Tira brutta aria per Iqos negli Stati Uniti d'America.
E tutto a causa di una "sentenza" che incolpa, di fatto, Altria ed il gruppo madre, Philip Morris International, di avere scopiazzato, in buona sostanza, un brevetto di British American Tobacco.
La pronuncia, si diceva, è stata posta in essere dalla US International Trade Commission.
Ed è una pronuncia sanguinolenta, che contiene conseguenze davvero importanti: in base alla stessa, infatti, Pmi non potrà vendere ed importare negli Stati Uniti d'America la sua "Iqos".
Il provvedimento non sarà immediatamente esecutivo ma diventerà tale tra un paio di mesi.
Una questione di forma ma la sostanza non cambia: da qui a breve Iqos non potrà essere commercializzata sul territorio stars and stripes con conseguenze che, dal punto di vista economico, sono facilmente immaginabili.
Questo sempre che le "parti" coinvolte non addivengano a più miti consigli.
Ma quale è il capo di accusa?
Ebbene, secondo British American Tobacco, in particolare, la lama riscaldante utilizzata da Philip Morris in Iqos non sarebbe altro che una copia di un precedente dispositivo utilizzato dalla stessa Bat nella realizzazione di Glo.
Una questione di licenze e di brevetti, per dirla breve.
Bat ha sollevato la questione nel 2020 con un doppio esposto, uno presentato in Germania e negli Usa.
La svolta è arrivata qualche giorno addietro quando l'Agenzia del Governo federale degli Stati Uniti - che fornisce consulenza ai rami legislativo ed esecutivo in materia di commercio - ha, come detto, bloccato Altria e Pmi.
Inutile ribadire quanti e quali potranno essere le conseguenze per le aziende interessate rispetto ad un discorso di business. 
Che, tuttavia, da parte loro esprimono massima serenità dicendosi certe di non avere violato brevetto alcuno.
Dall'altro versante, quello di Bat, invece, sostengono che Pmi potrà anche commercializzare il presunto prodotto scopiazzato ma solo dietro il pagamento delle licenze. 
La questione avrà un lungo seguito nelle aule dei Tribunali