Nessuna sorpresa, tutto come era stato largamente preventivato.
In Nuova Zelanda si sta avendo, infatti, un nuovo aumento del tasso dei fumatori dopo un significativo periodo di costante discesa.
Statistiche recenti dicono chiaramente come dal momento dell’entrata in vigore delle norme che hanno “stretto” sulla vendita di liquidi per sigarette elettroniche si sia avuta una quasi istantanea risalita nel numero dei consumatori di “bionde”.
Dal mese di Agosto 2021, nel dettaglio, il Paese asiatico ha ratificato nuove leggi che vietano la vendita di e-liquid che hanno aromi alternativi lasciando, quindi, sul mercato solo quelli base.

Ebbene, sempre che non si assisti ad una coincidenza temporale, l’effetto delle nuove regole pare essere stato effettivamente dirompente: immediatamente sono risaliti i consumi di sigarette.
E, del resto, non bisogna essere comprovati scienziati per cogliere il nesso di causa-effetto: molti utenti, con tutta evidenza, che stavano cercando di slacciarsi dalla dipendenza grazie all'aiuto della e-cig, avevano trovato un supporto prezioso nei gusti particolari di e-liquid.
Una volta vistisi sprovvisti della particolare stampella, hanno fatto ritorno alle classiche, ricascando nella tentazione.
Anche questo elemento prova come le e-cig possano essere una chiave preziosa in chiave di smoking cessation e come leggi troppo stringenti sul settore possano finire per portare notevoli effetti collaterali.

Le restrizioni sugli aromi sono entrate in vigore l’11 agosto – commenta Nancy Loucas, Direttore Avca – e il 17 Agosto eravamo in una situazione di blocco totale a livello nazionale. Chi si reca al supermercato o alla stazione di servizio può accedere, paradossalmente, a tutte le marche di tabacco esposte sugli scaffali. In modo del tutto disinvolto e libero. Però potrà trovare disponibile solo una gamma molto limitata di gusti di svapo. Non va bene, come principio generale di tutela della pubblica salute, e, ancor di più, se si sta cercando di smettere di fumare”