Brutta piega in Costa Rica per gli aficionados della sigaretta elettronica. Lo Stato centroamericano, infatti, si prepara a mettere al bando la e-cig. Non sarà, sia chiaro, un ban totale sul modello di quanto avviene in alcuni Paesi asiatici. Ma si interverrà, questo si, con una sensibile stretta. Appena, infatti, sarà approvata la legge adesso in fase di ultimazione nel locale Parlamento, non sarà più possibile fumare la sigaretta elettronica in tutti gli spazi pubblici sia all'aperto sia al chiuso. In pratica, si potrà svapare esclusivamente negli spazi privati. Una stretta decisamente tosta che va ad estendere al settore del vaping quella normativa che è già in vigore dal 2012 per quanto riguarda le sigarette classiche. E che, effettivamente, ha contribuito ad abbattere i tassi di fumo. I motivi che sono alla base della normativa in itinere sono presto detti. Secondo gli esperti del Governo costaricano, non sussisterebbero prove rispetto al fatto che la sigaretta elettronica possa effettivamente aiutare a smettere di fumare. Anzi, sottolineano ancora, la stessa non è neppure dimostrato non avere effetti nocivi sulla salute dell'uomo. Sulla base di questi presupposti, quindi, la volontà di avviare una politica che sia finalizzata, attraverso varie strategie, a disincentivare il consumo delle e-cig. In tale contesto, quindi, si inquadra anche la logica di innalzare, come annunciato dai responsabili statali, le tasse sui liquidi. Il maggiore gettito legato al plus tributario andrà a finanziare un apposito fondo che, a sua volta, farà da salvadanaio per la gestione delle malattie fumo correlate. Avete capito bene: rincari sul settore svapo per mettere toppe ai buchi apertisi nella Sanità pubblica a causa delle patologie fumo correlate. Tutta una immensa contraddizione che si fonda su una madornale, erronea convinzione: ovvero quella di ritenere la sigaretta elettronica come parte del problema tabacco e non come una possibile soluzione.