Un nuovo grande alleato si pone al fianco di quanti combattono negli Stati Uniti d'America per la legalizzazione della marijuana. Un alleato nuovo, grande e, soprattutto, ricco. Molto ricco. Amazon, infatti, leader nelle vendite on-line a livello planetario, ha, attraverso le parole di uno dei suoi principali portavoce, dichiarato di sostenere l'impegno di quanti stanno lavorando su questo particolare fronte. Un'ampia fetta di opinione pubblica ma anche rappresentanti politici nonché del mondo dello spettacolo stanno spingendo, nella dibattito americano, affinché il Governo Usa approvi una legge che vada a liberalizzare la cannabis. Ora come ora, già ben 16 stati membri dell'Unione - Enti corrispondenti delle nostre regioni - hanno varato norme in tal senso. Ora, però, si vuole alzare di livello la battaglia e portarla su scala federale. Si chiede, quindi, da più parti di approvarsi una legislazione da parte del Congresso che estenda senza limiti l'uso della marijuana ricreativa. E, come detto, un assist prezioso alla causa è quello che sta venendo dal leader dello shop on-line. Un’apertura, come detto, che già era stata anticipata da un atteggiamento molto più morbido, da parte di Amazon, rispetto al passato, nelle politiche di “controllo” sul personale.

Amazon, infatti, fino ad una manciata di mesi addietro, era solita sottoporre dipendenti e potenziali nuovi tali a periodici screening per escludere l’ipotesi di utilizzo di sostanze non lecite.
E la cui assunzione, rilevata ai test, costituiva sempre causa di esclusione dalle procedure di assunzione.
Ora, invece, questo filtro è stato revocato e nessun test viene effettuato sul personale salvo per quella parte di esso, come gli addetti ai trasporti, che sono chiamati a sottoporvisi per ovvie ragioni di tutela della sicurezza in strada. La sensazione sempre più tangibile è che la pressione esercitata da più parti sul Governo Biden porterà in tempi brevi alla importante svolta.