agli adulti”.
Così il Ministro della Sanità, Robin Swann, vero e proprio estensore della nuova norma.
Il Royal College of Physicians - ha osservato ancora Swann - ha riferito che l’inalazione di fumo di sigaretta può portare ad un aumento del rischio di asma, infezioni delle vie respiratorie inferiori, malattie dell’orecchio medio, bronchite, meningite batterica e sindrome della morte improvvisa del lattante, nonché una ridotta funzionalità respiratoria.
Questi nuovi regolamenti assolveranno ad un ruolo importante nella protezione dei bambini dai danni della dipendenza da nicotina e dall’uso del tabacco.
Prevedo che i regolamenti – ha concluso il medesimo – saranno operativi all’inizio del prossimo anno”.
Una svolta di civiltà, come evidente.
In Italia a questa conclusione ci si è arrivati qualche annetto fa, nel 2016, comunque in grosso ritardo rispetto alla "Sirchia".
Con decreto legislativo, accogliendosi Direttiva 2014/40 dell’Unione europea, si era introdotta la particolare limitazione che, come nel caso irlandese, non è da mettere in relazione ad un discorso di Codice della Strada bensì ad uno di esclusiva tutela della salute.