Basta pregiudizi sulla sigaretta elettronica.
E’ questo l’appello e, allo stesso tempo, la bacchettata che arriva dal “The Global Tobacco & Nicotine Forum”, momentoi di interfaccia che si sviluppa annualmente nella capitale inglese e che incentrata sulle strategie da porsi in essere nel medio termine in fatto di strategie globali anti-fumo.
Un corposo parterre ha discusso, tra il 21 ed il 23 Settembre scorsi, dello stato di “salute” del settore, pressato dalle opposte pressioni di quanti “spingono” in direzione delle nuove alternative e quanti, invece, con fare talebano, intravedono nelle alternativa una parte del problema e non già una possibile soluzione.
Ad inaugurare i lavori il biologo e parlamentare inglese Matt Ridley “La Gran Bretagna – ha sottolineato lo stesso, come riporta l’Agenzia Adnkronos – ha il tasso di fumatori pro capite più basso tra tutti i Paesi del G7 grazie ai prodotti a rischio ridotto e all’approccio adottato dal governo Cameron con una regolamentazione più flessibile”.
Gli Organi sovranazionali ad essere additati quali responsabili dal Ridley.
Secondoquesti, infatti, “una grande responsabilità nel frenare la scelta dei governi nel puntare al rischio ridotto per i fumatori è dell’Organizzazione mondiale della Sanità, che continua ad adottare un approccio inutilmente ostile all’industria del tabacco”.
Dal Forum è, in generale, sempre come batte Adnkronos, giunta una spinta ad intraprendere“scelte che dovrebbero essere indirizzate a incoraggiare i fumatori a passare dalla sigaretta tradizionale a dispositivi meno dannosi”.
L’altra opzione “è quella del divieto e dell’aumento della tassazione, ostacoli verso una efficace riduzione del danno e il cambiamento auspicato dagli esperti favorevoli ai dispositivi alternativi”.
Particolarmente significativa la relazione di Kgosi Letlape che ha fatto riferimento alla “opportunità di invertire la rotta che invece sembra indirizzata verso un aumento dei divieti nei confronti delle strategia del rischio ridotto, tendenza prevista da più osservatori in vista della Conferenza delle parti della Convenzione quadro sul controllo del tabacco dell’Oms”.
La politica di vietare i prodotti a rischio ridotto non funziona – ha chiuso il medico – Oggi abbiamo la necessità di un nuovo quadro normativo, basato però sulle evidenze scientifiche”.